L’Ente Bergamaschi nel Mondo UK presenta il Programma 2026 tra memoria, identità e valori civili

LONDRA\ aise\ - Un “ponte tra passato e futuro”. Un ponte “capace di unire memoria storica, impegno civile e appartenenza culturale”. Così, l’Ente Bergamaschi nel Mondo ha ufficialmente presentato il proprio Programma 2026, un articolato calendario di iniziative culturali e commemorative volto a valorizzare la storia, i valori civili e il patrimonio spirituale italiano, con particolare attenzione alla comunità italiana residente nel Regno Unito.
Il programma si distingue per un forte impianto identitario e storico, proponendo una serie di ricorrenze significative che attraversano momenti fondamentali della storia italiana, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra gli italiani all’estero e le radici del proprio Paese.
Tra gli appuntamenti principali spiccano i 25 anni del diritto di voto degli italiani all’estero, un traguardo fondamentale nella partecipazione democratica della diaspora italiana. Tale conquista rappresenta il risultato della lunga battaglia del bergamasco Mirko Tremaglia, promotore della legge e primo Ministro per gli Italiani nel Mondo, figura determinante nel riconoscimento dei diritti civili degli italiani oltre confine. A questo si affianca il ventennale della Circoscrizione Estero, istituzione che ha reso possibile l’elezione diretta dei rappresentanti italiani nel Parlamento nazionale.
Particolare rilievo assume l’80° anniversario della Repubblica Italiana (1946–2026), insieme agli 80 anni del voto alle donne, momenti che segnano la nascita della democrazia moderna italiana e l’affermazione dei diritti civili.
Il programma include inoltre l’ottocentesimo anniversario di San Francesco d’Assisi, simbolo universale di pace e dialogo, e il 70° anniversario della tragedia dei minatori italiani in Belgio, memoria dolorosa ma fondamentale dell’emigrazione italiana, con particolare riferimento alla comunità bergamasca.
Attraverso incontri culturali, celebrazioni e iniziative comunitarie, l’Ente ha anche spiegato di voler offrire occasioni concrete di riflessione e partecipazione.
“Questo programma non è solo una commemorazione, ma un atto di responsabilità verso la nostra storia e le nuove generazioni”, ha commentato il Presidente dell’Ente, Radames Bonaccorsi Ravelli. “Ricordare significa costruire identità. E per noi, italiani all’estero, significa mantenere vivo il legame con le nostre radici, con la nostra cultura e con i valori che ci definiscono come comunità”. (aise)