Ricerca e Cooperazione allo Sviluppo: siglato a Roma l'accordo tra AICS e CNR

ROMA\ aise\ - È stato firmato lunedì scorso, 2 marzo, presso la sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Accordo tra AICS e CNR che apre una nuova fase nelle relazioni tra il mondo della ricerca e quello della Cooperazione allo Sviluppo italiana. Alla presenza delle delegazioni dei due Enti, il Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Andrea Lenzi, e il Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), Marco Riccardo Rusconi, hanno firmato un Accordo Quadro volto a integrare eccellenza scientifica e interventi di sviluppo, con un focus prioritario sul continente africano.
Il Presidente Lenzi ha espresso la volontà di valorizzare ulteriormente il contributo italiano con progetti di cooperazione scientifica, attività di formazione e azioni di capacity building. Il CNR è l’unico ente di ricerca nazionale che offre una visione interdisciplinare, dall’agroalimentare alla chimica, alla fisica, ai trasporti, all’ingegneria, alle scienze umane e alla medicina. Inoltre, il CNR aggiunge alla ricerca di base un know-how per applicazioni industriali attraverso legami strategici con imprese italiane di eccellenza, facilitando il processo di public-private partnership.
Il Direttore Rusconi, dal canto suo, ha confermato il valore di questo importante partenariato che investe sulla ricerca – con particolare riferimento ai Paesi africani anche oggetto del Piano Mattei – come motore di sviluppo socio-economico, integrando le competenze tecniche dell'Agenzia con la specifica progettualità del CNR per rispondere alle più attuali sfide globali.
L’Accordo, come si legge nella nota del CNR, contribuisce ai cinque pilastri dello sviluppo sostenibile: Persone, Prosperità, Pace, Pianeta e Partenariati, coerentemente con gli Obiettivi Strategici e Agenda 2030. La presenza internazionale del CNR al fianco di AICS garantirà che le innovazioni tecnologiche si traducano in benefici concreti per le popolazioni locali, mediante un reciproco scambio di saperi tra Paesi. L'Accordo resterà in vigore per tre anni, con possibilità di rinnovo, segnando l'inizio di un percorso di "dialogo strutturato" per una cooperazione allo sviluppo italiana sempre più basata sulla conoscenza e sull'evidenza scientifica. (aise)