Vita da ambasciatore/ambasciatrice (2)

ROMA – focus/ aise – In occasione del 110° anniversario del salvataggio dell’esercito serbo da parte della regia marina italiana, l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto italiano di cultura di Belgrado, in collaborazione con il museo militare serbo, hanno organizzato la mostra storico-fotografica “Oltre il mare, la salvezza (1915–1916): una testimonianza dell’amicizia italo-serba”, ospitata presso il Museo della Jugoslavia a Belgrado.
L’esposizione, inaugurata dai ministri della Difesa di Italia e Serbia, ricorda uno degli episodi più drammatici della storia di Belgrado durante la Prima guerra mondiale. Nel tardo autunno del 1915, la Serbia fu travolta da un’offensiva congiunta di Bulgaria, Austria-Ungheria e Germania. L’esercito serbo e decine di migliaia di civili furono costretti ad una drammatica ritirata attraverso le montagne innevate dell’Albania, affrontando condizioni estreme di freddo, fame e malattie. Questa tragica marcia provocò decine di migliaia di vittime.
Quando i superstiti raggiunsero le coste dell’Adriatico, fu l’intervento della Regia Marina italiana a rendere possibile una straordinaria operazione di soccorso. Tra dicembre 1915 e febbraio 1916, le unità navali italiane evacuarono circa 260.000 soldati e civili, 10.000 cavalli e ingenti quantità di materiale, trasferendoli verso diversi porti del Mediterraneo. Grazie a questa operazione, l’Adriatico si trasformò da teatro di guerra in una vera e propria via di salvezza, contribuendo in modo decisivo alla sopravvivenza dell’esercito e delle istituzioni serbe, fra cui lo stesso re Pietro.
La mostra, realizzata con didascalie delle opere in serbo, italiano e inglese, è aperta al pubblico presso il museo della Jugoslavia di Belgrado fino al 10 marzo 2026.
“Attraverso fotografie d’epoca, documenti e materiali storici anche inediti, la mostra ripercorre la straordinaria operazione umanitaria e logistica di salvataggio dell’esercito serbo da parte della regia marina italiana nella Prima guerra mondiale”, ha dichiarato l’ambasciatore d’Italia in Serbia, Luca Gori, intervenendo all’inaugurazione. “Siamo particolarmente felici di contribuire a valorizzare con il pubblico serbo una pagina storica purtroppo poco conosciuta, ma che costituisce una indelebile manifestazione di solidarietà tra Italia e Serbia e ribadisce il valore duraturo dell’amicizia tra i nostri due Paesi”.
“Per motivi di sicurezza abbiamo chiuso l’Ambasciata d’Italia a Teheran”. Le relazioni diplomatiche con l’Iran però non si interrompono e proseguiranno da Baku. Lo ha confermato il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, che nella serata di ieri ha sentito telefonicamente l’ambasciatrice d’Italia in Iran, Paola Amadei, appena giunta in territorio azero. È da qui dunque che l’Ambasciata continuerà ad operare a tutela degli italiani rimasti in Iran e dei nostri interessi nazionali.
L’ambasciatrice è partita insieme ad un gruppo di circa 50 connazionali nella tarda serata di mercoledì, mentre Teheran era sotto i bombardamenti, ed è giunta al confine con l’Azerbaigian 16 ore fa, in auto, senza mai fermarsi. “Non abbiamo mai dormito”, ha riferito al ministro Tajani, sollevato per l’incolumità di Amadei e degli altri connazionali ora in salvo a Baku.
“L’Ambasciata non chiude”, ha tenuto a ribadire Amadei al ministro Tajani. “Siamo solo ricollocati e continueremo a operare da Baku”, ha assicurato.
Un’opera che racconta, attraverso lo sguardo di un artista francese sulla Città eterna, la profondità dei legami culturali tra Italia e Francia e il ruolo dell’arte come spazio privilegiato di dialogo e di proiezione internazionale dei nostri Paesi. È stato questo il filo rosso del dibattito attorno all’opera “Panorama di Roma” di Louis Le Masson (1779), svoltosi il 4 marzo presso l’Ambasciata d’Italia a Parigi, dove il dipinto è ospitato grazie a un prestito della Fondazione Louis Le Masson e François Masson – Académie des beaux-arts.
Inaugurata lo scorso 30 gennaio dai sindaci di Roma e Parigi, Roberto Gualtieri e Anne Hidalgo, nell’ambito delle celebrazioni per il 70° anniversario del gemellaggio esclusivo tra le due capitali, il Panorama è stato presentato in Ambasciata alla presenza di numerosi esponenti del mondo istituzionale, politico, economico e culturale francese.
Il dibattito è stato animato da Christophe Leribault, da poco nominato presidente del Museo del Louvre, ed Erik Desmazières, incisore e membro dell’Académie des beaux-arts, a testimonianza dell’interesse e dell’attenzione riservata all’iniziativa dalle massime istituzioni culturali francesi.
Nel suo intervento, l’ambasciatrice Emanuela d’Alessandro ha ringraziato l’Académie des beaux-arts per il prestito dell’opera, evidenziandone il valore simbolico. “Questo Panorama non è soltanto un’opera d’arte, ma il riflesso di un rapporto culturale che, nei secoli, si è costruito attraverso un continuo scambio di idee, artisti e visioni tra Italia e Francia”, ha detto D’Alessandro. “Un dialogo che ha contribuito in modo decisivo alla costruzione della civiltà europea e che continua oggi, facendo dei nostri Paesi due super potenze culturali a livello mondiale”. (focus\aise)