Le forme del Made in Italy (2)

ROMA – focus/ aise – “Una Pizza Napoletana”, di Anthony Mangieri, a New York, è la migliore pizzeria degli Stati Uniti d’America per il 2026. Questo è il risultato secondo “50 Top Pizza”, la guida mondiale di settore, che ha annunciato il risultato nelle scorse ore al Morris W. and Fannie B. Haft Theater di New York, durante una cerimonia trasmessa in diretta sui canali social del network e presentata dalla giornalista Valeria Robecco, che ha visto la partecipazione anche del Console Generale d’Italia a New York, Giuseppe Pastorelli.
In seconda posizione, un ex aequo tutto californiano: Pizzeria Sei di William Joo, a Los Angeles, e Tony’s Pizza Napoletana di Tony Gemignani, a San Francisco. Terza posizione per Razza di Dan Richer, a Jersey City. Per la quarta posizione si torna in California, per la precisione a Dana Point, con Truly Pizza. In quinta posizione, a Miami, Francesco Martucci.
Per la sesta posizione si torna a New York con Don Antonio di Giorgia Caporuscio. Settima posizione per Jay's di Joe Powers, a Kenmore. In ottava posizione un ex aequo: Ribalta a New York, di Pasquale Cozzolino, e Robert's a Chicago, di Robert Garvey.
A Cleveland, in Mississippi, si trovano la nona posizione con Leña, di Marisol Doyle. Per la decima posizione ci si sposta nell’Oregon, a Portland, con Ken’s Artisan Pizza di Ken Forkish e Peter Kost. Altro ex aequo per l’undicesima posizione, con due locali di Miami: La Leggenda, di Giovanni Gagliardi, e 'O Munaciello, di Carmine Candito.
Dodicesima posizione per Valentina’s di Joe Carlucci a Madison, in Alabama. Tredicesima posizione per Stretch Pizza a New York, di Wylie Dufresne. Per la quattordicesima posizione si resta sempre a New York, con Audace di Fabio Stipulante. Ancora un ex aequo per la quindicesima posizione: Pasquale's di Pasquale Illiano, a South Kingstown, nel Rhode Island, e Pizza Secret di Rosario Granieri, a New York.
Nella classifica delle Pizza Slice, che prevede i migliori quindici indirizzi del Paese, al primo posto c’è “L'industrie Pizzeria”, a New York, di Massimo Laveglia e Nick Baglivo. Al secondo posto Slice & Pie a Washington, del pizzaiolo Giulio Adriani, e in terza posizione Miami Slice, a Miami.
Le prime quindici posizioni della classifica 50 Top Pizza USA 2026 e le prime tre della classifica 50 Top Pizza Slice USA 2026 entrano di diritto nella classifica delle 100 Migliori Pizzerie al Mondo, che si ritroveranno a Napoli il prossimo 15 settembre, per la cerimonia di premiazione di 50 Top Pizza World 2026.
L’intera guida USA 2026, che include anche la sezione “Pizzerie Eccellenti”, è composta da 116 indirizzi dislocati in 29 Stati federali differenti. New York è lo Stato più rappresentato con 27 locali, seguito dalla California con 13 e dalla Florida con 10. La città più rappresentata è New York con 24 locali, seguita da Chicago e Portland con 6 locali ciascuno.
Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP ha accolto con grande soddisfazione le parole pronunciate dal presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP, Cesare Mazzetti, nel corso dell’assemblea del 19 maggio, durante la quale è stata ricordata e rilanciata la candidatura UNESCO dal titolo “La tradizione dell’aceto balsamico tra socialità, arte del saper fare e cultura popolare nelle comunità emblematiche di Modena e Reggio Emilia”.
Una candidatura che punta a ottenere il riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità per un patrimonio fatto non solo di eccellenza produttiva, ma anche di tradizioni familiari, relazioni sociali, conoscenze tramandate di generazione in generazione e profondo legame con il territorio.
"Accogliamo con favore il rilancio di questo percorso – dichiara il presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, Enrico Corsini – perché rappresenta un’opportunità straordinaria per valorizzare la dimensione culturale del balsamico e il patrimonio di conoscenze, pratiche e tradizioni che lo rendono unico. Si tratta di un progetto che supera le singole realtà e che riguarda l’identità stessa delle nostre comunità, delle nostre famiglie e del nostro territorio".
Sulla stessa linea il Gran Maestro della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto e Consigliere del Consorzio di Tutela ABTM, Maurizio Fini, ideatore e promotore della candidatura già nel 2019: “Ringraziamo il Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP Cesare Mazzetti che ha ripreso e rilanciato la candidatura a patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO per l’arte e il saper fare l’Aceto Balsamico, già ideata e promossa nel 2019. Siamo estremamente contenti che il valore culturale del Balsamico diventi, con la convergenza di tutte le organizzazioni in campo, ovvero Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP e Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto, il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP, la Confraternita dell’Aceto Balsamico Tradizionale Reggiano, la Regione Emilia-Romagna, il Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste e il Ministero della Cultura, un obiettivo condiviso per conquistare il riconoscimento che merita, così come lo meritano tutti i modenesi e Modena intera”.
Per il Consorzio dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, il percorso verso il riconoscimento UNESCO rappresenta un’occasione importante per raccontare al mondo una tradizione che affonda le proprie radici nella storia delle famiglie modenesi e reggiane, custodita nelle acetaie domestiche e tramandata attraverso gesti, conoscenze e valori che costituiscono un patrimonio collettivo unico.
L’auspicio condiviso dal Consorzio è che il lavoro congiunto delle realtà che rappresentano il mondo del balsamico possa portare a un risultato storico, capace di riconoscere e tutelare non soltanto un prodotto simbolo del territorio, ma soprattutto la cultura e il sapere che ne hanno reso possibile la nascita e la conservazione nel corso dei secoli. (focus\aise)