L'eco dell'UE

ROMA – focus/ aise – In occasione della Settimana europea dello Sport 2026, su iniziativa della Vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, l'Ufficio del Parlamento europeo in Italia, insieme alla Rappresentanza della Commissione europea in Italia e a OPES APS, organizza la Viterbo Half Marathon - Mezza Maratona di Viterbo, dal 25 al 27 settembre 2026.
Il programma alterna panel su mobilità e fondi europei, intelligenza artificiale applicata allo sport, alimentazione nelle scuole, prevenzione della violenza e sport paralimpici, con eurodeputati, autorità nazionali e locali, federazioni sportive, scuole di formazione delle Forze armate, atleti e associazioni del terzo settore. Ad animare la città ci saranno i villaggi delle istituzioni europee, della ASL di Viterbo e di Sport e Salute, con iniziative e attività sportive aperte a tutti.
L'apertura istituzionale è alle 9.30, in Piazza degli Almadiani, sotto il titolo "Uniti nello Sport" e moderata dal giornalista Rai Mario Acampa. Per quanto riguarda la corsa, domenica 27 settembre la giornata si apre alle 8.30 e la partenza è fissata alle 9.00, in tre formule: la mezza maratona competitiva di 21,097 km su percorso omologato FIDAL, la staffetta 4×5 km non competitiva e la passeggiata "Run for All" di 1 km, aperta a tutti. Iscrizioni sulla piattaforma ENDU.
La Viterbo Half Marathon - Città dei Papi è una manifestazione a misura di famiglia: mentre i genitori corrono, i bambini sono affidati a un servizio di assistenza dedicato, tra giochi e attività alla scoperta dell'Europa.
Il Consiglio europeo della ricerca (CER) ha annunciato oggi i vincitori dell'ultimo concorso per sovvenzioni di avviamento, che ha assegnato 705 milioni di euro a 421 ricercatori all'inizio della carriera in tutta Europa. Tra loro anche 50 italiani.
I fondi sosterranno i giovani scienziati e i loro progetti. Tra questi, anche quelli di 21 ricercatori attualmente stabiliti al di fuori dell'Europa che si trasferiranno nell'Ue e nei paesi associati a Orizzonte Europa (in aumento rispetto agli 11 dell'anno scorso).
"Congratulazioni a tutti i candidati prescelti. Sono particolarmente lieta di constatare che 21 ricercatori attualmente stabiliti negli Stati Uniti e in Canada prevedono di trasferirsi in Europa per proseguire il proprio lavoro”, le parole di Ekaterina Zaharieva, Commissaria europea per le Start-up, la ricerca e l'innovazione. “La loro decisione riflette il crescente interesse dell'Europa per la ricerca di frontiera ed è un segnale incoraggiante del fatto che l'iniziativa dell'UE "Scegli l'Europa" sta contribuendo ad attrarre la prossima generazione di talenti scientifici, rafforzando nel contempo la posizione dell'Europa quale destinazione privilegiata per la ricerca di eccellenza".
Il concorso di quest'anno ha raccolto un numero record di 4.807 proposte, pari a un aumento del 22% rispetto alle 3.928 dello scorso anno. A causa della forte concorrenza, solo l’8,8% delle proposte ha potuto essere finanziato. L'interesse è aumentato anche tra i ricercatori con sede al di fuori dell'Europa. In particolare, quest'anno hanno presentato domanda 169 ricercatori con sede negli Stati Uniti, rispetto ai 116 dell'invito precedente.
I progetti selezionati coprono un'ampia gamma di settori di ricerca, dalle scienze della vita e dall'ingegneria alle scienze sociali e umane. I nuovi beneficiari saranno ospitati da università e centri di ricerca di 25 Stati membri dell'UE e paesi associati, in particolare Germania (89 sovvenzioni), Francia (38), Svizzera (36) e Paesi Bassi (33).
Tra i vincitori figurano 84 tedeschi, 50 italiani, 30 francesi e 24 spagnoli, nonché ricercatori di altre 48 nazionalità. Le sovvenzioni dovrebbero creare più di 3.000 posti di lavoro nelle equipe di lavoro dei nuovi beneficiari.
Nell'ambito dell'iniziativa "Scegliere l'Europa" - volta ad attrarre e trattenere talenti scientifici - i ricercatori che si trasferiscono in Europa possono chiedere fino a 2 milioni di euro supplementari per istituire laboratori o gruppi di ricerca in Europa.
I paesi dell’UE hanno destinato all’istruzione il 4,8% del prodotto interno lordo (PIL), pari al 9,7% della spesa pubblica complessiva. E sebbene gli investimenti nell’istruzione nell’UE si stiano stabilizzando, la loro quota sulla spesa pubblica rimane leggermente inferiore ai livelli pre-pandemia (10% nel 2019, 9,3% nel 2020 e 2021, 9,4% nel 2022 e 9,6% nel 2023). A rivelarlo è stata la nuova relazione della Commissione europea “Investire nell’istruzione 2026”, che offre una panoramica dei recenti sviluppi della spesa per l’istruzione in Europa, aggiornata agli ultimi dati disponibili, relativi al 2024.
La relazione sottolinea l’importanza di investire negli insegnanti, che sono al centro dei nostri sistemi di istruzione. I dati mostrano che oltre tre insegnanti su quattro (76,5%), se avessero la possibilità di scegliere una nuova professione, sceglierebbero di continuare a insegnare. I risultati indicano che diversi fattori, tra cui la retribuzione e il riconoscimento professionale, svolgono un ruolo importante nel determinare l’attrattiva della professione docente.
Gli insegnanti soddisfatti della propria retribuzione sono più propensi a scegliere nuovamente la professione docente, ma anche altri fattori, come un ambiente di lavoro favorevole, una percezione positiva della professione e le opportunità di collaborazione professionale, svolgono un ruolo importante. Al contrario, lo stress sul luogo di lavoro riduce significativamente la volontà degli insegnanti di rimanere nella professione.
“Gli insegnanti sono la spina dorsale dei sistemi di istruzione europei e investire nell’istruzione significa investire in essi – ha spiegato la Vicepresidente esecutiva per i Diritti sociali e le competenze, i posti di lavoro di qualità e la preparazione, Roxana Mînzatu -. Questa relazione dimostra chiaramente che attrarre e trattenere gli insegnanti non significa soltanto intervenire sugli stipendi. Significa anche garantire condizioni di lavoro adeguate, benessere, riconoscimento professionale e opportunità di crescita lungo tutto l’arco della carriera. In un momento in cui molti sistemi di istruzione devono far fronte a una carenza di insegnanti, dobbiamo fare dell’insegnamento una professione che le persone desiderino intraprendere, nella quale vogliano rimanere e in cui si sentano valorizzate. La prossima agenda dell’UE per insegnanti e formatori, nell’ambito dell’Unione delle competenze, sosterrà gli Stati membri proprio in questo senso.” (focus\aise)