Le forme del Made in Italy

ROMA – focus/ aise – Ha preso il via il 21 settembre scorso la “Sicily Week” in Baviera e nel Baden-Württemberg, in Germania. Un viaggio enogastronomico fatto di degustazioni, incontri professionali, presentazioni ed eventi dedicati alla cucina italiana e alle produzioni siciliane.
L'iniziativa si svolge sotto l'egida di “I Go Italian”, la rete che mette in relazione ristoratori, imprenditori e professionisti italiani che operano nel mondo, con l'obiettivo di valorizzare la cucina italiana, le produzioni di qualità e il ruolo della ristorazione come presidio della cultura italiana all'estero.
Un'iniziativa che si inserisce in un territorio nel quale la presenza italiana ha radici profonde. Secondo i dati ufficiali dell'Ufficio federale di statistica tedesco, in Germania vivono infatti circa 650.000 persone con una storia migratoria italiana. La Sicily Week si rivolge infatti anche a loro. Ha preso simbolicamente il via a Monaco di Baviera durante l'Oktoberfest, in occasione dell'appuntamento annuale di DEHOGA Bayern, organizzazione di riferimento del comparto alberghiero e della ristorazione bavarese con oltre 12.000 iscritti nella sola Baviera, oltre 100 i ristoratori presenti, al quale è intervenuto anche il console generale Fausto Panebianco. Nel corso della manifestazione con l’organizzatore della manifestazione Alexander Mario Maffei, referente per DEHOA Bayern, si è parlato della possibilità di una collaborazione del Sindacato tedesco in occasione del Gala Internazionale delle Radici Italiane previsto il 4 Gennaio al Teatro Massimo di Palermo.
Tra i protagonisti dell'incontro, Antonio Di Gorga, presidente della sezione italiana di DEHOGA Bayern e proprietario del ristorante Brunello a Fürstenfeldbruck, nell'area di Monaco di Baviera, dove ricopre anche un incarico istituzionale legato ai rapporti internazionali. Qui si trova anche Antonio Di Gorga del ristorante La campanella.
Gli appuntamenti in Baviera hanno permesso di incontrare alcune delle realtà costruite negli anni dagli italiani nel settore della ristorazione e dell'ospitalità. A Planegg, Piero Bianco di Campobello di Mazara, ha costruito intorno a La Terrazza un vero e proprio ecosistema dell'accoglienza che comprende hotel, ristorante, enoteca e gelateria. Qui la Sicily Week ha rappresentato un'occasione di incontro e confronto sul ruolo delle imprese italiane dell'ospitalità nella promozione del Made in Italy.
Tra le esperienze coinvolte anche quella del mazarese Ciro Mistretta, del Ristorante e Gelateria Roma, riferimento per la gastronomia siciliana e particolarmente attento alla valorizzazione della Nocellara del Belice, una delle produzioni DOP più rappresentative della Sicilia.
A Monaco di Baviera spazio anche alla pizza italiana con i fratelli Calvello, originari della Basilicata e diventati nel tempo un riferimento nel territorio per la cultura e la qualità della pizza.
Tra le eccellenze il Ristorante Incontro di Antonio Ciccarone, che ha sviluppato la propria proposta gastronomica proprio intorno al dialogo tra Italia e Germania.
Centro della presenza italiana in Baviera il ristorante Venezia di Piero Venezia, una delle personalità storiche dell’Italia in Germania. Altri momenti della Sicily Week hanno coinvolto Giuseppe Boccarusso, del ristorante Da Peppe a Landsberg am Lech; Giovanni Stincone, de La Pergola a Dietersheim-Eching, realtà impegnata anche nella formazione dei pizzaioli in Baviera; e Davide La Rocca, originario di Sciacca, del ristorante Duetto 2 di Landsberg am Lech.
La Riviera Apuana e la Lunigiana, in Toscana, si preparano a diventare la capitale del business turistico internazionale. Dal 28 settembre al 3 ottobre prossimi è infatti in programma la diciottesima edizione di “Buy Tuscany”, l’evento di punta organizzato da Toscana Promozione Turistica per connettere l’offerta regionale con i mercati globali.
Per la prima volta, la macchina organizzativa nasce dalla cooperazione diretta tra due differenti Comunità di Ambito Turistico. La manifestazione è stata presentata nei giorni scorsi a Palazzo Strozzi Sacrati, a Firenze, dal governatore toscano Eugenio Giani, assieme all’assessore regionale al Turismo, Leonardo Marras, e al commissario straordinario di Toscana Promozione Turistica, Giacomo Bugliani.
L'edizione 2026 vedrà l'arrivo di 150 buyer provenienti da 35 Paesi europei ed extraeuropei, con forti delegazioni da mercati ad alta capacità di spesa come Stati Uniti, Canada, Cina, Giappone, Corea, Regno Unito e Germania. Ad attenderli ci saranno 105 operatori toscani selezionati (strutture ricettive, tour operator e consorzi) specializzati in sostenibilità, lusso e MICE.
"Ancora una volta puntiamo sulla Toscana diffusa, privilegiando borghi e ambienti naturali che rappresentano la vera risposta all’overtourism, luoghi dove non vanno imposti numeri chiusi", ha spiegato il presidente Giani, evidenziando la continuità unica tra il mare della Versilia, le Alpi Apuane e i castelli della Lunigiana.
L'agenda dei lavori prevede momenti strategici e sul campo. Lunedì 28 settembre si aprirà al Teatro degli Animosi di Carrara con la presentazione delle destinazioni e la visita alle storiche cave di marmo. Il 29 settembre spazio ai "Local Trips" esperienziali, con tour in e-bike sulla Ciclovia dei Castelli, escursioni lungo la Via Francigena e trekking agli Stretti di Giaredo. La giornata chiave per gli affari sarà mercoledì 30 settembre al Mercato Coperto di Massa, dove si terranno i serrati incontri B2B, con agende individuali che garantiranno a ogni seller toscano più di 30 appuntamenti commerciali. Dall'1 al 3 ottobre, la promozione si allargherà a livello regionale con 11 "Post Tour" tematici che accompagneranno i compratori esteri alla scoperta di altre aree della regione, dalla Maremma all'Isola d'Elba.
“Buy Tuscany è uno degli appuntamenti più qualificanti della nostra strategia internazionale”, ha evidenziato l'assessore Marras, ricordando come l'alleanza tra territori crei proposte competitive, distribuisca meglio i flussi e generi ricchezza duratura. Sulla stessa linea il commissario Bugliani, che ha concluso: “Il marchio Toscana è desiderato nel mondo, ma il nostro obiettivo prioritario resta dare visibilità al vastissimo patrimonio di aree regionali meno note, dai borghi montani ai cammini nella natura, posizionandoli da protagonisti nei circuiti globali del viaggio consapevole”. (focus\aise)