La voce degli eletti all’estero

ROMA – focus/ aise – Christian Di Sanzo, deputato del Pd eletto in Nord e Centro America, ha partecipato alle celebrazioni per la Festa della Repubblica Italiana in varie città del Nord America. Oltre alle feste di Miami, Los Angeles e New York, negli Stati Uniti, il deputato ha dedicato particolare attenzione anche alle Feste della Repubblica in Canada dove ha partecipato alle feste di Montreal e Vancouver.
A Montreal, la celebrazione si è svolta nella cornice di Casa Italia, uno dei più importanti e prestigiosi centri della comunità italiana di Montreal. Oltre al Console Generale d'Italia a Vancouver era presente anche l'Ambasciatore d'Italia in Canada, Alessandro Cattaneo. Nel suo intervento Di Sanzo ha ricordato che ogni volta che visita Montreal viene profondamente colpito dall'impatto che la comunità italiana ha avuto in questa città e nella società canadese; ha ricordato di come tanti italiani hanno lasciato l'Italia da piccoli paesi in cerca di migliori opportunità e in Canada hanno trovato un paese che offriva grandi opportunità, ma che richiedeva anche duri sacrifici.
L'On. Di Sanzo ha quindi ribadito il suo impegno perché le istituzioni italiane sostengano le comunità italiane nel mondo, sottolineando di come questo sia stato il centro della sua azione in Parlamento. Nel suo discorso, il deputato dem ha inoltre ripercorso il significato del referendum del 2 giugno 1946, quando per la prima volta votarono anche le donne: “Gli italiani scelsero la democrazia, scelsero la libertà”; un gesto che il deputato Pd ha definito “un profondo atto di rinnovamento, una promessa di dignità e di giustizia per tutti”.
A Vancouver, Di Sanzo ha preso parte alle celebrazioni presso il Centro - Italian Cultural Centre; ha ringraziato il Centro e il Consolato per la bellissima organizzazione della Festa che ha riunito le istituzioni italiane e le varie associazioni della comunità. Nella mattinata, Di Sanzo ha preso parte insieme al Console Generale Paolo Miraglia e al Presidente de “Il Centro”, Randy Rinaldo, alla proclamazione dell'Italian Heritage Month da parte del City Council della Città di Vancouver. Per l'occasione, Di Sanzo ha ringraziato la città di Vancouver per riconoscere il contributo degli italiani e della comunità italiana alla costruzione e allo sviluppo della città.
“Oggi il Comitato permanente sui Diritti Umani della Camera dei Deputati, presieduto dalla collega Laura Boldrini, su mia proposta ha audito padre Rafael Aragón e il professor Gabriel Leóndas Putoy Cano, autorevoli esponenti dell’impegno per i diritti umani in Nicaragua. Le loro testimonianze hanno evidenziato il progressivo deterioramento dello Stato di diritto nel Paese e la gravità delle violazioni denunciate dalla società civile. Si tratta di un richiamo che la comunità internazionale non può ignorare”. Così Fabio Porta, deputato Pd eletto in Sud America, che denuncia: “il regime guidato dai co-presidenti Daniel Ortega e Rosario Murillo, marito e moglie, continua a rendersi responsabile di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani, colpendo oppositori politici, attivisti, leader religiosi, rappresentanti delle comunità indigene e semplici cittadini. Una repressione che non si ferma ai confini nazionali, ma coinvolge anche migliaia di nicaraguensi costretti all’esilio”.
“Tra i casi più emblematici – ricorda il parlamentare Pd – vi è quello del leader indigeno e parlamentare Brooklyn Rivera, arrestato nel 2023 dopo aver denunciato le violazioni dei diritti delle popolazioni native. Secondo quanto riferito nel corso dell’audizione, Rivera sarebbe morto nei giorni scorsi in un carcere nicaraguense. Desta inoltre forte preoccupazione la sorte della deputata che avrebbe dovuto succedergli in Parlamento e della quale si sono perse le tracce. Più in generale, continuano a destare allarme le condizioni di numerosi oppositori politici, attivisti e difensori dei diritti umani detenuti o perseguitati dal regime”.
“In Nicaragua assistiamo a una progressiva erosione dello Stato di diritto”, annota Porta. “Oppositori e dissidenti vengono privati della cittadinanza, esclusi dalla vita pubblica e privati dei diritti fondamentali. In molti casi vengono persino cancellati dai registri dello Stato e dall’anagrafe, come se non fossero mai esistiti. Si tratta di pratiche incompatibili con qualsiasi ordinamento democratico e con i principi sanciti dal diritto internazionale. Particolarmente grave – per il deputato – è anche la repressione della libertà religiosa. La Chiesa cattolica e altre confessioni religiose sono oggetto di crescenti restrizioni, con limitazioni alle celebrazioni pubbliche, chiusure di istituzioni religiose e provvedimenti nei confronti di sacerdoti e operatori pastorali. Ai cattolici, ad esempio, è stato vietato lo svolgimento delle tradizionali processioni religiose”.
“Sul piano internazionale, il Nicaragua ha rafforzato i propri rapporti con Cina e Russia”, ricorda Porta. “Dagli Stati Uniti e dall’Unione europea sono giunte negli ultimi anni parole di condanna e misure mirate che, tuttavia, non hanno ancora prodotto risultati concreti nel contrastare la deriva autoritaria del regime. I rapporti economici e commerciali proseguono sostanzialmente senza particolari conseguenze. Fa eccezione la Spagna che, lo scorso gennaio, ha dichiarato persona non grata l’ambasciatore nicaraguense Maurizio Gelli, disponendone l’espulsione dal Paese. Si tratta del figlio di Licio Gelli, fondatore della loggia massonica P2, una delle pagine più oscure della storia repubblicana italiana, legata a progetti eversivi e antidemocratici”.
“Condivido pienamente l’appello lanciato dalla Presidente Laura Boldrini affinché si rompa il silenzio che ancora circonda quanto sta accadendo in Nicaragua. L’Italia, l’Europa e la comunità internazionale – sottolinea l’eletto all’estero – hanno il dovere di far sentire la propria voce e di sostenere chi continua a battersi per la libertà, la democrazia e il rispetto dei diritti umani. Non possiamo restare indifferenti di fronte a una repressione che colpisce ogni giorno uomini e donne colpevoli soltanto di chiedere giustizia, dignità e libertà. Il regime di Ortega e Murillo va fermato e con esso – conclude Porta – la spirale di violenza e persecuzione che continua a colpire il popolo nicaraguense”. (focus\aise)