La voce degli eletti all’estero (3)

ROMA – focus/ aise – Alternativa Popolare si prepara a fare sul serio in Europa, sotto la guida di Massimo Romagnoli, responsabile del dipartimento Italiani nel mondo del partito.
In collaborazione con il Partito Popolare Europeo, l’appuntamento ufficiale è fissato per sabato 13 giugno alle 16:00 a Francoforte, presso l’Hilton Frankfurt City Centre, dove prenderà forma la convention di lancio dal titolo “Nasce l’Europa degli italiani”.
Protagonisti dell’evento saranno Paolo Alli, presidente di Alternativa Popolare, e Massimo Romagnoli, responsabile Italiani nel Mondo, che guideranno questa nuova fase politica con uno sguardo rivolto al futuro e alle opportunità per le comunità italiane all’estero.
“Con Alternativa Popolare vogliamo costruire un ponte solido tra l’Italia e l’Europa – ha dichiarato Alli -, dando voce e forza agli italiani ovunque si trovino. È il momento di credere nelle nostre capacità, nella nostra storia e nel nostro talento: possiamo essere protagonisti di una nuova stagione europea, fatta di crescita, stabilità e visione”.
“Gli italiani nel mondo – ha aggiunto Massimo Romagnoli - rappresentano una risorsa straordinaria, fatta di competenze, passione e spirito di iniziativa. Questa convention segna l’inizio di un percorso che punta a valorizzare ogni singola energia, trasformando le nostre potenzialità in opportunità concrete. Guardiamo al futuro con entusiasmo e con la certezza che insieme possiamo fare la differenza, anche in occasione delle sfide elettorali che verranno”.
Momento di partecipazione e confronto, l’incontro nasce con l’obiettivo di “delineare una nuova prospettiva politica capace di mettere al centro gli italiani in Europa e nel mondo”.
Il deputato del Pd eletto in Sud America, Fabio Porta, è intervenuto presso l’Ambasciata del Brasile a Roma, per l’apertura del corso “Combate ao crime organizado. Novos paradigmas na era da hiperconectividade” (Lotta alla criminalità organizzata. Nuovi paradigmi nell'era dell'iperconnettività), promosso da Accademia Juris e ospitato nella Sala Palestrina della sede diplomatica brasiliana in Piazza Navona.
Alla sessione inaugurale hanno preso parte, insieme all’eletto all’estero, Federico Penna, Presidente dell’Accademia, Túlio Amaral Kafuri, incaricato d’affari dell’Ambasciata del Brasile in Italia, Paulo Branco Gonet, Procuratore Generale della Repubblica del Brasile, Giovanni Melillo, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Matilde Brancaccio, magistrata della Corte Suprema di Cassazione, Verônica Abdalla Sterman, giudice del Tribunale Superiore Militare del Brasile, e Luciana Rodrigues dell’Università di Roma Tor Vergata.
Nel suo intervento, Porta ha sottolineato come, nell’era dell’iperconnettività, la criminalità organizzata abbia assunto una dimensione strutturalmente transnazionale, imponendo una cooperazione sempre più stretta e continuativa tra Italia e Brasile sul piano giudiziario, investigativo e politico, “capace di anticipare – e non soltanto inseguire – l’evoluzione delle reti criminali”.
Il parlamentare eletto nella circoscrizione Estero ha richiamato il ruolo delle comunità italiane in Brasile e di quelle brasiliane in Italia, definite “ponti preziosi” da proteggere anche rispetto ai rischi di infiltrazione mafiosa, ribadendo la necessità di coniugare efficacia del contrasto e pieno rispetto dei principi dello Stato di diritto.
Porta ha infine ringraziato l’Ambasciata del Brasile e Accademia Juris per l’iniziativa, auspicando che “il confronto avviato oggi a Roma, con la partecipazione congiunta di procure, magistrature, forze di polizia e mondo accademico dei due Paesi, si traduca in un percorso stabile di collaborazione italo-brasiliana nella lotta al crimine organizzato, attraverso programmi formativi congiunti, scambio di buone pratiche e rafforzamento degli strumenti di cooperazione”.
“Cinque anni senza verità. Cinque anni senza una risposta da dare alle famiglie che hanno perso un padre, un figlio, un fratello. Oggi emerge una testimonianza che cambia tutto. Un sistema complesso e articolato di traffico illecito di visti, basato non solo su reti criminali ma che si poggiava su segnalazioni ignorate e allarmi rimasti inascoltati”. A scrivere è Andrea Di Giuseppe, deputato di Fratelli d’Italia eletto in Centro e Nord America, che dedica all’Ambasciatore ucciso nella Repubblica Democratica del Congo l’apertura dell’ultimo numero della sua newsletter.
“Luca Attanasio aveva scoperto quel sistema. Ma chi doveva tutelarlo non l’ha fatto”, accusa Di Giuseppe. “La domanda, adesso, è inevitabile. Perché non si è intervenuti? Perché si è permesso che l’Ambasciatore Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il collaboratore Mustapha Milambo venissero uccisi proprio mentre svolgevano il proprio lavoro al servizio dello Stato? Tante domande che per cinque anni sono rimaste senza risposta ma che ora, grazie alle nuove informazioni emerse e che ho immediatamente riferito alle autorità competenti, potranno portare alla riapertura delle indagini”.
“Ora non si può più far finta di nulla”, conclude Di Giuseppe. “La verità non si archivia”. (focus\aise)