Le vie del commercio estero

ROMA – focus/ aise – Una “quasi stazionarietà congiunturale” per l’export a gennaio sintesi di dinamiche contrapposte per l’area Ue ed extra Ue: è quanto rilevato dall’Istat, che oggi ha pubblicato i dati sul commercio estero di gennaio.
La flessione su base annua dell’export – rileva l’Istituto di statistica – è diffusa a quasi tutti i settori e si deve soprattutto alla riduzione delle vendite di prodotti della raffinazione, macchinari e alimentari, che più che compensa il forte aumento delle vendite di metalli e prodotti della farmaceutica. Il più ampio calo tendenziale dell’import è per oltre la metà dovuto ai minori acquisti di prodotti chimici e petrolio greggio.
L’andamento degli scambi con l’estero, a inizio 2026, si traduce in un avanzo commerciale e in una netta riduzione del deficit energetico rispetto a un anno prima. I prezzi all’import segnano un moderato aumento congiunturale, cui contribuisce il rialzo dei prezzi dei beni intermedi (in particolare metalli preziosi e non ferrosi); la loro flessione tendenziale si amplia lievemente.
I DATI
Nel mese di gennaio 2026 si stima una riduzione congiunturale delle importazioni (-1,3%), mentre le esportazioni sono pressoché stazionarie (-0,1%). La dinamica su base mensile dell’export è sintesi di un incremento per l’area Ue (+1,4%) e una flessione per l’area extra Ue (-1,6%).
Nel trimestre novembre 2025-gennaio 2026, rispetto al precedente, l’export è sostanzialmente stabile (-0,1%); l’import si riduce del 2,2%.
A gennaio 2026 l’export flette su base annua del 4,6% in valore e del 5,8% in volume. La flessione tendenziale dell’export in termini monetari riguarda entrambe le aree, Ue (-3,9%) ed extra Ue (-5,5%). L’import registra una riduzione tendenziale del 7,4% in valore, che coinvolge in misura più ampia l’area extra Ue (-13,9%), rispetto a quella Ue (-2,0%); in volume, le importazioni si riducono del 2,9%.
Tra i settori che più contribuiscono alla flessione tendenziale dell’export si segnalano coke e prodotti petroliferi raffinati (-38,2%), macchinari e apparecchi non classificati altrove (n.c.a) (-7,3%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (-9,2%). Cresce su base annua soltanto l’export di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+17,1%), di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+5,9%) e, in misura contenuta, di prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca (+0,8%).
Su base annua, i paesi che più contribuiscono alla flessione dell’export sono Francia (-7,5%), Stati Uniti (-6,7%), Germania (-4,8%) e Regno Unito (-12,3%). Aumentano solo le vendite dirette verso Svizzera (+15,5%), Cina (+14,6%) e Austria (+5,1%).
Il saldo commerciale a gennaio 2026 è pari a +1.089 milioni di euro (-288 milioni a gennaio 2025). Il deficit energetico (-3.466 milioni) è inferiore rispetto a un anno prima (-4.693 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici sale da +4.404 milioni di gennaio 2025 a +4.556 milioni di gennaio 2026.
A gennaio 2026 i prezzi all’importazione aumentano dello 0,2% su base mensile mentre flettono del 3,3% su base annua (da -3,1% di dicembre 2025).
Le eccellenze italiane dell’industria aerospaziale tornano protagoniste negli Stati Uniti nel periodo più importante dell’anno per il comparto. Mentre l'export italiano negli USA cresce, ieri si è chiusa ADSS Seattle, primo appuntamento di un mese chiave per il settore che proseguirà con SatShow a Washington D.C. (23 marzo) e con lo Space Symposium a Colorado Springs. Tre piazze centrali per gli operatori dello space tech globale, in cui l’ICE–Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane guiderà anche quest’anno altrettante delegazioni di aziende italiane – più di 50 in totale – che rappresentano un ecosistema ampio, dai supplier di componentistica e lavorazioni ad alta precisione fino alle tecnologie più innovative.
Una filiera che si presenta in modo coeso – forte di segnali di crescita che nel 2025 hanno visto le importazioni aerospaziali USA dall’Italia (+7,9%) aumentare cinque volte più delle importazioni complessive (+1,5%) – mettendo a sistema distretti regionali, competenze tecnologiche verticali e imprenditoria emergente: proprio a Seattle sono state presentate alcune delle più interessanti startup accelerate da INNOVIT –Italian Innovation and Culture Hub di San Francisco.
L’ADSS (Aerospace & Defense Supplier Summit) di Seattle, che si è tenuta tra ieri e l’altro ieri (18 e 19 marzo), è tra gli appuntamenti B2B più mirati per la supply chain del settore: un format costruito su incontri one-to-one e momenti di networking tra colossi del settore, supplier e produttori specializzati. L’evento è stato organizzato e ospitato da Boeing, nel cuore di uno dei principali hub aerospace statunitensi.
La missione italiana ad ADSS è stata coordinata dall’Ufficio di Houston di Agenzia ICE in collaborazione con AIAD (Federazione delle aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza). Le 21 aziende italiane presenti a Seattle saranno A. Abete (Nola, NA), ALA (Napoli), Apeiroon (Vicenza), Com.Stamp (Montemiletto, AV), Connex Italiana (Milano), DAVI-Promau (Cesena), DeAMS (Napoli), EIE Group (Venezia), GFM (Mapello, BG), Growermetal (Calco, LC), HTT–High Tech Tools (Venticano, AV), Laga (Lodrino, BS), OMA (Foligno, PG), OMPM (Angri, SA), OVS Villella (Sesto Calende, VA), Poggipolini (San Lazzaro di Savena, BO), SITTI (Vimodrone, MI), REA Space (Acquiaviva, BA), Umbragroup (Foligno, PG), Vimi Fasteners (Novellara, RE), Zoppas Industries (Vittorio Veneto, TV).
Due i momenti cruciali della missione italiana ad ADSS: un evento serale pre-fiera il 17 marzo organizzato da Serena Corp assieme al Consolato Generale d’Italia a San Francisco, e un ricevimento in fiera il 18 marzo. In queste sedi sono state presentate le startup del programma di accelerazione dedicato alle startup space tech di Innovit.
Dopo Seattle, il calendario prosegue con due importanti appuntamenti a cui Agenzia ICE parteciperà in partnership con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Da lunedì prossimo, 23 marzo, a Washington D.C. si terrà la SATShow Week, una settimana di appuntamenti dedicati all’industria satellitare che riunisce operatori commerciali, ingegneri, apparati governativi e militari, innovatori e utenti finali per attività di business, confronto e collaborazione. Il fulcro della settimana è la Satellite Exhibition, il più ampio evento al mondo dedicato alle comunicazioni satellitari.
Completa il programma lo Space Symposium, in programma a Colorado Springs dal 13 al 16 aprile. Si tratta di uno dei forum più importanti in cui aziende, opinion leader e decisori provenienti da tutto il mondo si incontrano e stringono relazioni.
L’aerospace italiano cresce negli USA
I numeri riportati dall’ICE-Houston confermano un rafforzamento strutturale della presenza italiana nel mercato aerospaziale statunitense. Secondo i dati Trade Data Monitor, nel 2025 l’import aerospaziale complessivo USA ha raggiunto 42,20 miliardi di dollari (+1,53% sul 2024). Nello stesso anno, le importazioni USA dall’Italia sono salite del +7,94% (arrivando a 1,71 miliardi), circa cinque volte la crescita media del mercato. La quota di mercato italiana è infatti cresciuta fino al 4,05% (dal 3,30% del 2023) – in controtendenza rispetto alle contrazioni registrate dagli altri grandi fornitori europei come Francia, Regno Unito e Germania – con l’Italia che nel 2025 si posiziona come ottavo partner degli Stati Uniti nel comparto.
A trainare la performance del 2025 sono soprattutto i settori della componestica per aeromobili o elicotteri, che valgono 1,038 miliardi di dollari – oltre il 60% del totale – e che crescono del +23,27% sul 2024.
Dal punto di vista geografico interno agli Stati Uniti, l’Italia rafforza la propria presenza in particolare intorno a due hub strategici, la Virginia e il Texas, che nel 2025 assorbono il 53,69% dell’import aerospaziale USA dall’Italia. La Virginia è il primo Stato con 514,1 milioni (30,07% del totale italiano), in crescita del 134,65% rispetto al 2024. Si tratta del principale driver dell’espansione italiana nel 2025. Il Texas segue con 403,7 milioni (23,62%), +13,56%. (focus\aise)