Le vie del commercio estero

ROMA – focus/ aise – Regione Abruzzo punta sull’internazionalizzazione. Visto anche il recente dato sull’export abruzzese (incremento rispetto al 2025 del 23,5%) registrato dall’Istat nel primo trimestre 2026, la giunta regionale ha convocato per mercoledì prossimo, 24 giugno, a Piazza Unione, a Pescara, il nuovo Tavolo dell’Internazionalizzazione delle imprese che sarà presieduto dall’assessore alle Attività produttive, Tiziana Magnacca.
Per Magnacca è “importante ribadire che l’ultimo dato rilevato dall’Istat sull’export abruzzese ha un valore straordinario, che da un lato conferma il trend consolidato da qualche anno a questa parte di un export abruzzese particolarmente vivace, dall’altro apre spiragli importanti per le aziende regionali. In questo senso, la conferma del successo del prodotto Abruzzo è resa ancora più importante dal fatto che gran parte del prodotto stesso è diretto verso il mercato degli Stati Uniti, che ha rappresentato nell’ultimo anno una sorta di variabile non controllabile a causa soprattutto dell’introduzione dei dazi commerciali. E voglio aggiungere – prosegue l’assessore – che l’Abruzzo si muove su una dinamica nazionale se è vero che siamo la seconda regione, dopo la Toscana, che ha fatto rilevare la crescita più consistente”.
Ma la convocazione del tavolo regionale nasce anche alla luce del via libera che la Giunta regionale ha dato alla firma dell’intesa con Simest Spa, società del Gruppo Cassa depositi e prestiti che sostiene le imprese italiane attraverso l'internazionalizzazione delle loro attività, con Sace Spa, società controllata dal ministero dell’Economia, e con Cassa Depositi e Prestiti che promuove lo sviluppo sostenibile del Paese.
“L’intesa – sottolinea l’assessora Magnacca – andrà a rafforzare l’attività della Regione in tema di internazionalizzazione e soprattutto sarà da supporto al tavolo regionale che è costituito in Abruzzo. L’obiettivo è mettere a terra una serie di attività per lo sviluppo e la promozione di iniziative a sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese abruzzesi, a cominciare dall’organizzazione congiunta di eventi di promozione fino alla possibilità da parte delle imprese abruzzesi di accedere a strumenti di finanza agevolata”.
Si è concluso ieri ad Accra il Ghana - Italy Circular Economy Dialogue, due – giorni organizzata da UNIDO ITPO Italia e Agenzia Ice per rafforzare la cooperazione tra Ghana e Italia nei settori del tessile sostenibile, della gestione dei rifiuti e delle risorse idriche, della produzione verde e dell'imprenditorialità innovativa.
L'iniziativa, che ha potuto contare sul sostegno finanziario del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale tramite l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e sul supporto del Ministero del Commercio, dell'Agroindustria e dell'Industria del Ghana, si è svolta in collaborazione con una rete di importanti stakeholder italiani e ghanesi. Tra loro CNA Federmoda, Confindustria Assafrica & Mediterraneo, Ecomondo - The Green Technology Expo, MICS - Made in Italy Circolare e Sostenibile, Alliance Bioversity & CIAT, E4Impact Foundation, CIDCI, World Trade Center Accra e International Water Management Institute (IWMI).
L'agenda ha previsto una conferenza, dei workshop tecnici e delle sessioni B2B che hanno riunito istituzioni, leader del settore, università, innovatori, società civile e partner per lo sviluppo. La due-giorni ha incluso anche un focus sullo sviluppo delle competenze, laboratori e un modello di venture studio a supporto delle imprese innovative. Obiettivo è quello di mettere in evidenza il potenziale locale nel riciclo e nel riutilizzo del tessile, condividere competenze e know-how preziosi per identificare modelli di economia circolare e promuovere trasferimento tecnologico e partnership, anche per individuare opportunità di progetti congiunti, investimenti e trasferimento tecnologico, rafforzando le partnership tra istituzioni, imprese e mondo accademico e aggiornando le aziende italiane sulle opportunità economiche e di ricerca in Ghana.
La manifestazione è stata aperta la mattina del 16 giugno con gli interventi della Ministra del Commercio, dell'Agroindustria e dell'Industria e Membro del Parlamento del Ghana Elizabeth Ofoso-Adjare; dell'Ambasciatrice d'Italia in Ghana e Togo, Lara Ranalli; di Emanuela Forcella, Direttrice AICS per il Burkina Faso e Ghana, John Mensah Mawutor, Vice Cancellor UPSA; di Luigi Puca, Direttore ICE Accra, di Fabio Petroni, Direttore Generale della Fondazione E4Impact e del rappresentante di UNIDO ITPO Italia, Dino Fortunato.
Il Forum è poi proseguito con una serie di panel tra i quali quello dal titolo "Sustainable Textiles & Circular Fashion Value Chains: Innovation and Ghana–Italy Collaboration" che ha visto l'intervento di Antonio Franceschini, Responsabile Nazionale CNA Federmoda.
"Quando parliamo di tessili circolari non stiamo parlando soltanto di una migliore gestione dei rifiuti”, ha osservato Franceschini. “Stiamo parlando della nascita di un nuovo ecosistema industriale capace di trasformare materiali che oggi vengono considerati scarti in nuove risorse economiche. L'esperienza italiana dimostra che la circolarità funziona quando diventa parte integrante del sistema produttivo: dalla progettazione dei prodotti alla produzione, dalla raccolta alla valorizzazione dei materiali, fino alla creazione di nuove opportunità imprenditoriali".
Franceschini ha poi evidenziato come molte delle micro e piccole imprese italiane abbiano adottato pratiche sostenibili ben prima che la sostenibilità diventasse una priorità politica o normativa: "produzione di qualità, filiere corte, attenzione alla durata dei prodotti, recupero dei materiali e valorizzazione delle competenze artigianali fanno parte da tempo della cultura produttiva italiana" ha poi concluso.
Dal dibattito complessivo è emerso come per il Ghana, il successo nei prossimi anni non dovrebbe essere misurato soltanto in termini di riduzione dei rifiuti tessili, ma anche attraverso la crescita di nuove imprese, la creazione di occupazione qualificata, il rafforzamento delle competenze tecniche e l'emergere di filiere circolari capaci di generare valore economico sul territorio.
L'Italia può condividere metodologie, strumenti, modelli organizzativi e buone pratiche maturate nel tempo, adattandole alle specificità economiche e sociali del Ghana. (focus\aise)