L'ambiente al primo posto

ROMA – focus/ aise – Dal 6 all’8 giugno, a Genova, torna l’appuntamento con la Giornata Mondiale degli Oceani: Conoscere, Comprendere, Convivere, l’iniziativa promossa dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in occasione del World Oceans Day (WOD), la giornata istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare il pubblico sull’impatto delle attività umane e dei cambiamenti climatici sugli oceani, risorse essenziali per la vita sul pianeta.
La manifestazione dell’INGV, patrocinata dal Comune di Genova, dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e dalla Regione Liguria, ha ottenuto anche quest’anno l’endorsement da parte dell’UNESCO ed è stata riconosciuta tra le Ocean Decade Activities del 2026, a conferma del suo alto valore scientifico e culturale.
L’edizione 2026 porterà a Genova un ricco programma di attività scientifiche, artistiche e divulgative che accompagneranno il pubblico alla scoperta dell’ambiente marino, promuovendo una maggiore consapevolezza sull’importanza della sua tutela e sulle azioni necessarie per la sua conservazione.
Dopo l’evento inaugurale istituzionale a Palazzo Tursi, le attività si sposteranno a Largo Pertini, dove sarà allestito il Villaggio del Mare a ingresso gratuito con isole dedicate alle principali linee di ricerca a tema marino: dagli tsunami all’impatto degli oceani nella regolazione del clima mondiale, passando per un viaggio virtuale sul fondale del Mediterraneo e una rilettura artistica della fiaba “La Sirenetta” e una reinterpretazione dei segnali del mare in chiave musicale.
Curiosi e appassionati potranno avventurarsi nel percorso esperienziale ideato dai ricercatori per scoprire i segreti e i tesori nascosti sotto la superficie del mare: l’Auditorium Montale del Teatro Carlo Felice ospiterà inoltre una mostra fotografica dedicata e un ciclo di talk divulgativi rivolti al pubblico generalista.
Numerose attività ludiche e laboratoriali consentiranno infine ai più piccoli di prendere il largo alla scoperta di ecosistema marino, biodiversità, inquinamento e suoni sottomarini nel Mediterraneo.
Il WOD 2026, organizzato dall’INGV insieme a Enti di ricerca e Università riuniti nella Joint Research Unit di EMSO Italia, rappresenta un’importante occasione di divulgazione dedicata al ruolo centrale del mare nella società contemporanea. La partecipazione di EMSO ERIC, Infrastruttura di Ricerca Europea di cui l’INGV è capofila, evidenzia inoltre il contributo della comunità scientifica italiana nel panorama europeo della ricerca marina.
Ha preso avvio il progetto scientifico ICE-Blue, coordinato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, dedicato allo studio della risposta dell’organismo umano in contesti operativi prolungati in mare aperto, per alcuni aspetti comparabili a quelli delle missioni spaziali. Lo studio è stato avviato il 27 aprile scorso con la raccolta dei dati e dei campioni basali degli allievi che parteciperanno alla campagna addestrativa estiva di Nave Amerigo Vespucci, attualmente impegnata nel Tour Mondiale Vespucci – Campagna in Nord America 2026.
Tali misure rappresentano il riferimento iniziale necessario per monitorare eventuali variazioni durante la missione. La ricerca coinvolge medici, biologi, farmacologi, chimici, psicologi, bioingegneri e informatici, con l’obiettivo di produrre conoscenze utili sia per il settore militare e spaziale che per possibili applicazioni in ambito civile.
L’attività nasce nell’ambito del progetto ICE-Blue, sviluppato sulla base dell’accordo operativo tra l’Agenzia Spaziale Italiana e la Marina Militare. Lo studio scientifico è guidato da Davide De Pietri Tonelli, Direttore di Ricerca del laboratorio di Neurobiologia dei microRNA dell’IIT e Responsabile Scientifico dello Studio Clinico, e vede la collaborazione dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dell’Università degli Studi di Firenze e dell’Università degli Studi di Milano.
L’obiettivo del progetto è analizzare come l’organismo si adatti alla navigazione prolungata e ai ritmi operativi intensi, assumendo la vita in mare aperto come modello di osservazione utile anche per la ricerca spaziale. In questo quadro, il progetto intende approfondire parametri biologici, fisiologici, cognitivi e comportamentali attraverso strumenti integrati di osservazione e analisi.
Nel corso della campagna addestrativa estiva a bordo di Nave Amerigo Vespucci, gli allievi dell’Accademia Navale di Livorno saranno coinvolti nello studio attraverso la raccolta di campioni biologici, parametri fisiologici e dati comportamentali, che verranno analizzati dal gruppo di ricerca al loro rientro.
Per analizzare le variazioni del loro stato di salute e le risposte dell’organismo alle condizioni di bordo, saranno impiegate diverse tecnologie avanzate, oltre a strumenti analogici e digitali dedicati all’osservazione degli aspetti cognitivi, emotivi, comportamentali e sociali.
L’insieme dei dati raccolti su ambiente, organismo e comportamento sarà integrato anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, così da fornire una visione complessiva dei processi di adattamento durante la navigazione. Questa integrazione potrà contribuire allo sviluppo di metodi innovativi per identificare precocemente alcuni fattori di rischio legati, tra l’altro, all’alterazione dei ritmi circadiani, alla qualità del riposo e al carico operativo.
“Lo studio – spiega Barbara Negri, Responsabile dell’Ufficio Volo Umano e Sperimentazione di ASI - consentirà una migliore comprensione delle risposte dell’organismo a condizioni operative prolungate, alle alterazioni dei ritmi circadiani e ai contesti di missione complessi, fattori che la NASA ha identificato tra i principali elementi da monitorare per la salute e l’efficienza degli astronauti impegnati nelle future esplorazioni spaziali, permettendo di individuare possibili contromisure”.
“I biomarcatori analizzati potranno inoltre trovare applicazione sulla Terra e anche in ambito civile, contribuendo allo sviluppo di strumenti di prevenzione e monitoraggio in relazione alla qualità del sonno, ai ritmi biologici e ad altre condizioni che incidono sul benessere delle persone, in particolare nelle fasce più vulnerabili della popolazione”, ha concluso Davide De Pietri Tonelli, Principal Investigator dell’IIT e Responsabile Scientifico dello Studio Clinico. (focus\aise)