RICORDO DI FERDINANDO TACOLI: IL MARCHESE PARTIGIANO

 RICORDO DI FERDINANDO TACOLI: IL MARCHESE PARTIGIANO

UDINE\ aise\ -Ferdinando Tacoli. Il marchese partigiano” questo è il titolo di un libretto sottile che Sergio Sarti, uno dei docenti più brillanti che il Friuli abbia avuto, ha dedicato a Ferdinando Tacoli, il giovane rampollo di questa antica famiglia originaria di Reggio Emilia e prima ancora di Pisa, trasferitasi poi in Friuli fra le due guerre.
Riprendere in mano il libro di Sarti fa un po’ di emozione. Fu stampato nel 1993 dall’APO, risparmiando un po’ sulle spese: non c’erano tanti soldi in quegli anni e quindi si usava carta leggera, nessuna foto, carattere piccolo per risparmiare sul numero di pagine…
Eppure quanta cura e quanta profondità ha usato Sarti per rileggere una storia incredibilmente vera: un giovane rampollo, figlio di un generale molto vicino alla Famiglia reale e che quindi poteva trovare facilmente il modo di riuscire a cavarsela, ma che invece rimane ucciso in uno scontro a fuoco con i tedeschi.
Tutto si riassume nelle parole che la sorella Maria Pia scrive nel suo memoriale parlando di Ferdinando: “Era un entusiasta, entrato nella via della lotta e del sacrificio solamente per l’ideale; animo generosissimo sempre pronto a privarsi di tutto per dare a chi chiedeva, pareva quasi fosse predestinato a donare tutto, persino la vita per la Patria, se questo gli fosse stato chiesto.”
Proprio così scrive la sorella e sembra proprio che le sue parole siano quelle adatte per descrivere la nobiltà che esprime il ritratto di Ferdinando fatto dal pittore Lodovico Zambeletti: una nobiltà non altera, ma vissuta ed incarnata nella vita ancora giovane.
Il 6 luglio 1944 erano andati in tre con un camioncino presso uno stabilimento di scarpe, un indumento indispensabile per gli uomini in montagna. Lo stabilimento era ad Adegliacco, alle porte di Udine: si trattava di andare li e contrattare con i proprietari l’acquisto delle scarpe. Si disse poi che i proprietari temessero di non essere pagati e così all’arrivo del camioncino già c’erano alcuni tedeschi nascosti dentro lo stabilimento che li stavano aspettando. Ferdinando bussa tenendo il mitragliatore Sten in mano. Segue la raffica che lo abbatte al suolo. Si avvicinano i tedeschi e Ferdinando riprende a sparare falciandone tre che restano uccisi per terra. Inevitabile la sparatoria che si conclude con la uccisione di Ferdinando. Gli altri due che erano con lui riescono a scappare nella campagna circostante. Così muore un marchese partigiano. Testimonianza di una gioventù entusiasta e ricca di ideali, capace di condividere la triste condizione in cui l’Italia si era cacciata e al tempo stesso trascinatrice per tutti coloro che si sentivano tiepidi.
L’Osoppo ricorda questa figura così ricca: sabato 6 luglio ad Adegliacco, nello stesso luogo dove avvenne lo scontro a fuoco e dove Ferdinando rimase ucciso. Alle ore 10:45 ritrovo presso la chiesa Parrocchiale di Adegliacco. Seguirà una breve cerimonia religiosa con la posa della corona sulla lapide che lo ricorda e successivamente la presentazione del libro di Sergio Sarti che l’Apo ha voluto ristampare aggiungendo alcuni brani e alcune riflessioni a cura di Roberto Tirelli e Fabio Verardo. Saranno presenti anche i rappresentanti di Monza, città molto legata ai Tacoli che lì vissero per lunghi anni prima di venire a Udine. (aise) 

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