L'eco dell'UE

ROMA – focus/ aise – Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva un aggiornamento delle norme UE sul controllo degli investimenti esteri per prevenire rischi per la sicurezza. Riunita in plenaria a Strasbrugo, l’Eurocamera, con 508 voti a favore, 64 contrari e 90 astensioni, ha dato il via libera all’accordo con gli Stati membri che rende obbligatorio il controllo degli investimenti esteri in settori sensibili quali difesa, semiconduttori, intelligenza artificiale, materie prime critiche e servizi finanziari, al fine di individuare e affrontare potenziali rischi per la sicurezza o l’ordine pubblico, mantenendo al contempo l’apertura ai flussi di capitali stranieri.
Le procedure applicabili ai meccanismi nazionali di controllo saranno semplificate per ridurre la complessità e rendere l’UE un luogo più attrattivo per gli investimenti. Sarà inoltre rafforzata la cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dei controlli e la Commissione, facilitando il coordinamento e le azioni congiunte sui rischi per la sicurezza transfrontalieri. Le nuove norme si applicheranno anche alle operazioni all’interno dell’UE in cui l’investitore sia in ultima istanza controllato da persone fisiche o giuridiche di paesi terzi.
Durante i negoziati, la Commissione si era impegnata a definire le condizioni applicabili agli investimenti esteri in specifici settori strategici. La Commissione ha dato seguito a questo impegno presentando, il 4 marzo 2026, una proposta legislativa per un “Industrial Accelerator Act”.
PROSSIME TAPPE
Il nuovo regolamento dovrà ora essere formalmente approvato anche dal Consiglio prima di entrare in vigore ed essere applicato 18 mesi dopo la sua pubblicazione.
REGOLAMENTO SUL CONTROLLO DEGLI INVESTIMENTI
Il regolamento sul controllo degli investimenti diretti esteri è entrato in applicazione l’11 ottobre 2020. A seguito di una valutazione sul suo funzionamento, la Commissione ha proposto una revisione della normativa nel gennaio 2024 per affrontare le criticità individuate. La pandemia di COVID-19, la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e altre tensioni geopolitiche hanno evidenziato la necessità di individuare i rischi e rafforzare la protezione degli asset strategici dell’UE rispetto ad alcuni investimenti.
Si terrà dal 10 al 12 settembre la “Seconda conferenza europea di Ventotene per la libertà e la democrazia”, organizzata dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione europea in Italia e promossa dalla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno.
L’isola tornerà a essere uno spazio di confronto sul futuro dell’Europa e sulla difesa dei valori democratici, in una fase storica segnata dalla crescita di regimi illiberali, derive autoritarie e nuove sfide allo Stato di diritto e alle libertà fondamentali.
Per tre giorni il luogo simbolo del federalismo europeo ospiterà intellettuali, esponenti politici, accademici, attivisti, giornalisti, dissidenti e “freedom fighters” provenienti da tutta Europa e dal resto del mondo, accomunati dall’impegno quotidiano nella difesa delle libertà fondamentali e dei diritti democratici.
Tra le principali novità dell’edizione 2026, il lancio della Freedom Academy, uno spazio di formazione e confronto rivolto ai giovani provenienti da tutta Europa, che potranno partecipare a lectio e incontri dedicati alla storia europea, all’attualità internazionale e alla lotta contro le autocrazie. L’iniziativa sarà realizzata in collaborazione, tra gli altri, con la Fondazione Pietro Nenni e con la Anti-Corruption Foundation, fondata da Aleksej Navalny.
La Fondazione Pietro Nenni, inoltre, in collaborazione con il Parlamento europeo, curerà la mostra “Il Manifesto di Ventotene e l’europeismo nella lotta di Liberazione”. Per la prima volta sarà esposta sull’isola la copia numero 15 del Manifesto di Ventotene, stampata clandestinamente nel 1944 e consegnata a Pietro Nenni da Eugenio Colorni. Tra i documenti esposti anche un carteggio del 1943 tra Eugenio Colorni, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi.
A Ventotene arriverà anche la Biennale del Dissenso: protagonisti saranno gli artisti che nei giorni scorsi a Venezia si sono opposti alla riapertura del Padiglione della Federazione Russa. Saranno esposte le opere di Angel Uliyanov, Boginya Von Art, Lev Nikitin, Yana Tarakanova e del collettivo Party of the Dead. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Certi Diritti e Arts Against Aggression.
“Ventotene è il luogo dove è nata l’idea di un’Europa libera, democratica e unita. Tornare qui significa riaffermare con forza che quei valori non appartengono al passato ma rappresentano ancora oggi l’unica risposta possibile contro autoritarismi, nazionalismi e guerre. In un tempo in cui la libertà viene sfidata ogni giorno, vogliamo riunire sull’isola donne e uomini che, in ogni parte del mondo, continuano a difenderla con coraggio e determinazione”, ha dichiarato la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno. “Questa seconda edizione sarà ancora più internazionale, più aperta e più ambiziosa. Ventotene tornerà ad essere un laboratorio di idee, formazione, confronto e speranza per il futuro dell’Europa e delle democrazie liberali”.
Il programma completo della Conferenza, insieme ai nomi degli ospiti internazionali e alle iniziative previste per questa edizione, sarà presentato nel mese di luglio a Roma e Strasburgo. (focus\aise)