Effetti di amplificazione sismica locale: concluso il progetto di ricerca italo-neozelandese CATALYST-seeding

ROMA\ aise\ - Si è concluso il progetto biennale “Capturing site amplification in seismic design: pilot study investigating seismic site amplification at stations of the NZ seismic network” che ha visto la collaborazione scientifica tra Italia e Nuova Zelanda per effettuare uno studio alla scala regionale degli effetti di amplificazione sismica locale. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Earth Science New Zealand (ESNZ), capofila dello studio, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e l’Università degli Studi di Genova.
La ricerca è stata finanziata dal governo neozelandese nell’ambito del programma CATALYST-seeding, finalizzato a promuovere collaborazioni tra enti di ricerca e università internazionali. Il progetto, inoltre, è stato inserito nel Memorandum of Understanding (MoU) siglato tra INGV ed ESNZ per il quadriennio 2023-2027.
L’analisi condotta sulla rete sismica neozelandese ha evidenziato che circa il 50% delle stazioni considerate è affetto da amplificazione di sito, un dato in linea con quanto osservato da studi condotti dall’INGV sulla rete sismica italiana. Sono stati inoltre osservati interessanti pattern di amplificazione in particolari contesti geologici o morfologici, come ad esempio in zone di faglia, in aree vulcaniche e su irregolarità morfologiche.
I risultati del progetto, già presentati internamente a Roma e a Wellington presso le rispettive sedi dell’INGV e dell’ESNZ, saranno condivisi con la comunità scientifica in occasione del prossimo convegno SSA (Seismological Society of America), che si svolgerà dal 14 al 17 aprile a Pasadena (USA), per essere in seguito oggetto di una pubblicazione. (aise)