L'eco dell'UE

ROMA – focus/ aise – La Commissione europea ha lanciato questa settimana una nuova iniziativa volta a promuovere l’occupazione femminile in tutto il Medio Oriente e il Nord Africa. La “Surging Women’s Employment”, iniziativa faro del Patto per il Mediterraneo, mobiliterà 25 milioni di euro, di cui 10 milioni a carico dell’UE, per contribuire alla creazione di 500.000 nuovi posti di lavoro per le donne. L’iniziativa mira a contribuire all’aumento del tasso di occupazione femminile nella regione del 5% entro il 2030.
“L’emancipazione economica delle donne non riguarda solo la parità: significa valorizzare i talenti, promuovere la crescita e creare società più prospere in tutto il Mediterraneo”, ha evidenziato la Commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica. “Attraverso il Patto per il Mediterraneo, stiamo trasformando questa ambizione in azione. L’iniziativa mira a contribuire alla creazione di 500 000 posti di lavoro per le donne e ad aumentare del 5% l’occupazione femminile entro il 2030, investendo nelle competenze, nell’imprenditorialità e nelle opportunità”.
La partecipazione delle donne al mercato del lavoro in Medio Oriente e Nord Africa è rimasta in media intorno al 20% per oltre due decenni. Ridurre il divario occupazionale tra donne e uomini potrebbe far aumentare il PIL della regione fino al 60%, contribuendo al contempo a rafforzare la produttività, l’innovazione e la resilienza economica.
Attraverso l’iniziativa “Surging Women’s Employment”, l’UE collaborerà con UN Women e altri partner per ampliare le opportunità economiche per le donne, concentrandosi sulle competenze, sull’imprenditorialità e sulla creazione di posti di lavoro. L’iniziativa sosterrà riforme volte a favorire una crescita trainata dal settore privato, coinvolgerà le imprese nell’ampliamento dell’occupazione femminile e contribuirà a creare nuove opportunità di lavoro nei settori con un forte potenziale di sviluppo, tra cui l’assistenza alla persona, la transizione verde, la scienza e la tecnologia.
Si tratta – sottolinea la Commissione – di uno dei numerosi progetti previsti dal Patto per il Mediterraneo, il piano della Commissione che pone gli investimenti nelle persone, nelle competenze e nelle opportunità economiche al centro di relazioni più solide tra l’UE e i suoi partner mediterranei.
L’iniziativa si basa sui crescenti sforzi volti a rafforzare la partecipazione economica delle donne nella regione. Oltre 900 imprese hanno sottoscritto i principi sull’emancipazione delle donne, mentre UN Women e i suoi partner hanno contribuito alla riforma di 20 leggi negli Stati arabi a sostegno della partecipazione economica delle donne.
La parità e l’emancipazione delle donne sono priorità trasversali del Patto per il Mediterraneo e costituiscono parte integrante dell’azione esterna dell’UE in Medio Oriente e Nord Africa.
La Commissione europea ha proposto lo scorso 21 settembre un sistema comune di classificazione dei centri dati, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza sul loro consumo energetico e favorirne l’integrazione sostenibile nel sistema energetico europeo.
I centri dati sono essenziali per il futuro digitale dell’Europa. L’aumento della capacità di calcolo in Europa è importante per rafforzare l’indipendenza tecnologica e la sovranità digitale dell’Europa. Per questo motivo, l’UE intende triplicare la capacità dei centri dati nei prossimi cinque-sette anni.
Questa crescita comporta tuttavia alcune sfide che devono essere affrontate. Oltre a determinare un maggiore consumo di energia, l’aumento del numero dei centri dati potrebbe esercitare una pressione aggiuntiva sulle reti elettriche e sull’utilizzo di risorse naturali, come l’acqua, e contribuire all’aumento delle emissioni di carbonio. Per limitare tali impatti, è essenziale che i centri dati siano altamente efficienti sotto il profilo del consumo di energia e acqua e siano integrati in modo sostenibile nel sistema energetico.
Con il sistema comune di classificazione proposto oggi, la Commissione contribuirà a garantire la disponibilità di informazioni trasparenti sull’effettivo utilizzo delle risorse, in particolare energia e acqua, da parte dei centri dati. (focus\aise)