L'eco dell'UE

ROMA – focus/ aise – Maggiori fondi e risorse per le forze dell'ordine; condivisione delle informazioni tra autorità doganali, forze dell'ordine e autorità giudiziarie; e misure antiriciclaggio più rigorose nei sistemi bancari e finanziari europei. Sono alcuni dei provvedimenti che il Parlamento Europeo ha avanzato ieri, adottando un’apposita risoluzione.
Gli eurodeputati chiedono una risposta europea coordinata che includa la sorveglianza marittima, la sicurezza portuale, la cooperazione internazionale e la prevenzione. Poiché le reti criminali dedite al traffico di droga diventano sempre più interconnesse, organizzate e aggressive, nella risoluzione, approvata con 601 voti a favore, 04 contrari e 5 astensioni, gli eurodeputati chiedono una risposta globale e coordinata a livello dell'UE.
Condivisione delle informazioni e operazioni congiunte
Gli eurodeputati sottolineano che gli agenti impegnati in prima linea devono disporre delle imbarcazioni, delle attrezzature, della formazione, del personale e della protezione giuridica necessari per svolgere il proprio lavoro in sicurezza. Sostengono inoltre che le attività di contrasto svolte in prima linea siano classificate come professioni ad alto rischio nell’UE.
Parallelamente, occorre migliorare la condivisione delle informazioni tra autorità doganali, forze dell'ordine e autorità giudiziarie. Europol, Eurojust, Frontex e l'Agenzia europea per la sicurezza marittima dovrebbero rafforzare le operazioni congiunte nelle acque dell'UE e potenziare la cooperazione – compresa la condivisione di informazioni di intelligence in tempo reale – con il Centro di analisi e operazioni contro il narcotraffico marittimo (MAOC-N), un'iniziativa congiunta di otto Stati membri dell'UE e del Regno Unito. Il MAOC-N rappresenta un "modello di collaborazione internazionale contro la criminalità", afferma il Parlamento. Una risposta globale dovrebbe includere anche la cooperazione con paesi terzi. Gli eurodeputati chiedono un rafforzamento della cooperazione tra UE e Africa occidentale per contrastare le rotte di traffico e transito, il potenziamento delle capacità dei paesi di transito e la collaborazione con la Cina per contrastare il traffico di precursori chimici delle droghe. Occorre inoltre migliorare la capacità operativa di Europol ed Eurojust.
Focus sulla sicurezza portuale
Gli eurodeputati sottolineano che l'Alleanza europea per i porti rimane un quadro importante per la cooperazione pubblico-privato volta a rafforzare la sicurezza portuale. I lavoratori portuali devono ricevere formazione e protezione contro le intimidazioni delle reti di traffico, mentre è necessaria una sorveglianza marittima più rigorosa, nonché sistemi di tracciamento e ispezione delle navi basati sull'analisi del rischio. Per contrastare i flussi di denaro legati al narcotraffico, chiedono inoltre un’azione più incisiva da parte dell'UE e misure antiriciclaggio più rigorose nei sistemi bancari e finanziari europei. Gli Stati membri dovrebbero lavorare a strumenti più efficaci per individuare, congelare e confiscare i beni.
Valorizzare le esperienze di vittime e comunità
Gli eurodeputati accolgono con favore la strategia dell'UE in materia di droga proposta dalla Commissione. Un approccio equilibrato alla questione dovrebbe, secondo quanto affermano, concentrarsi su salute pubblica, prevenzione, riduzione della domanda, trattamento e riduzione del danno, affiancando a queste misure l'azione delle forze dell'ordine e della magistratura. Si sottolinea inoltre il ruolo chiave dell'Agenzia europea per le droghe (EUDA) nello scambio di informazioni a livello UE e nell'emissione di allerte rapide su precursori emergenti e droghe sintetiche. Il testo adottato dal Parlamento stabilisce che le esperienze delle vittime, delle persone oggetto di tratta, delle comunità colpite, dei bambini e dei giovani vulnerabili debbano essere al centro delle politiche dell'UE in materia di droga; sono inoltre necessari investimenti per affrontare le cause socioeconomiche del traffico. Secondo gli eurodeputati, le regioni ultraperiferiche dell'UE sono particolarmente esposte al traffico a causa della loro posizione geografica. Esse costituiscono parte integrante dell'Unione e le loro sfide specifiche dovrebbero essere pienamente prese in considerazione nella risposta dell'UE alla criminalità organizzata.
Contesto
La Commissione ha presentato il suo ultimo piano d'azione contro il traffico di droga nel dicembre 2025. È attualmente in discussione al Parlamento una proposta legislativa, a corredo della strategia, relativa al controllo e al monitoraggio dei precursori di droghe. Entro l'anno è prevista la presentazione di norme aggiornate in materia di criminalità organizzata.
Il Parlamento europeo ha condannato gli ingressi irregolari di massa a Ceuta, chiedendo maggiore sostegno dell’UE, cooperazione con il Marocco e rimpatrio di chi non ha diritto di soggiornare nell’Unione.
In una risoluzione adottata ieri, con 339 voti favorevoli, 225 contrari e 16 astensioni, i deputati hanno espresso pieno sostegno e solidarietà alla popolazione di Ceuta e Melilla. Si tratta di due città spagnole ed europee la cui sovranità e integrità territoriale non possono essere messe in discussione, è stato sottolineato, elogiando il senso di responsabilità e la resilienza dimostrati dai cittadini e dalle autorità locali di Ceuta durante questa crisi senza precedenti.
I deputati europei hanno espresso profondo cordoglio per le 141 persone che hanno perso la vita in mare durante gli eventi del 30 e 31 luglio 2026. Pur rammaricandosi per la perdita di vite umane evitabile, il Parlamento ha però condannato la strumentalizzazione della migrazione irregolare come elemento di guerra ibrida contro l’integrità territoriale di un Paese dell’UE. Rafforzare la protezione delle frontiere esterne dell’UE a Ceuta è una priorità assoluta, hanno affermato i deputati.
I parlamentari hanno ad ogni modo elogiato il lavoro della Policía Nacional, della Guardia Civil, delle forze armate spagnole, della Croce Rossa spagnola, della Caritas, delle organizzazioni non governative e delle organizzazioni della società civile impegnate nella risposta alla crisi e condannano gli atti di violenza registrati a Ceuta dalla fine di luglio; e hanno chiesto di rafforzare le forze di polizia e di sicurezza nella città, osservando che l’ordine pubblico e la sicurezza restano a rischio. Il governo spagnolo dovrebbe utilizzare pienamente e in maniera efficace i finanziamenti di emergenza dell’UE accordato dalla Commissione e il sostegno operativo delle agenzie dell’UE. Dovrebbe inoltre cooperare pienamente e sostenere l’indagine giudiziaria nazionale in corso sugli eventi di luglio.
Secondo l’Europarlamento, la politica di regolarizzazione su larga scala perseguita dal governo spagnolo costituisce un fattore di attrazione e invia un segnale negativo ai potenziali migranti e alle reti di trafficanti. I deputati hanno dunque chiesto alla Commissione di valutare il possibile impatto transfrontaliero di tali programmi nazionali sui movimenti secondari e sul funzionamento dello spazio Schengen.
La protezione delle frontiere esterne dell’UE è una responsabilità condivisa tra gli Stati membri e qualsiasi mancata azione decisiva compromette l’integrità dell’area Schengen nel suo complesso, ha sottolineato il Parlamento. Tutti gli Stati membri devono assumersi pienamente le proprie responsabilità nella prevenzione e nel contrasto al traffico di migranti. Per gli eurodeputati la Commissione e tutti gli Stati membri dovrebbero intensificare gli sforzi e aumentare i finanziamenti, anche per le infrastrutture di protezione delle frontiere esterne, potenziare le capacità di Frontex e garantire che tutti gli strumenti a disposizione possano essere rapidamente attivati in situazioni di crisi.
Nella risoluzione i deputati hanno inoltre evidenziato che il Patto sulla migrazione e l’asilo è applicabile dal 12 giugno 2026, sottolineando la responsabilità della Spagna di avvalersi pienamente di questo quadro giuridico e operativo. È stato quindi chiesto il rapido rimpatrio di tutte le persone che non hanno diritto a rimanere nell’UE, compresi i minori non accompagnati, nel pieno rispetto del diritto dell’UE e del diritto internazionale. La Spagna e il Marocco dovrebbero accelerare la cooperazione sui rimpatri e la riammissione di tutti i migranti irregolari arrivati nel corso dell’ingresso di massa illegale alla fine di luglio.
I deputati al Parlamento europeo hanno ricordato che le relazioni dell’UE con i Paesi vicini non appartenenti all’UE devono basarsi sulla reciprocità, aggiungendo che l’accesso preferenziale al mercato e i finanziamenti dovrebbero essere subordinati a una cooperazione efficace, anche in materia di gestione delle frontiere, contrasto al traffico di migranti e riammissione.
Infine con la risoluzione le autorità marocchine sono state invitate a rispettare le proprie responsabilità e gli impegni assunti in materia di gestione delle frontiere, rimpatri e cooperazione in materia di migrazione. I deputati hanno chiesto il rispetto incondizionato dell’integrità territoriale dei Paesi dell’UE quale principio fondamentale del diritto internazionale; e affermato che qualsiasi dichiarazione che metta in discussione la sovranità spagnola è inaccettabile e incompatibile con gli obblighi di un Paese partner. (focus\aise)