Allargamento Ue: per l’Europarlamento è un investimento per la sicurezza e la stabilità dell’Europa

STRASBURGO\ aise\ - L’allargamento dell’Unione europea rappresenta una risposta strategica alla realtà geopolitica in evoluzione. È quanto si afferma in una risoluzione non legislativa che il Parlamento europeo ha adottato mercoledì scorso con 385 voti a favore, 147 contrari e 98 astensioni.
Nel provvedimento, il Parlamento sostiene che il costo di un mancato allargamento sarebbe superiore a quello dell’ingresso di nuovi paesi nell’Ue, con il rischio di creare “zone grigie geopolitiche vulnerabili” a influenze straniere ostili.
Nel testo si osserva che Montenegro e Albania hanno già fissato obiettivi ambiziosi per concludere i negoziati di adesione rispettivamente entro la fine del 2026 e del 2027. L’Ur dovrebbe incoraggiare questi paesi quando la loro ambizione è accompagnata da riforme concrete. Pertanto, i deputati invitano il Consiglio a riconoscere questo slancio e a rimuovere eventuali ostacoli dal lato dell’UE. I deputati chiedono inoltre la rapida apertura dei gruppi di capitoli di negoziato con Ucraina e Moldova e l’abolizione dell'unanimità nelle fasi intermedie del processo di allargamento, in merito all'apertura e alla chiusura di singoli capitoli negoziali.
L’ADESIONE DEVE RESTARE BASATA SUL MERITO E REVERSIBILE
Ribadendo che l’adesione deve rimanere basata sul merito ed essere reversibile, e che nessun paese dovrebbe essere trattato come parte di un pacchetto di candidati, i deputati sottolineano che non possono esserci scorciatoie per quanto riguarda i valori dell’UE e i principi fondamentali.
Lo stato di diritto, le riforme democratiche, la libertà dei media, i diritti delle minoranze, l’indipendenza della magistratura e la lotta alla corruzione devono restare al centro del processo di allargamento, insieme a un sostegno continuo alla società civile.
L’allineamento con la politica estera e di sicurezza comune dell’UE (PESC) è un altro indicatore chiave dell’orientamento geostrategico di un paese candidato. I deputati osservano infatti che nei paesi candidati all’adesione che hanno un livello più basso di allineamento alla PESC e in quelli in cui il processo di adesione si è di fatto bloccato, si registra il livello di regresso democratico più preoccupante.
I deputati rilevano inoltre il crescente sostegno all’adesione all’UE in paesi che in precedenza avevano già preso in considerazione l’adesione, come l’Islanda, e sostengono possibili iniziative con la Groenlandia per rafforzarne i legami con l’UE.
MONITORAGGIO DELLE RIFORME
I deputati chiedono un rafforzamento del monitoraggio delle riforme nei paesi candidati nell'ambito del gruppo di capitoli sulle questioni fondamentali e un maggiore sostegno alla società civile pro-UE impegnata nelle riforme e nella promozione dei valori europei.
Nella risoluzione, si afferma infine che dovrebbero essere garantiti finanziamenti adeguati per la pre-adesione nell’ambito del nuovo bilancio a lungo termine dell’UE, oltre a una cooperazione più profonda in materia di infrastrutture, sicurezza, resilienza e contrasto alla manipolazione delle informazioni da parte di attori stranieri. (aise)