Elezioni Comites/ Bassalti (Singapore): burocrazia non diventi ostacolo alla partecipazione

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MILANO\ aise\ - Un appello affinché la macchina burocratica non si trasformi in un freno alla partecipazione democratica in vista delle elezioni per il rinnovo dei Com.It.Es. 2026. È quanto emerso dall'incontro avvenuto a Milano tra Omar Bassalti, candidato capolista per il Com.It.Es. di Singapore, e Marcello Pilato, esperto presso il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE).
Al centro del colloquio, lo stato dell'arte sulle procedure per la presentazione delle liste, con particolare attenzione alle criticità legate all'obbligo di autenticazione delle firme dei sottoscrittori. Pur ribadendo la necessità di rispettare rigorosamente la normativa italiana, Bassalti e Pilato hanno espresso forte preoccupazione per il rischio che un’applicazione eccessivamente rigida e formale delle regole si traduca in un concreto ostacolo per la cittadinanza. Secondo i due esponenti, senza un'adeguata flessibilità organizzativa volta ad agevolare gli adempimenti, l'eccesso di burocrazia rischia di generare una “indiretta e sommessa forma di boicottaggio” nella formazione delle liste, non voluta ma prodotta dagli effetti pratici del sistema.
Il confronto ha evidenziato una marcata disparità nelle modalità operative adottate dalla rete diplomatico-consolare nelle diverse circoscrizioni mondiali. Se a Singapore si registrano difficoltà, altre sedi hanno già implementato soluzioni flessibili, riportano i due: l'Ambasciata italiana a Bucarest ha attivato un funzionario consolare itinerante sul territorio; a Dublino sono previste missioni fuori sede e ad Asunción, in Paraguay, sono state predisposte aperture straordinarie per le autentiche. Un modello di "servizio di prossimità" che, per Bassalti e Pilato, dovrebbe essere replicato ovunque per favorire la massima affluenza.
A complicare il quadro generale rispetto alle scorse elezioni del 2021, secondo Pilato e Bassalti vi è il venir meno delle deroghe straordinarie introdotte durante la pandemia, che avevano semplificato la presentazione delle liste e ridotto il numero di firme necessarie. Con il ritorno alle regole ordinarie nel 2026, la sfida organizzativa si fa più complessa. “Il rispetto della legge non è in discussione – hanno concluso Bassalti e Pilato – ma la forma non può diventare un ostacolo alla democrazia. Fare in modo che le garanzie siano concretamente accessibili ai cittadini significa favorire la partecipazione a un esercizio democratico previsto dall'ordinamento”. (aise)