Oltre l’oblio: la Scuola Italiana ad Atene onora la memoria del piroscafo Oria

ATENE\ aise\ - In occasione dell’81° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa, la Scuola Italiana ad Atene ha preso parte con una delegazione istituzionale al convegno “Storia Sommersa: Il Naufragio del piroscafo Oria”.
L’evento, svoltosi presso la Sala del Consiglio Comunale di Egaleo, è stato organizzato dalla Direzione dell’Istruzione Secondaria del 3º Distretto di Atene (DDE G’ Athinas) con l’obiettivo di trasformare una delle più grandi tragedie del Mediterraneo in un potente laboratorio di coscienza civile.
L’iniziativa – riporta la Scuola Italiana – è nata dalla visione della Direttrice della DDE G’ Athinas, Dimitra Makri. Sotto la guida del consulente educativo Panagiotis Pyrpyris, gli studenti del 3º Ginnasio di Chaidari e del 3º Liceo di Egaleo hanno lavorato intensamente per ridare voce ai 4.100 soldati italiani che persero la vita l’11 febbraio 1944. La nave affondò dopo essersi incagliata nel corso di una tempesta nei pressi dell’isola di Patroklos, a poche miglia dal Pireo.
Come sottolineato nel suo intervento dalla Dirigente Scolastica della Scuola Italiana, Veronica Tania Roberta Sole, vedere i giovani impegnati su una “storia sommersa” è la prova tangibile che la memoria può essere viva, feconda e capace di generare cittadinanza attiva.
Particolarmente toccante è stata la testimonianza del ricercatore e subacqueo Aristotelis Zervoudis, che ha raccontato le difficili operazioni di recupero presso l’isolotto di Patroklos. Zervoudis ha mostrato come la ricerca storica possa farsi emozione attraverso il ritrovamento di oggetti personali che il mare ha custodito per ottant’anni.
Tra i reperti più significativi spicca la campana del piroscafo, ma sono state le gavette dei soldati a scuotere l’uditorio: su di esse, molti prigionieri avevano inciso con cura i propri nomi. Questi piccoli oggetti d’uso quotidiano, ora riemersi dalle profondità, hanno permesso di dare un’identità precisa a molti dei caduti, trasformando un numero statistico in una storia umana e familiare restituita alla dignità del ricordo.
Sole, coadiuvata nella traduzione in greco dal professor Alexandros Tousias, ha voluto ricordare in particolare come il legame tra Italia e Grecia su questa tragedia sia ormai cementato ai massimi livelli istituzionali. È stata rievocata con solennità la storica commemorazione del 2017, quando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella depose una corona al Cippo Commemorativo lungo la costa di Capo Sunio.
Richiamando la partecipazione della Scuola Italiana di Atene alle cerimonie per la fiaccola olimpica di Milano-Cortina 2026, la Dirigente ha esortato gli studenti a farsi “custodi della fiaccola” della memoria. In un parallelo tra lo spirito olimpico e l’impegno civile, ha sottolineato come i giovani debbano essere i nuovi tedofori di una verità storica che affonda le radici nella cultura ellenica per farsi messaggio universale di pace e dignità umana. Un impegno, ha sottolineato, che trova il suo fondamento nei valori costituzionali che uniscono Italia e Grecia: il ripudio della guerra e la tutela inalienabile della persona. Ricordare l’Oria oggi non è solo un atto di omaggio al passato, ha affermato Sole, ma un dovere morale per costruire un futuro in cui la solidarietà tra i popoli prevalga su ogni conflitto. (aise)