L'eco dell'UE

ROMA – focus/ aise – La Commissione europea, il Ministero federale tedesco per la Cooperazione economica e lo sviluppo e la banca per lo sviluppo KfW uniscono le forze per promuovere posti di lavoro sostenibili nei paesi del Mediterraneo meridionale attraverso il Fondo per l’imprenditoria sociale (SEF), un’iniziativa faro del Patto per il Mediterraneo.
L’imprenditoria sociale – sottolinea Bruxelles – può contribuire ad affrontare la disoccupazione giovanile e le disuguaglianze di genere, sostenendo al contempo le transizioni verde e digitale. Tuttavia, molte imprese sociali incontrano difficoltà nell’accedere ai finanziamenti tradizionali, a causa del loro duplice obiettivo di sostenibilità finanziaria e impatto sociale. Il fondo azionario del SEF contribuirà a colmare questo divario.
L’iniziativa rientra nel secondo pilastro del Patto e rappresenta un passo importante nella sua attuazione, facendo leva sull’innovazione e sugli investimenti del settore privato per creare posti di lavoro, sviluppare competenze e accelerare le transizioni verde e digitale. Dimostra inoltre come il Patto stia rafforzando la cooperazione e i legami economici, creando nuove opportunità tra le due sponde del Mediterraneo e oltre.
Con una dotazione complessiva di 80 milioni di euro, il SEF sosterrà investimenti in PMI e start-up attive in ambiti sociali quali istruzione, clima e inclusione finanziaria.
Il Fondo è articolato in due componenti: un fondo azionario da 45 milioni, operativo da questa settimana, e un fondo di debito da 35 milioni, accompagnato da uno strumento di assistenza tecnica. Quest’ultima componente è un programma di lunga data dell’UE che aiuta i paesi partner a migliorare i quadri normativi, rafforzare le capacità istituzionali e mobilitare investimenti.
Insieme, questi strumenti forniranno finanziamenti mirati alle piccole imprese sociali e un supporto specialistico per favorire la creazione di posti di lavoro sostenibili nei paesi del Mediterraneo meridionale.
“Nella regione del Mediterraneo meridionale, le PMI rappresentano oltre l’85% dell’occupazione, ma incontrano difficoltà nell’accesso ai finanziamenti e agli investimenti”, sottolinea la Commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica. “L’Unione europea è impegnata a favore di una crescita inclusiva e della creazione di posti di lavoro. Il Fondo per l’imprenditoria sociale rafforzerà gli ecosistemi imprenditoriali, promuovendo al contempo una prosperità duratura per un futuro più resiliente ed equo nella nostra regione”.
Quasi la metà delle piccole e medie imprese europee (46%) ha difficoltà a trovare lavoratori con le giuste competenze. È quanto emerge dai dati raccolti nell’ultima indagine Eurobarometro secondo cui l'assunzione di cittadini di paesi terzi rimane “limitata”.
Negli ultimi due anni una piccola e media impresa su sette ha tentato di assumere lavoratori al di fuori dell'UE. Tra coloro che hanno assunto cittadini di paesi terzi (14 % del campione), il 54% ha descritto il processo di assunzione come “difficile”.
La complessità delle procedure amministrative e di immigrazione è l'ostacolo citato più frequentemente (31%), seguito dalla difficoltà di trovare candidati idonei (25%) e di superare le barriere linguistiche (24%).
Secondo l'indagine, la maggior parte delle imprese (dall'85% al 90%) gestisce direttamente i lavoratori impiegati al di fuori dell'UE. Le PMI sono poco consapevoli del sostegno pubblico alle assunzioni internazionali. Il ricorso ad agenzie private di collocamento è notevolmente più elevato per le assunzioni internazionali.
Tra le misure proposte dalle imprese consultate per agevolare le assunzioni al di fuori dell'UE vi sono il sostegno finanziario (31%), azioni di informazione e orientamento (25%), l'assistenza nella ricerca di candidati (23%), aiuti all'integrazione sul posto di lavoro (20%) nonché il sostegno all'immigrazione e alla ricollocazione (18%). (focus\aise)