Toronto: la preoccupazione del Comites per la soppressione del Programma di Lingue Internazionali

TORONTO\ aise\ - “Viviamo in un paese multiculturale, dove le lingue non sono solo uno strumento di comunicazione, ma un ponte tra culture, identità e comunità. Dare importanza alle lingue significa valorizzare le persone, le loro origini e il loro senso di appartenenza. È ciò che rende una società davvero inclusiva: la capacità di accogliere e comprendere le differenze”. Così, in una nota, il Comites di Toronto commenta la decisione del Toronto Catholic District School Board che nei giorni scorsi aveva annunciato la soppressione del Programma di Lingue Internazionali. Ciò a seguito dei tagli annunciati dal ministro dell'Istruzione, Paul Calandra.
“La decisione porterà una fine improvvisa a un programma che serve gli studenti del TCDSB da oltre 50 anni”, sottolinea con rammarico il Comites, ricordando che lo “storico” Programma di Lingue Internazionali “ha offerto agli studenti preziose opportunità di apprendere una terza lingua”, tra cui l’italiano, oltre allo spagnolo, al mandarino, al portoghese e molte altre ancora. “Il programma ha svolto un ruolo cruciale nell'aiutare gli studenti a sviluppare competenze comunicative, consapevolezza culturale e un apprezzamento più profondo per la diversità che definisce il Canada e la comunità globale” e li ha aiutati a “mantenere vive le proprie lingue d’origine”.
“Questi programmi non sono solo corsi, ma veri e propri spazi di integrazione, dove i giovani possono sentirsi visti, ascoltati e rispettati”, prosegue il Comites, ribadendo la propria “profonda” preoccupazione per la sua soppressione a causa della mancanza di fondi. “Tagli di questo tipo non rappresentano solo una perdita educativa, ma anche culturale e sociale”, perché, spiega il Comitato, “quando si riducono gli investimenti nelle lingue, si indebolisce il tessuto stesso della società”.
Non solo. “Le decisioni che riguardano l’educazione dovrebbero essere prese con attenzione, coinvolgendo insegnanti, famiglie e comunità. Tagliare programmi storici senza un confronto aperto rischia di creare divisioni e di far sentire molte persone escluse”, lamenta il Comites.
“Investire nelle lingue significa investire nel futuro. Significa costruire una società più forte, più unita e più consapevole della propria ricchezza culturale. Rinunciare a questo”, conclude il Comites, “è un passo indietro che non possiamo permetterci”. (aise)