Lione ricorda gli italiani feriti sul fronte della Marna nella prima guerra mondiale - di Danilo Vezzio

LIONE\ aise\ - Sotto gli auspici del Console Generale, Chiara Petracca, sabato 8 novembre si sono svolte a Lione, in Francia, le cerimonie della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, ma a Lione, persiste anche la commemorazione dell’armistizio della guerra 15/18 firmato a Villa Giusti il 4 novembre 1918.
A Lione, infatti, esiste un riquadro dedicato a soldati italiani, è un minuscolo pezzo di terra, donato all’Italia dal presidente francese Edouard Herriot, affinché si potesse inumare le 71 salme di soldati italiani feriti sul fronte della Marna nel luglio 1918 e ricoverati negli ospedali lionesi lontani dal fronte. Questi 71 soldati sono deceduti a causa delle ferite ricevute.
Durante questa cerimonia abbiamo ricordato come e perché nel 1918, la 2a Armata Italiana del generale Albricci, forte di 130.000 uomini, era venuta in sostegno ai francesi sul fronte della Marna, tra i vigneti dello Champagne; possiamo dire che il sangue italiano ha bagnato i filari, ma ha anche fermato l’invasione germanica pagando un prezzo elevatissimo di oltre 4000 morti.
Alla cerimonia accanto al Console Generale, numerose autorità civili ed alti ufficiali italiani e francesi in uniforme, oltre venti bandiere tra italiane e francesi sventolavano sopra le croci.
Dopo oltre un secolo, la comunità italiana, unita ai francesi, ha rammentato questa strage di giovani vite, venuta a morire in Francia.
In questo cimitero di Lione, friulani, siciliani, ciociari, sardi, valdostani confermano l’Unità d’Italia: la morte li ha definitivamente riuniti, all’ombra della "Grande Madre", la statua monumentale capolavoro dello scultore Vincenzo Pasquali.
L’associazione DACI, discendenti degli ex-combattenti italiani di Lione, unitamente al Console Generale mantiene viva la fiamma della memoria. (danilo vezzio*\aise)
* presidente DACI