Le vie del commercio estero

ROMA – focus/ aise – Un ponte operativo tra Italia e Cina per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese. È questo l’obiettivo della Missione Business Italia-Cina 2026, un’iniziativa che punta a creare opportunità concrete di sviluppo commerciale attraverso un programma strutturato di incontri istituzionali, relazioni strategiche e attività progettuali.
Cuore dell’iniziativa è il progetto “Giardino di Eccellenze Italiane”, una piattaforma permanente dedicata alla promozione e alla rappresentanza delle aziende italiane nella Repubblica Popolare Cinese.
Il progetto prevede diverse linee operative, tra cui, spazi di coworking e incubatore attrezzato a Shanghai, disponibili da marzo 2026, per supportare le imprese nell’ingresso nel mercato cinese; uno showroom espositivo di circa 23 mila metri quadrati nella città di Wuhan, attivo da ottobre 2026, pensato come vetrina per il Made in Italy; una piattaforma commerciale online, pronta da luglio 2026, per promuovere e vendere prodotti italiani direttamente sul mercato cinese.
La missione prenderà il via il 21 giugno e si svilupperà in un percorso articolato tra le principali aree economiche del Paese fino al 3 luglio 2026.
A Nanchino (21-27 giugno) la prima tappa, che sarà dedicata a incontri istituzionali con enti locali; sessioni B2B con importatori e distributori; attività di networking con operatori del mercato cinese; approfondimenti commerciali.
Seconda tappa (27-30 giugno) a Shanghai, dove si entrerà nel vivo del progetto con incontri istituzionali e commerciali; attività legate al “Giardino di Eccellenze Italiane”; analisi delle opportunità di sviluppo e collaborazione.
Terza tappa a Zhejiang (1-2 luglio), con visite operative aziendali; incontri per collaborazioni progettuali; approfondimenti industriali e strategici.
L’iniziativa, come spiegano gli organizzatori, rappresenta un’occasione concreta per conoscere direttamente il mercato cinese, così come per valutare opportunità commerciali e avviare relazioni con interlocutori istituzionali e imprenditoriali.
A supporto del progetto, la società EPROGECT, che si occupa delle iscrizioni, favorendo connessioni e relazioni tra il sistema imprenditoriale italiano e quello cinese. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare la partecipazione delle imprese in presenza stabile e opportunità di business nel mercato asiatico, sempre più centrale negli equilibri economici globali.
Presso la residenza dell’ambasciatore Giuseppe Scognamiglio si è svolto oggi l’evento “Strumenti finanziari SIMEST e servizi della Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria per le imprese italiane”, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Budapest e con ITA – Italian Trade Agency.
L’evento ha coinvolto 35 realtà imprenditoriali italiane attive in Ungheria.
Dopo i saluti istituzionali dell’ambasciatore Scognamiglio, che ha ribadito l’importanza della cooperazione economica tra Italia e Ungheria e del sostegno alle imprese italiane nei processi di sviluppo internazionale, il presidente Pusceddu ha sottolineato il ruolo della Camera nel favorire l’internazionalizzazione attraverso attività di networking, assistenza operativa e collegamento con il territorio.
Il presidente SIMEST Vittorio de Pedys e Federica Ingrosso hanno presentato le principali linee di intervento dell’istituto, società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, dedicate al sostegno dei processi di internazionalizzazione. Gli strumenti illustrati prevedono, a seconda delle misure attivate, finanziamenti agevolati e, in alcune casistiche, includono anche una quota di cofinanziamento a fondo perduto, coprendo diverse fasi dello sviluppo estero, tra cui crescita commerciale, rafforzamento delle competenze e investimenti per la competitività. Nel corso dell’incontro è stato inoltre evidenziato come tali servizi possano essere attivati e accompagnati anche attraverso la Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria, rafforzando così il ruolo della CCIU quale interlocutore strategico per le imprese italiane presenti o interessate al mercato ungherese.
Il consigliere CCIU Asuni ha concluso i lavori evidenziando come l’internazionalizzazione non dipenda esclusivamente dall’accesso agli strumenti finanziari, ma richieda anche una conoscenza approfondita dei mercati, la costruzione di relazioni solide e una presenza strutturata sul territorio. In questa prospettiva, la collaborazione tra SIMEST e la CCIU rappresenta un elemento strategico per accompagnare le imprese italiane non solo nella fase di ingresso nei mercati esteri, ma anche nel loro consolidamento e sviluppo nel medio-lungo periodo. Asuni ha inoltre sottolineato il ruolo della Camera quale punto di riferimento operativo per le aziende interessate ad accedere agli strumenti SIMEST, grazie a un’attività di orientamento, accompagnamento e supporto concreto nell’individuazione delle opportunità più adatte alle esigenze di crescita e internazionalizzazione delle imprese.
L’iniziativa ha confermato la volontà condivisa delle istituzioni coinvolte di rafforzare il dialogo con il sistema imprenditoriale, favorendo un approccio integrato al sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane in Ungheria. (focus\aise)