La voce degli eletti all’estero

ROMA – focus/ aise – “Franco Patrignani non è più tra noi. E questo è il post che non avrei mai voluto scrivere, tanto mi mancherà un amico e compagno con il quale ho condiviso anni di battaglie politiche e sindacali e soprattutto la passione per la democrazia e la grande comunità italiana in Brasile”. Così Fabio Porta, deputato Pd eletto in Sud America, nel dare la notizia della morte di Franco Patrignani, scomparso dopo una lunga malattia.
“Una persona straordinaria, sempre curiosa attenta e soprattutto disponibile. Un sociologo che aveva trovato in Brasile l’ambiente ideale per approfondire il tema della “Democrazia necessaria”, come si intitolava il libro nel quale Franco riportava insieme esperienze di vita e riflessioni politiche, e del quale lui volle che scrivessi la prefazione”, scrive Porta. “Grazie, Franco, per quanto hai dato a tutti noi: per il tuo esempio di vita, la tua testimonianza politica, l’amore per la tua famiglia e la lotta coraggiosa contro il male che ti ha strappato la vita che tanto amavi. Grazie soprattutto per i preziosi momenti trascorsi insieme. Ci mancherai, ma la tua memoria e il tuo esempio rimarranno per sempre con noi”.
Nato ad Ancona nel 1950, a ventidue anni Patrignani militava già nella FLM (Federazione Lavoratori Metalmeccanici) e successivamente nella FLC, la federazione sindacale degli edili.
In Italia ha quindi avuto importanti incarichi come dirigente della CISL, fino all’impegno nell’istituto di cooperazione ISCOS, nel cui ambito ebbe modo di iniziare il suo rapporto con l’America Latina che lo portò in Brasile.
Nel Paese sudamericano Patrignani è stato per lunghi anni coordinatore nazionale del Patronato INAS e figura centrale della comunità italiana dello Stato dello Espirito Santo e del Brasile; è stato anche uno dei principali esponenti del PD in Brasile.
La 165ma Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera “ci chiama a rinnovare un patto di appartenenza che non conosce confini geografici. Questa ricorrenza parla a tutti gli italiani, ma ha un significato ancora più profondo per i milioni di connazionali che vivono e lavorano all’estero, custodendo ogni giorno, spesso con sacrificio e tenacia, la lingua, la cultura e i valori che ci rendono una comunità nazionale”. A dirlo, in occasione della ricorrenza del 17 marzo, è stato Fabio Porta, deputato del Pd eletto in Sud America.
165 anni fa, a Torino, nasceva l’Italia unita. “Quel processo di unificazione non si è mai fermato: è proseguito con la grande emigrazione, che ha portato milioni di italiani nei cinque continenti, ed è proseguito con la Costituzione repubblicana, che ha dato al nostro Paese un fondamento di libertà, giustizia e solidarietà”.
Porta ha poi citato le parole del Presidente Mattarella, che oggi, all’altare della Patria, ha invitato a “custodire e attuare, con coerenza e lungimiranza, i principi di libertà, giustizia e pace su cui si fonda la Repubblica”. Queste, per Porta, sono parole che “risuonano con forza particolare per chi, dall’America Latina all’Europa, dall’Africa all’Australia, porta avanti il nome e la tradizione dell’Italia nel mondo”.
“So bene che l’unità nazionale non è solo un fatto istituzionale, ma un legame vivo, fatto di lingua, memoria, cultura e partecipazione civica – ha proseguito ancora Porta -. Le nostre comunità all’estero, dai circoli culturali ai Comites, dalle scuole italiane alle associazioni, sono il segno più concreto che l’Italia non finisce ai suoi confini, ma si estende ovunque vivano donne e uomini che si riconoscono nel Tricolore, nell’Inno di Mameli e nei valori della Costituzione”.
Il significato di questa Giornata “si fa ancora più attuale” in questi giorni, in cui gli italiani all’estero stanno già esprimendo i loro vot per il Referendum Giustizia che in Italia si terrà il 22 e 23 marzo: “la partecipazione al voto è il modo più alto e concreto per esercitare quel diritto di cittadinanza che l’Unità d’Italia ha reso possibile e che la Costituzione repubblicana garantisce anche a chi vive lontano dalla Patria”.
Rivolgendo, infine, un pensiero e un augurio a tutte le italiane e a tutti gli italiani nel mondo, Porta ha spiegato: “il 17 marzo è la vostra giornata, come lo è di ogni cittadino italiano. L’Italia è grande anche grazie a voi, alla vostra storia, al vostro lavoro, alla vostra capacità di costruire ponti tra culture e Paesi diversi. Continuiamo insieme a tenere vivo il filo che ci unisce, nella consapevolezza che l’unità nazionale è un patrimonio da rinnovare ogni giorno, con orgoglio e responsabilità”. (focus\aise)