Le forme del Made in Italy

ROMA – focus/ aise – "L'apertura del mercato brasiliano alle nostre piante di fragola è un risultato di portata straordinaria per le imprese italiane del comparto, che potranno ora accedere a uno dei mercati agricoli più dinamici e strategici dell'America Latina, consolidando ulteriormente la propria presenza internazionale e valorizzando l'eccellenza del materiale vivaistico e delle produzioni vivaistiche italiane”. Così il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, commenta la decisione del Ministero dell'Agricoltura brasiliano (MAPA) con cui viene ufficialmente aperto il mercato brasiliano alle piante di fragola di origine italiana.
Le esportazioni possono già prendere il via in quanto il provvedimento è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale brasiliana.
“Ancora una volta dimostriamo che i rigorosi controlli fitosanitari eseguiti in Italia sono un modello che genera fiducia anche all'estero”, aggiunge il Ministro. “Come Governo abbiamo lavorato con tutti gli attori del Sistema Italia con una visione chiara, garantire la qualità e la salubrità dei nostri prodotti, superando gli ostacoli della burocrazia e costruendo insieme alle imprese nuove opportunità. Le politiche per il settore primario del Governo Meloni portano risultati, dando certezze a chi lavora anche grazie agli investimenti generati a sostegno del settore agricolo e del suo futuro".
Il conseguimento di questo obiettivo – evidenzia il Masaf – è il frutto di un lungo e impegnativo percorso negoziale avviato nel 2017, nel corso del quale le imprese del settore e le istituzioni competenti hanno saputo operare in stretta sinergia, dimostrando come la collaborazione tra pubblico e privato possa tradursi in risultati concreti e duraturi a beneficio dell'intera filiera.
Il 23 aprile, al Club Monteverdi di Madrid, in Spagna, l’ENIT e il Comune di Milano hanno presentato la città di Milano come destinazione internazionale dove cultura, innovazione e business tourism si incontrano.
Al centro dell’incontro il progetto “Milano e Leonardo”, dedicato alla valorizzazione dei luoghi leonardeschi e al rafforzamento del posizionamento della città come capitale di design, moda e creatività, oltre che hub MICE e culturale.
Tre asset UNESCO e museali raccontano una città doppia: cosmopolita e profondamente legata alla sua identità storica e artistica.
Un progetto che conferma anche la leadership di Milano nel settore MICE, sempre più centrale nei flussi internazionali dei grandi eventi.
Oltre 100 professionisti tra media, tour operator e operatori MICE hanno partecipato all’incontro.
Degustazioni affollate e tanti contatti avviati o rafforzati: si è chiuso con segnali molto incoraggianti il Chianti Lovers Asian Tour, il viaggio del Consorzio Vino Chianti che dal 21 al 23 aprile ha portato la denominazione tra Tokyo, Osaka e Taipei, incontrando operatori del settore e stampa specializzata.
“Abbiamo registrato un interesse concreto e qualificato da parte degli operatori asiatici – ha commentato il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi – con relazioni costruite sul campo e una partecipazione attenta che conferma quanto questi mercati siano oggi centrali per lo sviluppo della denominazione”.
La prima giornata si è svolta a Tokyo, al JW Marriott Hotel Tokyo, dove 15 aziende hanno presentato circa 33 etichette Chianti su un totale di circa 80 vini. Gli incontri con importatori e professionisti del settore, insieme al walk-around tasting, hanno favorito momenti di confronto diretto e approfondimento. Particolarmente apprezzata anche la masterclass “Ancient Tuscan Knowledge Transformed into a Modern Wine”, guidata dal giornalista Isao Miyajima, che ha raccontato le diverse espressioni della denominazione attraverso sei etichette rappresentative.
“Il dialogo costruito in queste occasioni è fondamentale per rafforzare relazioni commerciali e consolidare la presenza del Chianti sui mercati internazionali – ha aggiunto Busi – soprattutto in contesti dove la cultura del vino è in costante evoluzione”.
La tappa di Osaka, realizzata al W Osaka – Wet Bar in collaborazione con la Italian Chamber of Commerce in Japan, ha visto la partecipazione di 9 aziende con circa 21 etichette Chianti, su un totale di circa 50 vini. Anche qui workshop e degustazioni hanno raccolto una risposta significativa da parte degli operatori del trade.
Il tour si è concluso a Taipei, al Regent Hotel Taipei, con 13 aziende e circa 30 etichette Chianti presentate, su un totale di circa 80 vini. La giornata si è articolata in incontri B2B con importatori, seguiti dalla masterclass “The Soul and the Flavour of Chianti Wine. Agile and slender, deep and long-lived, with versatility as its advantage”, condotta dal wine educator Aaron Chuang, e quindi dal walk-around tasting per operatori del settore, contribuendo a rafforzare il dialogo con il mercato locale.
“Questa esperienza ha confermato il potenziale del Chianti in Asia – ha concluso Busi – e ci ha permesso di rafforzare il posizionamento della denominazione, valorizzando il lavoro delle aziende e creando nuove opportunità di sviluppo in un contesto internazionale sempre più competitivo”. (focus\aise)