Vita da ambasciatore/ambasciatrice

ROMA – focus/ aise – L’ambasciatrice d’Italia in Costa d’Avorio, Roberta di Lecce, ha incontrato nei giorni scorsi i rappresentanti delle oltre trenta organizzazioni della società civile, ONG e fondazioni italiane attive nel Paese, in occasione di un momento informale di scambio e coordinamento.
Ad accompagnare l’ambasciatrice la responsabile dell’Unità di coordinamento della cooperazione italiana in Costa d’Avorio, Roberta Ronzitti, e il direttore della Sede AICS di Abidjan, Aldo Cera.
L’incontro ha permesso di approfondire il ruolo della società civile italiana quale partner fondamentale della cooperazione e interlocutore privilegiato per una migliore comprensione delle dinamiche sociali e territoriali del Paese.
Nel corso della riunione è stata sottolineata l’importanza di rafforzare il coordinamento tra OSC, sistema della cooperazione italiana, AICS, settore privato e partner istituzionali, anche al fine di valorizzare sinergie e complementarità tra le diverse iniziative presenti sul territorio.
Sono stati altresì discussi alcuni aspetti operativi e amministrativi di interesse per le organizzazioni attive nel Paese, sui quali proseguirà il dialogo con le autorità competenti e nel quadro del coordinamento europeo.
Particolare attenzione è stata infine dedicata al contesto regionale e alle sfide che interessano soprattutto le giovani generazioni, ribadendo il valore del dialogo con la società civile quale strumento di ascolto e prevenzione delle fragilità sociali.
L’ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Fabio Cassese, ha partecipato alla celebrazione della Giornata del Design Italiano nel Mondo organizzata, in collaborazione con l’Ice-Agenzia nell’ambito della Clerkenwell Design Week 2026.
La Giornata è promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con il Ministero della Cultura in tutte le sedi diplomatiche italiane nel mondo.
Intitolata “Re-Design: Regenerating Spaces, Objects, Ideas and Relations”, l’iniziativa è dedicata quest’anno al ruolo del design come strumento di rigenerazione culturale, sociale e produttiva, capace di reinterpretare spazi, oggetti e relazioni attraverso innovazione, sostenibilità e qualità progettuale.
In questo contesto, l’evento londinese ha inteso valorizzare la capacità del design italiano di coniugare tradizione manifatturiera, creatività contemporanea e apertura al dialogo internazionale, riaffermando il ruolo del Made in Italy come modello riconosciuto di eccellenza e innovazione.
L’appuntamento, tenutosi nel pomeriggio di mercoledì, 20 maggio, presso la Haberdashers’ Hall, in collaborazione con INTERNI Magazine, ha riunito alcune delle voci più autorevoli del panorama progettuale contemporaneo per riflettere sull’evoluzione del design italiano e sul suo impatto nel contesto internazionale.
Ad aprire l’incontro è stato l’ambasciatore Cassese, seguito da una masterclass dell’architetto, imprenditore e art director Giulio Cappellini e da una conversazione con il designer Jay Osgerby e Jack Wates, programme leader di Product e Interior Design presso Istituto Marangoni London. A moderare l’architetto Carlo Biasia di INTERNI Magazine.
Figura di riferimento del design contemporaneo italiano, Giulio Cappellini ha offerto una riflessione sul ruolo del progetto come strumento di connessione tra cultura, industria e società, soffermandosi sul valore della contaminazione tra linguaggi creativi, manifattura e ricerca estetica. Attraverso la sua esperienza internazionale come imprenditore, talent scout e direttore artistico, Cappellini ha approfondito inoltre il contributo del Made in Italy alla definizione di nuovi modelli dell’abitare e dell’ospitalità contemporanea.
Nel corso della conversazione, Jay Osgerby ha ripercorso il dialogo creativo tra lo studio Barber Osgerby e Cappellini, che ha dato vita negli anni a progetti iconici capaci di sperimentare materiali e soluzioni innovative, dal marmo alla ceramica, dal legno al metallo.
Jack Wates si è concentrato invece sull’importanza della formazione e del sostegno alle nuove generazioni di designer, evidenziando il ruolo internazionale delle istituzioni accademiche e il contributo di Cappellini nel promuovere giovani talenti attraverso la rete globale di Istituto Marangoni.
L’evento si inserisce in un più ampio programma di iniziative organizzate da MAECI e ICE nell’ambito della Clerkenwell Design Week, che si è chiusa ieri, tra cui “The Italian Hospitality”, installazione immersiva ideata da Giulio Cappellini con il supporto di Leonardo Talarico e curata da INTERNI Magazine. Ospitata negli spazi storici di Haberdashers’ Hall, l’installazione ha proposto una reinterpretazione contemporanea del concetto di ospitalità italiana attraverso arredi e oggetti che combinano produzione industriale e artigianato d’eccellenza. Il progetto ha coinvolto undici aziende italiane, raccontando, attraverso materiali, colori e lavorazioni, il dialogo tra innovazione, savoir-faire manifatturiero e cultura del design che caratterizza oggi il Made in Italy.
La partecipazione italiana alla Clerkenwell Design Week è coordinata a da ICE – Agenzia fin dal 2022 e, nel corso delle diverse edizioni, ha progressivamente rafforzato la presenza italiana all’interno della manifestazione. Partendo dalla promozione dei materiali da superficie attraverso il progetto Ceramics of Italy, l’attività si è successivamente estesa ai settori dell’arredo e dell’interior design, arrivando oggi a sostenere circa quaranta nuove aziende italiane interessate ad affacciarsi sul mercato britannico, contribuendo alla promozione del Made in Italy e allo sviluppo di nuove opportunità commerciali nel Regno Unito. (focus\aise)