Cnr: conclusa la campagna Haven della Gaia Blu nel Canale di Sicilia

ROMA\ aise\ - Indagini geofisiche, campionamenti d’acqua e di sedimenti, osservazioni ROV e misure oceanografiche per studiare l’origine e la dispersione di fluidi idrotermali e le loro relazioni con gli habitat sottomarini. Si conclude così la campagna oceanografica HAVEN (Hydrothermal Venting in the Sicily Channel), una settimana di lavoro a bordo della Nave da Ricerca “Gaia Blu” del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) che ha portato un team di ricerca del CNR, dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca (ULR CoNISMa Milano-Bicocca), dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), a lavorare insieme nel Canale di Sicilia. La partecipazione di dottorandi e studenti universitari ha conferito alla spedizione HAVEN anche un’importante dimensione formativa, favorendo il confronto e la condivisione di conoscenze e competenze.
HAVEN – Hydrothermal Venting in the Sicily Channel: Implications for fluid tectonics and benthic habitats – è stata dedicata ad esplorare e campionare le emissioni idrotermali generate dall’attività vulcanica che caratterizza i bacini estensionali del Canale di Sicilia nel suo settore nordoccidentale, dove sistemi di faglie e manifestazioni vulcaniche delineano un complesso assetto geologico. L’obiettivo è stato quello di comprendere il legame tra processi geologici profondi, circolazione delle masse d’acqua ed habitat associati alle aree di emissione che rappresentano spesso ambienti estremi ad alta biodiversità. Attraverso l’integrazione di competenze geologiche, geofisiche, oceanografiche, geochimiche ed ecologiche, HAVEN studia così il Canale di Sicilia come un sistema unitario e dinamico, nel quale i processi profondi della Terra, l’oceano e la vita sul fondale sono strettamente interconnessi.
I dati raccolti durante la spedizione costituiscono un patrimonio di informazioni che sarà ora studiato nei laboratori dei diversi gruppi di ricerca coinvolti, che vedono anche il contributo di partner scientifici internazionali, tra cui il Monterey Bay Aquarium Research Institute (MBARI – Stati Uniti), UiT - The Arctic University of Norway, e l’Università di Bergen (Norvegia). Il confronto con questi gruppi di ricerca permetterà di ampliare la prospettiva dello studio e di inserire le osservazioni sul Canale di Sicilia in un quadro scientifico internazionale.
Per il CNR, è importante investire in una ricerca di questo tipo perché l’ambiente marino è importante studiarlo come un sistema integrato, con un approccio fortemente multidisciplinare. Risulta essenziale, dunque, per conoscere la distribuzione delle risorse marine, biotiche ed abiotiche, ma anche quali condizioni sostengono ecosistemi ancora poco conosciuti e potenzialmente vulnerabili. I dati raccolti con questa ricerca diventano così uno strumento concreto per orientare decisioni più consapevoli sulla gestione, sull’utilizzo e sulla tutela del mare. (aise)