Ticchio (Lucani in Svizzera): con la nuova lagge regionale decretata morte cerebrale dei lucani nel mondo

ZURIGO\ aise\ - Una legge, quella approvata dal Consiglio Regionale della Basilicata, che più che a favore dei lucani nel mondo si dovrebbe definire "contro i lucani nel mondo" e che potrebbe addirittura decretare la "morte cerebrale" di questi. Questa è l'opinione di Giuseppe Ticchio, Presidente della Federazione Lucana in Svizzera, che in queste ore ha diramato un duro comunicato sul futuro dei lucani, dentro e fuori i confini regionali, all'indomani dell'approvazione della legge 11/2025 “Interventi in favore dei Lucani nel mondo e disciplina della Commissione Regionale dei Lucani nel mondo e del Forum dei giovani”.
Con questa legge, infatti, secondo Ticchio si è conclusa la "lungimirante idea" del primo Presidente della Regione, Vincenzo Verrastro. Si conclude, a suo parere, per "l’egoismo e il personalismo" che "si sono impossessati di un futuro privo di prospettive".
Ticchio ha quindi spiegato in 7 punti i motivi di quella che lui ha definito la "morte cerebrale" dei lucani nel mondo: 1) "è una legge cucita su misura per l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale con l’ampio avvallo del Presidente Vito Bardi"; 2) "l’Esecutivo della CRLM è sempre stata costituita dai rappresentanti dei Lucani nel mondo, ora invece è composta da 5 Consiglieri Regionali, costituendo di fatto un doppione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale; 3) "è stato tagliato il Forum dei Giovani, lasciando solo 6 giovani in rappresentanza di Europa, America del Nord, America del Sud, Africa, Oceanica e Italia. E non si capisce come si devono nominare questi giovani rappresentanti"; 4) "è stato tagliata la figura del rappresentante di Federazione all’interno del direttivo della Commissione Regionale dei Lucani nel Mondo". 5) "sono stati tagliati gli “Sportelli Basilicata” presso le Federazioni e Associazioni all’estero"; 6) "si sono inventati il limite di mandato per i componenti della CRLM, nonostante la volontarietà degli stessi"; 7) "la scelleratezza della L.R. 11/2025 raggiunge il massimo dell’indecenza nell’impianto del contenuto dell’Art. 13 della legge, ossia la "Modalità di Iscrizione all’Albo Regionale"".
"In questa scellerata legge - ha concluso - esistono tutti i presupposti d’incostituzionalità. Spero che gli esperti verificheranno questo aspetto per rimandare al mittente la presente legge", una legge "fatta coi piedi" per la quale nemmeno Vito Bardi, il Presidente regionale, "ha mosso un dito".
Per concludere, si è rivolto al Presidente del Consiglio Regionale, Marcello Pittella: "ad oggi, 3 aprile 2026, non siete stati ancora in grado di approvare in Consiglio Regionale né il piano del 2024 né tantomeno il piano del 2025. Quanto dobbiamo aspettare ancora? È auspicabile crederci oppure facciamo prima a non contare più sui due contributi, evaporati nel nulla?". (aise)