Le forme del Made in Italy

ROMA – focus/ aise – Lo scorso 22 giugno, la Friendship House di Ealing Broadway ha ospitato una serata di degustazione organizzata dall'Ealing Wine Club, dedicata al confronto enogastronomico tra le tradizioni vinicole del Nord e del Sud Italia, che ha riscosso un grande successo.
L'evento, intitolato "Northern Italy vs Southern Italy: A Wine & Food Pairing Evening", ha visto i partecipanti degustare e votare sei etichette selezionate, ciascuna abbinata a prodotti gastronomici italiani di alta qualità firmati TIP Calabrese Forte e TIP SZ Tartufi. Tutti gli abbinamenti sono stati serviti all'interno di eleganti telline — piccoli cestini di pasta frolla — che hanno ospitato i diversi accostamenti gastronomici della serata.
La serata ha proposto una degustazione di vini di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Puglia e Sardegna. Ogni vino è stato presentato insieme a un abbinamento gastronomico – curato da NonnaLisa Catering – studiato per esaltarne le caratteristiche, in un percorso che ha unito cultura, tradizione e convivialità.
Al termine della votazione dei partecipanti, il Sud Italia si è affermato come grande protagonista della serata, conquistando le prime tre posizioni della classifica.
"Dopo l'inaugurazione del club lo scorso maggio, questo è stato il nostro primo vero appuntamento di tasting and pairing, e devo dire che ha riscosso moltissimo successo”, ha commentato Valeriano Drago, Vice Presidente dell'Ealing Wine Club. “Ho potuto notare un grande interesse da parte della comunità locale, e confido che questo si traduca presto in molte nuove adesioni al club. Per chi fosse interessato, basta scrivere una mail a ealingwineclub@gmail.com".
Forte del successo di questa serata, l'Ealing Wine Club – nato per essere un punto di riferimento stabile per la comunità italiana e per un pubblico internazionale interessato alla cultura enogastronomica italiana – è già al lavoro per organizzare il prossimo appuntamento.
All’interno dell’Italian Pavilion, il grande spazio dedicato alle eccellenze del Made in Italy, il Consorzio di tutela del Pecorino Romano ha presentato nelle scorse ore al Summer Fancy Food Show di New York una delle denominazioni più rappresentative della tradizione casearia italiana, espressione di una filiera fortemente radicata in Sardegna: circa il 95% della produzione di Pecorino Romano DOP nasce infatti nell’isola, dove allevatori e imprese di trasformazione contribuiscono a mantenere vivo un patrimonio produttivo riconosciuto in tutto il mondo. Un comparto che rappresenta un elemento di rilievo per l’economia agroalimentare regionale e nazionale. Il Pecorino Romano DOP è infatti una delle principali produzioni casearie italiane a vocazione internazionale, capace di generare valore lungo tutta la filiera, dal settore zootecnico alla trasformazione, sostenendo migliaia di operatori e contribuendo al posizionamento dell’agroalimentare italiano sui mercati esteri. In Sardegna, in particolare, la filiera del Pecorino Romano costituisce un presidio economico e territoriale strategico, strettamente legato al sistema produttivo dell’isola.
La presenza a New York assume quest’anno un significato particolare alla luce del quadro internazionale e delle incertezze legate alle politiche commerciali. Gli Stati Uniti rappresentano infatti uno dei mercati di riferimento per il Pecorino Romano DOP: circa il 40% della produzione complessiva viene esportata negli Usa, rendendo il mercato americano fondamentale per la crescita e la stabilità del comparto.
“Il rapporto con gli Stati Uniti è costruito su decenni di lavoro e su relazioni consolidate – ha specificato Gianni Maoddi, presidente del Consorzio di tutela del Pecorino Romano –. In passato appuntamenti come questo erano occasioni per definire accordi di fornitura annuali, programmando volumi importanti. Oggi il contesto è profondamente cambiato: gli operatori sono costretti a ragionare sulle singole spedizioni perché le regole commerciali continuano a evolvere e manca ancora una piena visibilità sugli scenari futuri. Tutto il settore guarda con attenzione alle decisioni attese nei prossimi mesi e agli effetti concreti che potranno avere sui rapporti commerciali”.
Nonostante le preoccupazioni iniziali legate al possibile impatto dei dazi, il Pecorino Romano DOP ha dimostrato una buona capacità di tenuta sul mercato americano. “Malgrado i dazi il 2025 si è chiuso con un lieve incremento delle esportazioni verso gli Stati Uniti – ha aggiunto Maoddi – mentre il 2026 è iniziato con una contrazione intorno al 20%, siamo però sicuri che nel corso dei prossimi mesi questo dato tenderà verso un differenziale pari a zero sempre per effetto che le vendite del 2025 non hanno avuto un andamento lineare, è infatti per questo motivo che si deve confrontare il 2026 con il 2024 che ha avuto un andamento regolare nelle vendite. Sono comunque dati che confermano la necessità di continuare a presidiare questo mercato, ma anche l’importanza di poter contare su un quadro commerciale stabile, indispensabile per consentire alle imprese di programmare investimenti e produzione”.
Il Summer Fancy Food Show rappresenta per il Consorzio un momento strategico di incontro con importatori, distributori e operatori della ristorazione americana. “Questa manifestazione è molto più di un evento fieristico – ha spiegato in conclusione Riccardo Pastore, direttore del Consorzio di tutela del Pecorino Romano –. È una grande vetrina internazionale per le eccellenze alimentari e un luogo dove si costruiscono relazioni commerciali e si racconta il valore delle denominazioni italiane. Il Pecorino Romano porta qui la forza di una filiera che nasce dal territorio e dalla capacità delle imprese di competere sui mercati globali”. (focus\aise)