Emigrazione piemontese: profondo cordoglio per la scomparsa di Adriana Crolla

TORINO\ aise\ - Profondo cordoglio ha suscitato anche in Piemonte ed in Italia l’improvvisa scomparsa, avvenuta martedì 14 luglio, all’età di 71 anni della professoressa Adriana Cristina Crolla, studiosa di riferimento per gli studi sull’emigrazione italiana in Argentina e figura di spicco dell’Universidad Nacional del Litoral di Santa Fe, dove ha insegnato per decenni letteratura francese e italiana. Colta da un malore nella sua abitazione, è stata ritrovata dalla figlia.
Nel maggio scorso, in occasione di un viaggio in Italia, la docente aveva partecipato a diverse iniziative accademiche e convegni all'Università di Torino, al Cnr-Ismed di Milano ed al Centro Studi Americanistici di Salerno, con momenti particolari a Moretta (Cuneo), località di origine della sua famiglia materna; a Frossasco al rinnovato museo dell’emigrazione con i consoli onorari Italo Juan Cassina di Rafaela (Santa Fe) e Matías Ezequiel Bossa di Villa María (Cordoba), il direttivo del museo ed il presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo, Michele Colombino, ed a Moncrivello per ricordare, nel paese di origine, la figura e l’opera di Carlos Carlino, uno dei più importanti poeti della Pampa Gringa.
Il vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, che è anche assessore all'Emigrazione e cooperazione decentrata e internazionale, ha espresso i sentimenti di cordoglio per questo grave lutto: “Siamo profondamente dispiaciuti nell’apprendere la scomparsa della professoressa Adriana Crolla, docente universitaria saggista e letterata italo-argentina, originaria di Cressa (Novara) e radicata a Santa Fe. Adriana Crolla è da sempre stata un’importante figura di riferimento per la comunità di origine piemontese in Argentina grazie al suo instancabile lavoro di conservazione della lingua e della cultura piemontese in Sud America. L’immenso patrimonio di studi, ricerche e iniziative che Adriana Crolla lascia non andrà disperso. Al contrario continuerà a vivere come un ponte tra passato e futuro, capace di accompagnare le nuove generazioni nella riscoperta e valorizzazione delle proprie radici. Il suo lavoro rappresenterà un punto di riferimento per coloro che vorranno mantenere vivo e rafforzare il legame con la cultura, la lingua e la storia dell’emigrazione italiana e piemontese, affinché la memoria continui a trasformarsi in conoscenza, dialogo e identità condivisa”.
Sentimenti di cordoglio sono stati espressi dal presidente dell'Associazione Piemontesi nel Mondo, Michele Colombino.
Adriana Crolla era stata insignita del premio Piemontesi nel Mondo nel 2012 e aveva avviato con l’Università Nacional del Litoral di Santa Fe, dove ha insegnato sino allo scorso anno letteratura italiana, francese e comparata, il progetto del sito internet “Portal Gringo”.
Docente ordinaria e promotrice di numerose iniziative culturali, Crolla ha fondato il Fhuc-Unl, Centro di Studi Comparati, ed è stata socio fondatore dell’Adilli, Associazione argentina dei docenti e ricercatori di lingua e letteratura italiana. Autrice, curatrice e traduttrice, ha pubblicato ventuno volumi e numerosi saggi su temi che vanno dall’italianistica alla comparatistica, dalla migrazione al genere; tra le sue opere si ricordano studi e curatele che hanno messo in dialogo Italia e Argentina, contribuendo a restituire spessore storico e culturale a comunità spesso trascurate dalla storiografia ufficiale. Colleghi e allievi la ricordano per la passione con cui lavorava negli archivi, per la capacità di trasformare la memoria familiare in patrimonio collettivo e per la dedizione con cui ha formato generazioni di studenti, molti dei quali oggi proseguono ricerche nel campo dell’emigrazione e della letteratura comparata.
Il suo impegno è stato riconosciuto con molti altri premi e onorificenze: nel 2008 le fu assegnato il "Premio Piemontés en Argentina" dalla Fapa, Federazione delle Associazioni Piemontesi in Argentina, e nel 2015 le fu conferito il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia, importante onorificenza attribuita dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, per il contributo alla promozione delle relazioni culturali tra Italia e Argentina.
Questi riconoscimenti riflettono non solo il valore scientifico delle sue ricerche, ma anche l’impegno civile con cui Crolla ha lavorato per mantenere vivo il legame tra le comunità italo‑argentine e le loro radici. La sua attenzione non si limitava ai grandi temi accademici: ha lavorato instancabilmente per recuperare storie familiari, atti di nascita, fotografie e documenti che hanno permesso a molte famiglie di ricostruire la propria genealogia e la propria identità.
La notizia della scomparsa ha suscitato commozione anche nelle comunità accademiche sia in Argentina e sia in Piemonte. Lascia un vuoto nella comunità degli studi sull’emigrazione e nella rete di relazioni culturali che lei stessa ha contribuito a tessere.
Il "Portal Gringo" e le sue pubblicazioni restano un’eredità concreta: archivi, testi e progetti che continueranno a essere consultati e valorizzati, strumenti con cui le nuove generazioni potranno approfondire la storia delle migrazioni e il dialogo tra culture.
La redazione di Cerèa si unisce al cordoglio per la perdita di una studiosa che ha saputo mettere in luce, con rigore e passione, le tracce italiane nella storia culturale dell’Argentina, trasformando la memoria privata in patrimonio collettivo.
Lo scrittore di emigrazione piemontese Giancarlo Libert, con il quale da molti anni la professoressa Crolla collaborava, ricorda che “il grande amore per il Piemonte, dove erano originari i suoi avi, e per la Pampa Gringa, dov'era nata, l’avevano portata recentemente, con il pensionamento, ad avviare numerosi progetti, tra cui quello di letteratura con l’analisi dell’archivio di Carlos Carlino, e sulla storia della presenza piemontese nella Città di Santa Fe in collaborazione con altri storici santafesini e con la mia collaborazione per le ricerche storiche e genealogiche in Italia. Mancherà a tutti una grande studiosa della lingua italiana in Argentina. Grande studiosa di Lina Beck-Bernard, moglie del fondatore nel 1858 della colonia San Carlos prima colonia abitata dai piemontesi nella Pampa, collaborando con diverse Università italiane, da Verona a Siena, da Salerno a Torino, ma soprattutto ci mancherà per il suo grande lavoro di ricerca sulla Pampa Gringa e sul sito, un vero contenitore di informazioni utili per chi vuole conoscere la Pampa Gringra, la Pampa Piemontese”.
Sul sito del Centro Studi Americanistici di Salerno si legge: “la notizia della scomparsa improvvisa di Adriana Cristina Crolla ci lascia senza parole. Il dolore è reso ancora più acuto e surreale dalla sua recente e vitale presenza a Salerno lo scorso maggio, dove aveva portato la sua consueta passione intellettuale e generosità scientifica. Ricordare Adriana oggi significa celebrare una delle studiose più lucide, appassionate e rigorose dei rapporti culturali tra Italia e Argentina. La sua relazione dello scorso maggio a Salerno, intitolata “El tango y la música popular italiana en la Pampa Gringa argentina según Carlos Carlino”, rappresenta la sintesi perfetta del suo intero percorso di ricerca e assume oggi quasi il valore di un testamento intellettuale. Adriana ci lascia un’eredità metodologica e umana potentissima. Ci insegna che la memoria dell’emigrazione non è un nostalgico museo del passato, ma un cantiere sempre aperto. Attraverso lo studio dei testi letterari e la raccolta delle micro-storie dei migranti, ci ha consegnato gli strumenti per capire la complessità delle identità transnazionali. La sua scomparsa improvvisa ci sconvolge perché spezza un dialogo scientifico e affettivo vivo, ma il suo lavoro monumentale sulla Pampa Gringa rimarrà come un faro per chiunque, in Italia e in America Latina, continuerà a indagare le storie di chi ha attraversato il mare in cerca di una nuova vita”.
Bruno Donna, presidente dell'Associazione Piemonte Cultura, ebbe modo di “collaborare con Alessandra Crolla, sin da quando, nel novembre 1922, con il gruppo folcloristico "Ij Danseur dël Pilon" ci recammo in Argentina. Nello scorso maggio, durante la sua visita in Piemonte, durante una conferenza a Moncrivello, ragionammo di approfondire la storia dei numerosi componenti della famiglia Greppi, moncrivellesi che ermigrarono in Argentina, a Buenos Aires. Poco prima di salire sull'aereo per tornare in Argentina, mi aveva scritto messaggi per dirmi che l'idea le piaceva e ci avrebbe lavorato con piacere”. (renato dutto*\aise)
* Cerèa – Piemontesi nel mondo