Rafforzare sostegno, protezione e diritti delle vittime di reato: via libera alle nuove norme UE

BRUXELLES\ aise\ - Il Parlamento europeo ha approvato oggi, 21 maggio, in via definitiva l’aggiornamento delle norme UE per rafforzare il sostegno, la protezione e i diritti delle vittime di reato.
Con 440 voti a favore, 49 contrari e 84 astensioni, gli eurodeputati hanno approvato dunque una revisione del quadro giuridico applicabile alle vittime di reato.
Tra i principali miglioramenti figurano: il rafforzamento dei diritti delle vittime durante i procedimenti penali, anche attraverso informazioni e supporto emotivo presso i tribunali, un nuovo diritto alla privacy e alla non divulgazione dei dati personali della vittima all’autore del reato, assistenza legale per tutta la durata del processo per le vittime prive di mezzi sufficienti, e accelerazione del pagamento degli indennizzi; la creazione di linee di assistenza dedicate, per fornire informazioni, supporto e indirizzamento ai servizi competenti, accessibili online, tramite applicazioni e attraverso il numero europeo 116 006; la possibilità di denunciare i reati online, e garantire strumenti di denuncia efficaci anche per le persone con libertà limitata, come cittadini di paesi terzi ospitati in strutture per l’immigrazione o persone che vivono in contesti di assistenza istituzionale (ad esempio strutture per anziani o persone con disabilità), agevolazione delle segnalazioni effettuate da terzi tramite organizzazioni della società civile; i servizi di sostegno per vittime con esigenze specifiche, sulla base di una valutazione individuale svolta da professionisti qualificati, e sostegno specifico per le vittime di violenza sessuale, incluso l’accesso a contraccezione d’emergenza, trattamenti di profilassi post-esposizione, test per infezioni sessualmente trasmissibili e accesso all’aborto; i massimi standard di protezione e sostegno per i minori vittime di reato, attraverso un approccio adeguato all’età e a misura di bambino e, ove possibile, mediante la concentrazione di servizi diversi (visite mediche, supporto psicologico, videoregistrazione delle testimonianze, assistenza amministrativa) nello stesso luogo.
“Questa direttiva rappresenta un reale passo avanti per le vittime, comprese quelle più vulnerabili, come le vittime di violenza e i minori – ha spiegato la correlatrice per la commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere, Lucia Yar (Renew, Slovacchia) -. Abbiamo trasformato un quadro normativo superato in una legislazione moderna che rafforza i diritti delle vittime, migliora la protezione e colma lacune fondamentali nell’accesso al sostegno. In un momento in cui alcuni Stati membri stanno indebolendo le tutele e modificando le leggi in modo da favorire gli autori dei reati, il Parlamento europeo si schiera con fermezza al fianco delle vittime. Il nostro messaggio è chiaro: i diritti delle vittime non sono un elemento secondario, ma sono al centro della giustizia”.
“Al giorno d’oggi, circa 70 milioni di persone nell’UE subiscono un reato ogni anno – ha aggiunto il correlatore per la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, Javier Zarzalejos (PPE, Spagna) -. Con questa riforma stiamo facendo un passo importante per garantire maggiore protezione, supporto e diritti per tutte le vittime, inclusi i casi di violazione nell’ambiente digitale e quelli che coinvolgono vittime particolarmente vulnerabili, come i minori vittime di abusi sessuali online”.
Infine, ha commentato la notizia anche la presidente della commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere, Lina Gálvez (S&D, Spagna), che ha accolto con favore questo accordo che ha definito “storico”, soprattutto perché “garantisce anche alle vittime di violenza sessuale l’accesso all’informazione e all’assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, comprese le cure per l’interruzione di gravidanza conformemente alla legislazione nazionale. Le donne vittime di stupro rischiano di rimanere incinte, cosa che non accade agli uomini. Sarebbe una chiara discriminazione non considerare la possibilità per le donne di poter prendere questa decisione in circostanze così estreme. Si tratta di un precedente importante". (aise)