De Venezia (CCI Serbia): emergenza logistica nel Paese porta rischi concreti per il commercio Ue

BELGRADO\ aise\ - Il presidente della Camera di Commercio Italo-Serba/Komora italijansko-srpskih privrednika (CCIS), Annino De Venezia, ha scritto nelle scorse ore una lettera ai soci in cui ha voluto richiamare l’attenzione sull’emergenza logistica in corso nel Paese, evidenziando come il blocco dei trasporti stia generando rischi concreti per la continuità della catena produttiva dell’Unione Europea.
De Venezia ha definito "paradossale" la situazione dell’intera catena logistica. Una situazione che avrà "conseguenze immediate e future". Tale situazione è determinata, a suo modo di vedere, dalla protesta avviata il 26 gennaio dai trasportatori dei Balcani Occidentali, una mobilitazione "che ha motivazioni di fondo, presentate a Bruxelles, sulle quali non è compito nostro entrare nel merito".
Ciò che, invece, rientra pienamente nel mandato della Camera di Commercio Italo-Serba è "evidenziare con la massima chiarezza il profondo sconquasso che l’economia del Paese rischia di subire". Secondo lui, infatti, "numerose aziende dell’Unione Europea si approvvigionano in Serbia di una vasta gamma di prodotti, che spaziano dai componenti per il settore automotive fino ai medicinali. Il comparto automotive, che conosco più da vicino, risulta attualmente di fatto paralizzato. La stima dei danni subiti dalle aziende europee che hanno investito in Serbia ammonta a diverse centinaia di milioni di euro al giorno". Per questo, in un contesto simile, "non è possibile escludere il collasso di alcune imprese che, con grande sforzo, sono riuscite fino ad oggi a resistere alle difficili condizioni di un mercato già strutturalmente asfittico".
La CCIS ha quindi spiegato di star operando in stretta collaborazione con tutte le Camere di Commercio bilaterali dell’Unione Europea presenti in Serbia e aderenti al CEBAC, "affinché le autorità competenti fossero pienamente informate della situazione in atto e delle sue ricadute estremamente negative sul sistema produttivo nazionale e sulle aziende manifatturiere". De Venezia ha quindi annunciato anche che le comunicazioni delle Camera di Commercio europee sono state indirizzate alle Ambasciate dei Paesi UE presenti in Serbia, nonché agli uffici competenti di Bruxelles.
"Pur comprendendo le ragioni alla base della protesta dei trasportatori (che richiedono un intervento rapido e soluzioni tempestive) appare imprescindibile agire con urgenza per rimuovere il blocco ai confini serbi. L’attuale impedimento al transito da e verso la Serbia rappresenta un problema di portata ancora maggiore per la manifattura dell’Europa occidentale, fortemente dipendente dalle forniture provenienti dalla Serbia e dai Paesi limitrofi, in primis la Turchia. In questo contesto, la pragmaticità deve necessariamente prevalere sulla burocrazia, al fine di evitare il deteriorarsi di una situazione che rischia di diventare rapidamente ingestibile nei prossimi giorni".
In qualità di Presidente della CCI Serbia, De Venezia si è quindi auspicato che questa crisi "possa trovare una rapida risoluzione attraverso un intervento concreto e coordinato degli attori istituzionali della nostra Comunità Europea. Ogni esitazione rischia di creare le premesse — come già evidenziato — per un vero e proprio sconquasso, le cui conseguenze si rifletterebbero in primo luogo sugli investitori europei". (aise)