Gli italiani a Londra e Cambridge ricordano Giulio Regeni a 10 anni dalla scomparsa

Foto di Alessandro Allocca

LONDRA\ aise\ - A dieci anni esatti dalla scomparsa di Giulio Regeni, il 25 gennaio la comunità italiana di Londra si è ritrovata per marciare silenziosamente per le vie della capitale britannica e a Cambridge per ricordare il ricercatore rapito, torturato e assassinato dai servizi segreti egiziani.
A Cambridge, città in cui Giulio Regeni studiava, un gruppo di cittadini, attivisti, accademici e studenti dell’università si è unita davanti alla chiesa di Great St Mary’s e alla University Senate House per esporre lo striscione giallo "Truth for Giulio Regeni" (Verità per Giulio Regeni).
Lo striscione è stato esposto anche a Londra, da una settantina di cittadini, a pochi metri dall’ambasciata egiziana, accanto a Hyde Park. Un corteo silenzioso si è poi snodato per le vie di Mayfair, continuando il suo percorso fino a fermarsi davanti alla sede dell’Ambasciata d’Italia a Grosvenor Square. Qui, alle 18.41 ora britannica (19.41 in Italia) – l’orario dell’ultimo messaggio inviato da Giulio Regeni – i partecipanti hanno composto la scritta Verità per Giulio Regeni con cartelloni gialli osservando un minuto di silenzio carico di emozione, in perfetta sincronia con le commemorazioni che si sono svolte a Fiumicello, nel paese natale di Giulio. Al termine del minuto di silenzio, un lungo applauso per ricordare un ragazzo che era anche un italiano in Inghilterra, un ricercatore e un attivista per un mondo più giusto.
A Cambridge, una cinquantina di persone ha sfidato le basse temperature ascoltando i brani tratti dal libro "Giulio fa cose", letti sia in italiano sia in inglese. Svoltosi in collaborazione con l’Italian Society e con il gruppo Amnesty International dell’Università di Cambridge, l’evento ha visto la commossa partecipazione anche di studenti, prevalentemente non italiani, che non erano ancora venuti a conoscenza della storia di Giulio. Attraverso le letture, le parole di Paola Deffendi e Claudio Regeni hanno accompagnato l’evento fino alle 18.41, quando anche qui è stato osservato un minuto di silenzio. La lettura del ringraziamento dei genitori di Giulio a tutti coloro che fanno parte del "popolo giallo" ha concluso l’evento. Martedì 3 febbraio, a cura dell’Italian Society, un mazzo di fiori verrà lasciato sotto la targa che commemora Giulio Regeni all’interno del Girton, il college in cui studiava il ricercatore italiano.
Giulio Regeni, dottorando all’Università di Cambridge, scomparve al Cairo il 25 gennaio 2016 mentre stava conducendo la sua ricerca. Il suo corpo venne ritrovato il 3 febbraio successivo lungo la strada per Alessandria, con evidenti segni di tortura. Da allora, una lunga e dolorosa vicenda giudiziaria, segnata da ostacoli nelle indagini, ricostruzioni contraddittorie e da una persistente mancanza di piena collaborazione da parte delle autorità egiziane. La marcia londinese e il momento di raccoglimento nella città da cui Giulio partiva, hanno ribadito con forza la volontà di vedere concluso il processo aperto a Roma volto ad accertare le responsabilità dei servizi segreti egiziani.
L’obiettivo di queste iniziative è stato anche quello di mantenere viva l’attenzione su una vicenda che non riguarda soltanto una famiglia in cerca di risposte, ma solleva questioni fondamentali legate al diritto alla verità, alla libertà accademica, alla protezione dei ricercatori e, più in generale, alla difesa dei diritti umani, sotto attacco in tante parti del mondo. Anche per questo, la richiesta di giustizia per Giulio Regeni è una richiesta di giustizia per tutti gli attacchi alla libera ricerca, ovunque.
Attraverso questo momento di memoria e impegno civile, gli organizzatori intendono ribadire che chiedere verità per Giulio Regeni significa affermare che nessuno – studente, lavoratore o attivista – dovrebbe essere lasciato senza protezione quando opera in contesti difficili. L’iniziativa intende anche ricordare al governo italiano che i cittadini non si sono ancora stancati di chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni, neanche nel Regno Unito. (aise)