Un’eredità politica per Ue e Popolari: all’Europarlamento l’omaggio del PPE a Don Luigi Sturzo – di Alessandro Butticé

BRUXELLES\ aise\ - “Don Luigi Sturzo è il padre del Partito Popolare Europeo, Antonio Tajani ne è il figlio che è stato capace di farvi entrare Forza Italia, e l’Italia, da autentiche protagoniste”. Con queste parole Alessandro Chiocchetti, Segretario Generale del PPE, ha sintetizzato il senso dell’incontro che si è svolto ieri al Parlamento europeo di Bruxelles, dedicato alla figura del sacerdote e statista siciliano, nel segno della sua attualità politica per l’Europa di oggi.
Promosso dall’eurodeputato Marco Falcone, vice capo della Delegazione italiana del Gruppo PPE, l’evento – dal titolo “Don Luigi Sturzo. Un’eredità politica per l’Europa dei Popolari” – ha riunito esponenti istituzionali, europarlamentari e studiosi per riflettere sull’eredità culturale e spirituale del fondatore del Partito Popolare Italiano e sulla sua influenza nella costruzione dell’Europa unita.
Ad aprire i lavori, moderati dal giornalista Leonardo Panetta (TGCOM24 Bruxelles), è stato lo stesso Falcone, che ha richiamato il legame profondo tra l’esperienza sturziana e il percorso del PPE, ricordando anche il contributo di esponenti italiani come, appunto, Antonio Tajani nel consolidare la presenza di Forza Italia all’interno della famiglia popolare europea.
Tra i partecipanti, la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola che ha ribadito come i valori fondanti del popolarismo europeo – centralità della persona, sussidiarietà, libertà, solidarietà – trovino nelle intuizioni di Sturzo una radice profonda e ancora feconda. Il Presidente del PPE, Manfred Weber, influenzato, ha dovuto rinunciare all’ultimo momento ad essere presente.
Particolarmente significativo l’intervento del Vicepremier, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, che ha posto l’accento sul concetto di libertà come cardine dell’impegno politico sturziano e del PPE contemporaneo. “Libertà” non solo come principio politico, ma come responsabilità personale e collettiva nella costruzione di un’Europa che rifiuti derive sovraniste e chiusure nazionalistiche.
Sul piano storico e culturale, Loredana Teodorescu, responsabile Affari UE e internazionali dell’Istituto Luigi Sturzo di Roma, ha sottolineato come Sturzo non sia formalmente considerato tra i padri fondatori dell’Unione europea, ma ne abbia anticipato visione e spirito, in particolare nel rifiuto di una concezione assoluta della sovranità statale a favore di un ordinamento sovranazionale fondato su cooperazione e democrazia.
Monsignor Marco Malizia, consigliere ecclesiastico del Ministro degli Affari Esteri e membro della causa di beatificazione di don Sturzo, ha richiamato la dimensione spirituale del sacerdote di Caltagirone, evidenziando l’unità tra fede e impegno civile nella sua azione politica.
A chiudere il quadro degli interventi, il presidente della Fondazione Luigi Sturzo, mons. Michele Pennisi, e il sindaco di Caltagirone, che hanno ricordato il legame indissolubile tra Sturzo e la sua terra, nonché l’attualità del suo messaggio per le nuove generazioni.
L’incontro, ospitato nella sede del Parlamento europeo a Bruxelles, ha rappresentato non solo un momento commemorativo, ma anche un’occasione di riflessione politica sull’identità e sul futuro dell’Europa dei Popolari, in un contesto segnato da sfide geopolitiche, tensioni internazionali e trasformazioni sociali profonde.
Nel solco tracciato da Sturzo – è emerso dal dibattito – il PPE è chiamato oggi a riaffermare una visione europea fondata su libertà, responsabilità, sussidiarietà e integrazione, rilanciando il progetto comunitario come spazio di democrazia e pace. (alessandro butticé\aise)