Concluso in Afghanistan il progetto dell’AICS per la tutela di Bamiyan ed Herat

KABUL\ aise\ - Sviluppo sostenibile, tutela del paesaggio culturale e riqualificazione urbana nella valle di Bamiyan ed Herat: si è concluso in Afghanistan il progetto della Cooperazione Italiana avviato per promuovere la gestione del territorio, il turismo responsabile e la valorizzazione del patrimonio UNESCO.
Il progetto (AID 12090), avviato nel gennaio 2020 con un finanziamento di 1.050.000 euro da parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale tramite l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), è stato realizzato dal Laboratorio di Geografia Sociale dell’Università degli Studi di Firenze ed è intervenuto nelle città afghane di Herat e Bamiyan.
A seguito degli eventi dell’agosto 2021 e del mutato contesto politico, le attività sono state riorientate nell’ambito del Transitional Engagement Framework delle Nazioni Unite, operando a supporto diretto della società civile e senza interagire con le Autorità de facto.
Il paesaggio culturale è stato al centro di seminari svolti nel 2024 presso il Bamiyan Cultural Center (BCC) in collaborazione con l’Università di Bamiyan. Presso il centro è stato allestito, insieme allo Studio Azzurro, un percorso audio-visuale articolato in sei sale per illustrare la geografia, le risorse naturali, le architetture e le tradizioni della valle, affiancato da visite aperte ai giovani e agli studenti per sensibilizzare la popolazione sui rischi di erosione del territorio.
Di fronte al significativo incremento dei flussi turistici nella regione, il programma ha inoltre fornito supporto per la gestione sostenibile del settore attraverso tre azioni principali: corsi di formazione aperti alla società civile con un'ampia partecipazione femminile, l'avvio tecnico e finanziario di sei start-up nei servizi turistici (due delle quali gestite da donne) e la preparazione di un Sustainable Destination Plan per l’area di Bamiyan e Band-e Amir.
I risultati raggiunti configurano un modello integrato di intervento incentrato sulla società civile. L'impegno scientifico legato al progetto ha visto anche la realizzazione, nel novembre 2022, della Conferenza Internazionale "Cultural Heritage in Fragile Contexts", i cui esiti sono stati pubblicati nel volume curato da M. Loda e P. Abenante (Springer, 2024). Con la conclusione dei lavori, la Cooperazione Italiana e l'Università di Firenze confermano il sostegno ai processi di sviluppo economico e sociale nel Paese. (aise)