Le vie del commercio estero

ROMA – focus/ aise – Non soltanto prodotti, ma territori, imprese, comunità e storie. L’Abruzzo agroalimentare si è presentato il 30 luglio, a Copenaghen con un’immagine unitaria, nella Residenza dell’Ambasciatrice d’Italia in Danimarca, in occasione di “From Abruzzo with Taste – Presentation & Networking Dinner”, momento centrale della missione promossa dalla Regione attraverso l’Assessorato all’Agricoltura e attuata da ARAP.
La missione ha coinvolto complessivamente 23 realtà produttive abruzzesi, espressione delle principali filiere regionali, e 56 qualificati operatori del mercato danese, tra buyer, responsabili degli acquisti, importatori di prodotti alimentari e di vino, distributori, chef, sommelier, rappresentanti della ristorazione e dell’hôtellerie, giornalisti e content creator specializzati in gastronomia, vino e turismo.
Alla conferenza stampa hanno partecipato l’Ambasciatrice Giuliana Del Papa; il Vicepresidente della Regione Abruzzo e Assessore all’Agricoltura, Emanuele Imprudente; il Commissario straordinario di ARAP Abruzzo, Mario Battaglia; il Direttore generale di ARAP Abruzzo, Antonio Morgante; il Direttore della Camera di Commercio Italiana in Danimarca, Luca Cavinato; il Direttore generale per gli Affari amministrativi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Nicandro Cascardi; il Direttore di AEPI, Mauro Lorenzini; e, per l’Ufficio ICE di Copenaghen, Davide Klein Sima.
Una presenza istituzionale ampia, che ha confermato la solidità della rete costruita intorno al progetto e la volontà di affiancare concretamente le imprese abruzzesi nei processi di internazionalizzazione.
La missione si colloca in una fase particolarmente positiva per l’economia regionale. Nel 2025 le esportazioni abruzzesi hanno superato i 10 miliardi di euro e, nel primo trimestre del 2026, l’Abruzzo si è posizionato tra le regioni italiane con la maggiore crescita dell’export.
In questo quadro, il comparto agroalimentare rappresenta uno dei principali strumenti attraverso i quali la regione può rafforzare la propria riconoscibilità internazionale, facendo leva sulla qualità delle produzioni, sulla loro tracciabilità e sul legame con il territorio.
“L’agroalimentare rappresenta uno dei principali motori di crescita dell’economia abruzzese e l’incremento dell’export registrato negli ultimi anni dimostra quanto sia strategico investire nella promozione internazionale”, ha dichiarato il Vicepresidente Imprudente. “Queste missioni consentono alle nostre imprese di confrontarsi direttamente con buyer qualificati, costruire rapporti commerciali e aprirsi a mercati sempre più competitivi. Dietro ogni incontro non vi è soltanto la possibilità di vendere un prodotto: vi sono sviluppo, occupazione e valore aggiunto per l’intera filiera agricola regionale. La Regione continuerà ad accompagnare le aziende con formazione, competenze di export management, promozione e occasioni concrete di accesso ai mercati”.
La tappa danese non costituisce un evento isolato. Si inserisce in un percorso che ha condotto il sistema agroalimentare abruzzese a Expo Dubai, Bruxelles e in altri mercati internazionali e che, nell’area nordica, ha avuto due precedenti particolarmente significativi.
Nell’aprile 2023, a Helsinki, le imprese abruzzesi incontrarono operatori selezionati del mercato finlandese attraverso una formula dedicata alla degustazione e al contatto professionale. Nel giugno dello stesso anno, la missione “Delicious Taste of Abruzzo” a Stoccolma ampliò il racconto dell’agroalimentare al territorio, alla cultura e all’offerta turistica regionale.
Copenaghen rappresenta oggi una nuova e più avanzata tappa di questo presidio scandinavo: non una presenza episodica, ma un’azione continuativa con la quale la Regione torna nella stessa macroarea, amplia i contatti, consolida la reputazione dell’Abruzzo e costruisce relazioni destinate a svilupparsi nel tempo.
“Il risultato più importante del programma è aver dato concretezza al Sistema Abruzzo”, ha affermato il Direttore generale di ARAP, Antonio Morgante. “Abbiamo costruito un percorso nel quale istituzioni, imprese, produttori e operatori lavorano insieme con un unico obiettivo: presentare l’Abruzzo come una regione capace di offrire qualità, autenticità e una visione unitaria. Non promuoviamo soltanto singoli prodotti, ma un intero territorio, la sua cultura, le sue tradizioni e la capacità delle aziende di innovare e fare rete. Stiamo passando dalla promozione episodica al presidio stabile dei mercati, perché una missione può generare conoscenza, ma solo la continuità costruisce reputazione, fiducia e concrete opportunità commerciali”.
La selezione presentata a Copenaghen ha restituito un’immagine ampia e articolata dell’agroalimentare regionale: Ventricina del Vastese e salumi tradizionali, Zafferano dell’Aquila DOP, tartufi freschi e conserve, oli extravergini ottenuti anche da cultivar autoctone, vini Montepulciano, Trebbiano, Pecorino e Cerasuolo, pasta artigianale, formaggi, miele, legumi, farine, birre artigianali e agricole, liquori della tradizione, aglio nero, mais nero e specialità dolciarie.
È il racconto di una regione nella quale mare, colline, borghi e grandi montagne appenniniche si trovano a breve distanza e generano una straordinaria varietà di colture, tecniche produttive e tradizioni gastronomiche. Ma quella presentata in Danimarca non è l’immagine di una tradizione immobile. Le imprese abruzzesi recuperano varietà agricole antiche, investono nel biologico e nella tracciabilità, sperimentano nuovi prodotti e utilizzano modalità contemporanee di trasformazione, confezionamento e comunicazione.
“La presenza nella Residenza dell’Ambasciatrice d’Italia costituisce un importante riconoscimento del lavoro svolto dalla Regione Abruzzo e da ARAP insieme alle imprese”, ha dichiarato il Commissario straordinario di ARAP, Mario Battaglia. “Il vero protagonista è il Sistema Abruzzo: un modello nel quale istituzioni, imprese e territorio lavorano insieme per presentare un Abruzzo unito, credibile e competitivo. La qualità della platea intervenuta conferma l’interesse verso le nostre produzioni. Continueremo a sostenere percorsi che mettano le aziende nelle condizioni di crescere e competere sui mercati internazionali”.
La composizione della platea danese ha costituito uno dei principali punti di forza dell’iniziativa.
Non un pubblico indistinto, ma interlocutori selezionati per la loro capacità di intervenire nelle diverse fasi di accesso al mercato: importazione, distribuzione, acquisto, inserimento dei prodotti nei menu, promozione gastronomica e comunicazione.
Sono intervenuti buyer e responsabili di importanti realtà del retail e del foodservice, importatori specializzati in prodotti italiani e mediterranei, operatori del vino, proprietari di società di distribuzione, ristoratori, executive chef, sommelier, rappresentanti dell’hôtellerie di fascia alta, giornalisti e professionisti dei media.
La presenza simultanea di canali commerciali, ristorazione e comunicazione ha consentito di presentare il prodotto abruzzese non soltanto come bene da importare, ma come ingrediente da utilizzare, esperienza da raccontare e primo accesso alla conoscenza del territorio regionale.
Dopo la conferenza stampa e la presentazione delle imprese si sono svolti gli incontri con gli operatori e la Networking Dinner, con un percorso gastronomico curato dagli chef Yuri Cursi e Federico Cieri. Il menu ha messo in relazione prodotti provenienti da filiere e territori differenti.
Si è svolto a Roma lo scorso 9 luglio, presso la sede di Unioncamere, l’evento istituzionale “Misurata Free Zone – La Porta dell’Africa per le Imprese Italiane”, iniziativa che ha unito il sistema imprenditoriale italiano e le massime autorità libiche per presentare le opportunità commerciali della principale zona economica speciale della Libia.
L’incontro è stato promosso dalla Camera di Commercio Italo-Libica in collaborazione con Confindustria Assafrica & Mediterraneo, e ha beneficiato del supporto dell’Ambasciata d’Italia a Tripoli, di Unioncamere e dell’International Propeller Club – Port of Rome.
Ad aprire i lavori sono stati l’ambasciatore d’Italia in Libia, Gianluca Alberini, e il presidente dell’Intergruppo Parlamentare “Amici della Libia”, Marco Scurria, affiancati dai vertici delle associazioni promotrici e della Zona Franca libica.
Incentivi fiscali, comparti prioritari di collaborazione e focus sullo sviluppo infrastrutturale, con approfondimenti sul recente accordo strategico Free Zone e MSC sono stati i temi approfonditi durante la sessione.
All’evento hanno preso parte oltre 140 rappresentanti di imprese italiane e delegati di primarie istituzioni economiche e finanziarie, tra cui SACE, ICE, Intesa Sanpaolo, ABC Bank, Banca UBAE, Assarmatori e la Federazione del Mare.
La giornata ha registrato tre importanti passi concreti per il rafforzamento delle relazioni bilaterali: il “Memorandum d’Intesa Camera di Commercio Italo-Libica – Misurata Free Zone” volto allo sviluppo di attività congiunte di assistenza, missioni imprenditoriali e business matching; il “Memorandum d’Intesa Confindustria Assafrica & Mediterraneo – Misurata Free Zone” diretto a potenziare la cooperazione tra il sistema produttivo italiano e quello libico e l’Istituzione di una Rappresentanza Permanente in favore delle imprese italiane all’interno della Misurata Free Zone, coordinata dalla Camera di Commercio Italo-Libica, per offrire orientamento e supporto operativo in loco.
Nel pomeriggio, la sessione si è conclusa con una serie di incontri B2B tra la delegazione tecnica libica e le aziende italiane, avviando i primi tavoli di approfondimento per future partnership industriali e commerciali.
L’ampia partecipazione all’evento conferma l’interesse strategico del sistema produttivo italiano verso il mercato libico. Gli accordi siglati e la nuova rappresentanza permanente tracciano un percorso concreto di internazionalizzazione, consolidando una solida alleanza economica e industriale nel Mediterraneo.
Da venerdì scorso, 24 luglio, le aziende che spediscono merci negli Stati Uniti tramite i canali postali devono adeguarsi a una delle più significative trasformazioni operative degli ultimi anni. Sono infatti entrate in vigore le nuove procedure introdotte dalla U.S. Customs and Border Protection (CBP) che prevedono l’invio di dati aggiuntivi sulle spedizioni, il ricorso obbligatorio all’intermediazione doganale e l’applicazione dei dazi ordinari sulle importazioni, modificando profondamente l’attuale gestione dei flussi postali verso il Paese. È quanto segnala Spring GDS Italia, spiegando che ora le dichiarazioni doganali devono essere presentate dall’importatore, dall’acquirente o da un broker doganale autorizzato. Di conseguenza, molti retailer potrebbero avere la necessità di affidarsi a un intermediario specializzato per conformarsi ai nuovi requisiti.
La nuova procedura consente ad alcune spedizioni postali di valore pari o inferiore a 2.500 dollari di continuare a beneficiare dello sdoganamento semplificato, pur prevedendo l’applicazione dei dazi.
La CBP sta progressivamente introducendo la trasmissione elettronica delle dichiarazioni doganali tramite il sistema ACE. Dal 22 ottobre, l’attuale modello di sdoganamento postale sarà sostituito dalla nuova procedura Entry Type 13 (Informal Mail Entry): quindi, tutte le spedizioni postali di valore pari o inferiore a 2.500 dollari dovranno essere dichiarate elettronicamente attraverso il sistema ACE.
Quando richiesto, le spedizioni saranno inoltre sottoposte ai controlli delle Partner Government Agencies (PGA). Per determinate categorie di prodotti potrebbe essere necessario fornire informazioni o certificazioni supplementari, come la documentazione prevista dalla Food and Drug Administration (FDA) o dalla Consumer Product Safety Commission (CPSC), al fine di agevolare le operazioni di sdoganamento.
Quattro le priorità segnalate da Spring GDS Italia per i retailer che spediscono negli Stati Uniti: assicurarsi che i dati di prodotto siano completi e corretti, includendo i codici HS, il Paese di origine e il peso di ogni articolo; verificare quali prodotti siano soggetti ai requisiti delle Partner Government Agencies (PGA), come quelli previsti dalla FDA o dalla CPSC; rivedere le procedure doganali e le modalità di calcolo del costo complessivo a destino, così da determinare e comunicare in modo trasparente i dazi prima dell’acquisto; e, infine, affidarsi a partner logistici in grado di gestire i nuovi adempimenti doganali, l’intermediazione obbligatoria e la trasmissione elettronica delle dichiarazioni, senza creare discontinuità nell’esperienza del cliente. (focus\aise)