Growth: la ricerca europea individua le condizioni per costruire comunità accoglienti

MILANO\ aise\ - Che cosa rende una comunità realmente disponibile ad accogliere una persona rifugiata? Quali ostacoli frenano la partecipazione dei cittadini? E quali strumenti possono trasformare la disponibilità in un percorso concreto e sostenibile? Sono queste le domande al centro della nuova fase di ricerca sviluppata nell’ambito di Growth – Innovation to Scale Community Sponsorship Programs, progetto europeo co-finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Amif – Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione, che coinvolge partner attivi in Italia, Irlanda, Belgio e Germania con l’obiettivo di rafforzare e diffondere i programmi di community sponsorship in Europa.
Uno degli elementi distintivi di Growth è proprio il lavoro di ricerca condiviso tra i diversi Paesi partner. L’obiettivo non è soltanto analizzare il funzionamento dei programmi di accoglienza comunitaria, ma comprendere quali fattori favoriscono il coinvolgimento delle comunità, quali barriere ne limitano la partecipazione e come sviluppare strumenti, metodologie e percorsi di accompagnamento sempre più efficaci.
In Italia, il progetto è coordinato da Associazione Consorzio Communitas ETS e vede la collaborazione di International Rescue Committee Italia, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e FCEI – Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, realtà che da anni operano nell’ambito dei corridoi umanitari, della protezione internazionale e dell’accoglienza comunitaria, mettendo a disposizione competenze maturate sul campo e contribuendo alla costruzione di un modello condiviso anche a livello europeo.
La più recente ricerca qualitativa realizzata nell’ambito del progetto ha coinvolto tre focus group composti da persone appartenenti a differenti reti sociali – membri della diaspora, persone della comunità LGBTQIA+ e cittadini attivi nelle mobilitazioni a sostegno della popolazione di Gaza – con l’obiettivo di comprendere come queste differenti esperienze influenzino la disponibilità a partecipare a programmi di community sponsorship.
Dalle analisi emerge un dato trasversale particolarmente significativo: la disponibilità ad accogliere non dipende soltanto dalla sensibilità personale verso il tema delle migrazioni, ma soprattutto dalla presenza di un percorso chiaro, di un accompagnamento continuativo e della possibilità di fare riferimento a organizzazioni competenti e riconosciute. Le persone coinvolte chiedono di conoscere con precisione quale sarà il proprio ruolo, quali responsabilità comporterà il percorso e quali strumenti saranno messi a disposizione durante tutto il processo.
La ricerca evidenzia inoltre come gli appelli emotivi o fondati esclusivamente sul senso di urgenza risultino meno efficaci rispetto a una comunicazione trasparente, capace di spiegare concretamente come funziona la community sponsorship, quali sono i passaggi previsti e quale supporto viene garantito ai gruppi sponsor.
Un’indicazione che rappresenta un elemento strategico per lo sviluppo delle future attività di comunicazione e coinvolgimento previste dal progetto.
A spiegare il significato di questo lavoro è Chiara Ginanni della Direzione Associazione Consorzio Communitas ETS: “Con Growth vogliamo fare un passo ulteriore rispetto alla sola promozione della community sponsorship. Il progetto ci permette di raccogliere evidenze, confrontare esperienze europee e trasformare ciò che abbiamo imparato sul campo in strumenti concreti a disposizione delle comunità. Comprendere quali condizioni favoriscono davvero la partecipazione significa costruire percorsi più efficaci, sostenibili e replicabili, capaci di rafforzare il ruolo delle comunità accoglienti in Italia e in Europa”.
Il valore della dimensione internazionale rappresenta uno degli aspetti più qualificanti del progetto. Il confronto continuo tra partner europei consente infatti di mettere in relazione esperienze sviluppate in contesti differenti, condividere metodologie di ricerca, validare strumenti operativi e individuare buone pratiche trasferibili tra i diversi Paesi coinvolti.
Come sottolinea Flaminia Delle Cese, legal and advocacy advisor e project manager del progetto Growth per International Rescue Committee Italia, “la collaborazione europea rappresenta uno dei principali punti di forza di Growth. Attraverso il confronto tra esperienze maturate in diversi Paesi possiamo comprendere meglio quali strumenti funzionano realmente per coinvolgere le comunità e rafforzare percorsi di accoglienza fondati sulla partecipazione attiva dei cittadini. La ricerca diventa così uno strumento concreto per migliorare la qualità e la sostenibilità della community sponsorship”.
La ricerca si affianca all’esperienza maturata negli ultimi dieci anni dalle organizzazioni partner italiane nell’ambito dei corridoi umanitari e dei programmi di accoglienza diffusa. Un patrimonio di competenze che costituisce uno dei contributi italiani al lavoro europeo di GROWTH e che sarà progressivamente tradotto in strumenti operativi, attività formative e materiali di accompagnamento destinati ai gruppi sponsor.
“In questi anni abbiamo imparato che le comunità non devono essere perfette per accogliere”, evidenzia Elena Gattafoni, coordinatrice del Programma Corridoi Umanitari della Comunità Papa Giovanni XXIII. “Hanno bisogno di essere accompagnate, sostenute e messe nelle condizioni di poter fare la propria parte. È proprio questa esperienza che vogliamo condividere all’interno di GROWTH, contribuendo a costruire un modello sempre più accessibile e capace di coinvolgere nuovi territori”.
Una visione condivisa anche da Marta Bernardini, coordinatrice nazionale di Mediterranean Hope – Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia. “L’accoglienza”, spiega, “è prima di tutto un percorso di relazione. La community sponsorship permette alle comunità di diventare protagoniste dell’inclusione, costruendo legami che generano valore sia per le persone rifugiate sia per i territori che le accolgono. Attraverso Growth possiamo condividere questa esperienza con una rete europea e contribuire allo sviluppo di modelli sempre più efficaci”.
Nei prossimi mesi i risultati della ricerca continueranno ad alimentare il lavoro del partenariato europeo, contribuendo allo sviluppo di nuovi strumenti di formazione, campagne di coinvolgimento e materiali operativi destinati alle organizzazioni e alle comunità interessate ad attivare percorsi di community sponsorship. (aise)