“Anatomie spontanee” in mostra a Roma

Nordine Sajot EXVOTO against war - courtesy the artist
ROMA\ aise\ - Verrà inaugurata venerdì 9 gennaio alle 18.00 nello spazio espositivo “Parentesi” di TWM Factory a Roma la mostra “Anatomie spontanee” curata da Paola Farfaglio e Benedetta Carpi De Resmini che, in questo progetto, hanno idealmente unito due percorsi che, in modi differenti, toccano il tema del cibo come elemento di condivisione, atto culturale, simbolo identitario e spazio di relazione. Il titolo richiama ciò che nasce senza essere previsto, ciò che cresce ai margini, nelle pieghe del vivente e dell’immaginazione.
Il progetto racconta elementi in trasformazione: quelli degli ingredienti, dei gesti che li plasmano, ma anche quelli dell’arte, che osserva, scompone e ricompone il reale. La mostra si propone come un invito a osservare come arte e cibo condividano un’anima comune: quella della trasformazione continua, del nutrimento reciproco, della possibilità che nasce ogni volta che si entra in relazione con la materia viva.
In mostra le opere di diversi artisti che hanno lavorato durante il 2025 per due progetti paralleli: Anatomie del Nutrimento, a cura di Cities Art Projects (con Caretto-Spagna e Gaia & Greta Scaramella), e Roots and Routes, realizzato da Latitudo Art Projects nell’ambito della piattaforma europea Magic Carpets (Camille Orlandini, Ombretta Gamberale e Gaia Scaramella). Entrambi i percorsi hanno coinvolto diverse comunità di Municipi III e XV a Roma.
Caretto–Spagna, artisti torinesi, mostreranno come le esperienze culinarie legate alla raccolta e trasformazione di piante spontanee o cavoli, durante il progetto aprono una riflessione sulla biodiversità e le relazioni interspecie.
Gaia e Greta Scaramella, rispettivamente artista e sociologa, mostreranno le esperienze laboratoriali legate al latte realizzate nella scuola Saxa Rubra. Entrambe le artiste hanno indagato il latte come alimento simbolico e culturale, dove il nutrimento diventa metafora di crescita, cura e condivisione.
Ombretta Gamberale presenterà un ricettario collettivo, Ricette memorabili, e una serie di incisioni nate dallo scambio di tradizioni culinarie: memorie familiari, ricette, disegni e stampe botaniche realizzate con erbe aromatiche essiccate. Il suo contributo, sviluppato sia con la casa famiglia L’Approdo di Spes contra Spem, e con i partecipanti della Biblioteca Galline Bianche, mette al centro il cibo come archivio affettivo, come luogo in cui l’intimità diventa racconto condiviso.
Camille Orlandini, artista francese in residenza presso Latitudo Art Projects, ha sviluppato - con la casa famiglia L’Approdo e con i partecipanti della Biblioteca Galline Bianche – il progetto Faire Pain Commun dedicato all’acqua e al pane, in particolare ai fiumi, il Tevere e il suo affluente Aniene, che lambiscono i quartieri nei quali ha svolto la residenza.
Infine, sarà presentato il lavoro dell’artista Nordine Sajot, Ex-voto against war. Durante la residenza al Centre Claude Cahun di Nantes, nell’ambito di Magic Carpets, l’artista ha sviluppato una nuova sezione dedicata ai gesti del mangiare come linguaggio corporeo, utilizzando immagini legate alla distribuzione di cibo a Gaza.
La sua installazione interroga con forza il cibo come arma politica di dominazione e, in particolare, la privazione alimentare come strumento di oppressione. Un’opera che restituisce il gesto quotidiano del nutrirsi nella sua dimensione più vulnerabile e urgente.
La mostra sarà visitabile dal 10 al 23 gennaio. L’ingresso è gratuito. (aise)