Conoscendo il Friuli: concluso in Brasile il tour dell’Ente Friuli nel Mondo

BRASILIA\ aise\ - È partita il 13 maggio da Bento Gonçalves e si è chiusa ieri, 21 maggio, a Urussanga l'edizione 2026 di “Conoscendo il Friuli” in Brasile. L’iniziativa è stata promossa dall’Ente Friuli nel Mondo in collaborazione con il Museo Carnico delle Arti Popolari di Tolmezzo, ed è sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia e coordinata dal Circolo Friulano de Santa Maria insieme ai Fogolârs Furlans del Brasile.
Prima tappa a Bento Gonçalves, dove si è tenuto il laboratorio per la realizzazione degli scarpets nella sala della Fundação Casa das Artes alla presenza dei rappresentanti del Circolo Friulano da Serra Gaúcha. Elisa Mainardis, prima artigiana licenziataria del marchio di certificazione “Scarpetti®”, ha condotto due workshop intensivi dal titolo “Scarpets – L’arte di una tradizione viva del Friuli”, durante i quali i partecipanti hanno potuto sperimentare direttamente tecniche, materiali e lavorazioni della tradizione carnica, utilizzando ago, filo e tessuti secondo le pratiche tramandate di generazione in generazione.
Nella sala cinema della Fundação Casa das Artes è seguita la conferenza "Il Museo Carnico delle Arti Popolari – dove il passato incontra lo sguardo del presente" a cura di Amanda Talotti; una presentazione del lavoro che il Museo Carnico delle Arti Popolari di Tolmezzo sta sviluppando negli ultimi anni per trasformare il patrimonio etnografico in un’esperienza culturale contemporanea, accessibile e partecipativa. Un percorso che punta non solo alla conservazione della memoria e nella valorizzazione del patrimonio culturale della Carnia, ma alla sua attivazione nel presente, attraverso formazione, progettualità internazionali e coinvolgimento delle nuove generazioni.
A seguire, la delegazione ha incontrato la comunità friulana di Bento Gonçalves a Piazza Ismar Scussel con l'esibizione di danze del Grop di Danze Furlane del Circolo Friulano da Serra Gaúcha, poi una visita all'attiguo Museo dell’Immigrante dove, accompagnati dai canti del locale Cor Rivôcs dal Friûl, la delegazione ha visitato la mostra di oggetti friulani "Os Objetos que o Afeto e a Memória Souberam Guardar" curata dal Circolo Friulano per la Settimana della Cultura, dell'Arte e della Gastrologia Italiana, per celebrare il ricordo, l'identità e le radici dell'immigrazione friulana attraverso oggetti, storie e affetti preservati nel corso delle generazioni.
Nei giorni seguente la delegazione si è spostata di 200 km arrivando a Sobradinho. Prima della conferenza dedicata al Museo Carnico delle Arti Popolari di Tolmezzo e alle tradizioni popolari friulane, il gruppo ha potuto visitare alla Casa della Cultura con visita al museo del comune e a quello dedicato all'emigrazione friulana del Fogolar Friulano de Sobradinho. La giornata si è poi conclusa con il momento conviviale con direttivo del Fogolâr.
A seguire, la delegazione si è diretta a Vale Veneto accompagnata da Josè Zanella del Circolo Friulano de Santa Maria, dove ha avuto l'opportunità di visitare e incontrare i rappresentanti dell'importante Museo dell'Immigrazione Italiana di Vale Veneto.
Ci si è poi spostati a Santa Maria, nel Rio Grande do Sul. Dove ha avuto luogo una degustazione di una selezione di vini friulani promossa dal progetto tenutasi nella sede dell'APUSM con le locali associazioni di enologi e somelier che ha permesso di far conoscere un po' di più della storia e dell'enogastronomia della regione. “Eventi come questo dimostrano come il vino metta in relazione persone, storie e origini dando opportunità di apprendimento e scambio”, ha commentato l’Ente Friuli nel Mondo.
A seguire, una serie di incontri istituzionali: prima con Tiaco Marchesan, vice rettore dell'Università Federale di Santa Maria, e con i docenti di relazioni internazionali. Poi l'interessante visita al LAS (Laboratório de Análise de Sementes), il principale centro accademico dedicato alla ricerca e all'analisi della qualità fisica, fisiologica e sanitaria dei semi agricoli. Delegazione presente anche per la conferenza dedicata alla cultura friulana e carnica a cura di Amanda Talotti, coordinatrice delle attività del Museo Carnico delle Arti Popolari, e il laboratorio di scarpets a cura di Elisa Mainardis sono stati protagonisti anche nella sede del Circolo Friulano de Santa Maria dove la presidente Roberta Rossi e il vicepresidente hanno accolto un pubblico fortemente interessato.
Tappa seguente a Jaguarì, dove nel 2018 è nato il Circolo Friulano presieduto da Juliana Dalla Flora. Prima la consueta conferenza a cura del Museo Carnico delle Arti Popolari di Tolmezzo, poi il laboratorio scarpets, infine l’incontro con i friulani del Circolo Friulano de Santa Maria, Fogolâr promotore del progetto itinerante "Conoscendo il Friuli", che hanno accompagnato la delegazione friulana dando supporto organizzativo e, all'occorrenza, di traduzione. Alla presentazione ha partecipato anche l'Associazione Italiana di Jaregui.
La delegazione friulana, accompagnata da Lisete Furlan Canabarro, presidente del Circolo Friulano da Serra Gaúcha, ha poi incontrato il sindaco di Monte Belo do Sul Jeorge Benvenutti e visitato lo stand dell'ERSA FVG alla fiera internazionale Wine South America di Bento Gonçalves.
Il progetto, prima di chiudere a Urussanga, ha fatto tappa anche al Fogolâr Furlan di Nova Údine – Ivorà. Anche qui la comunità friulana locale ha potuto seguire la conferenza di presentazione sulle tradizioni friulane e carniche e il laboratorio per la realizzazione degli scarpets. La delegazione friulana è stata accolta dal coro del Fogolâr Furlan di Nova Údine.
Tra i tanti canti non poteva mancare "Merica Merica", uno dei più famosi canti popolari italiani sull’emigrazione, nato tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900 quando milioni di italiani lasciavano la propria terra per cercare fortuna in America; conserva storie di vita, sacrificio, speranza e delusione che ancora oggi emozionano. (aise)