ArcheoSite: concluso il convegno del MiC su tutela, gestione e valorizzazione dei siti archeologici del bacino euromediterraneo

ROMA\ aise\ - Una rete internazionale di confronto permanente per discutere sulle best practices per la tutela, la gestione e la valorizzazione dei siti archeologici del bacino euromediterraneo. È questo il risultato di “ArcheoSite. Il presente dell’archeologia”, un convegno, tenutosi a Roma, promosso dal Ministero della Cultura - Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale e il Parco archeologico del Colosseo e curato dal Capo Dipartimento Alfonsina Russo, dal Direttore del PArCo Simone Quilici e dalle funzionarie archeologhe del PArCo Francesca Boldrighini e Astrid D’Eredità, conclusosi ieri con la terza e ultima sessione.
Oltre settanta i relatori tra studiosi, specialisti e responsabili di 37 siti archeologici dell’area euro mediterranea allargata che si sono confrontati nel corso di tre giornate di lavoro, svoltesi tra la Sala Spadolini del Collegio Romano e la Curia Iulia del Foro Romano, sulla salvaguardia, il management e la comunicazione del patrimonio culturale ereditato dalle antiche civiltà del Mediterraneo.
Durante la prima giornata, dedicata a “Tutela, restauro e monitoraggio”, sono state affrontate le diverse sfide poste alla tutela dei siti archeologici da fenomeni quali il cambiamento climatico, il rischio sismico, il turismo di massa, la convivenza con la vita quotidiana nei contesti urbani e i conflitti armati. Molti gli spunti emersi e le riflessioni maturate nel corso della giornata, frutto dei numerosi interventi, tra i quali, solo per citarne alcuni: l’esperienza del Parco archeologico dei Campi Flegrei degli ultimi anni focalizzata sulla “difesa della bellezza” in un’area ad alto rischio sismico, illustrata dal direttore Fabio Pagano, o la difesa del patrimonio del sito di Palmyra in un momento difficile, raccontata da Mohamad Saleh, Head of Tourism and Archaeology; il cantiere archeologico urbano di Crypta Balbi illustrato da Federica Rinaldi, direttore del Museo Nazionale Romano, con la necessità di renderne partecipe la cittadinanza di Roma e le attività che verranno messe in atto a tal fine e le diverse problematiche che interessano le necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia, legate alle specificità dei due siti, affrontate dal direttore Vincenzo Bellelli; gli interventi di recupero di Villa Adriana a Tivoli e della Villa di Tiberio a Sperlonga narrate da Elisabetta Scungio, Direttore Regionale dei Musei Nazionali del Lazio, e l’esperienza di integrazione del sito archeologico di Byblos nel tessuto urbano portata dalla direttrice Tania Zaven e da Sarkis Al Khoury, Direttore generale delle Antichità del Libano; fino all’intervento del direttore del parco archeologico di Petra, Yazan Mahodin, che ha lanciato il progetto di lanciare una rete tra le nuove sette meraviglie del mondo – Petra, il Colosseo, la Grande Muraglia, Macchu Picchu, Chicén Itzá, Taj Mahal e il Cristo Redentore di Rio de Janeiro – per condividere a livello globale le buone pratiche di gestione.
La seconda giornata, incentrata su “Gestione, bigliettazione e fundraising”, ha visto l’esposizione di diverse esperienze, sia pubbliche che private, in ambiti eterogenei, comprendenti anche la valorizzazione di siti minerari o di archeologia industriale, tra cui, ad esempio il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna¸ presentato dal direttore Roberto Rizzo che ha illustrato le attività mirate a coinvolgere i territori e le associazioni nel recupero della memoria della storia mineraria sarda e la sua trasmissione alle generazioni future, o il villaggio operaio di Crespi d’Adda, definito come “archeologia del presente” da Giorgio Ravasio, Presidente dell’Associazione che gestisce questo sito Unesco, capace di rigenerare il luogo in termini sociali, lavorativi e industriali. Di interesse anche le attività dei consorzi di gestione, come quello di Mérida Consorcio de la Ciudad Monumental capace di autosostenersi finanziariamente, come ha raccontato il suo direttore Félix Palma García, grazie agli introiti della bigliettazione e alla generazione di risorse proprie. Tra i diversi interventi, anche quelli di Lorenza Campanella e Dario Canino, che hanno illustrato l’introduzione dell’innovativo sistema di bigliettazione Musei Italiani promosso dalla Direzione generale Musei del MiC nel Parco archeologico dell’Appia Antica.
La terza giornata, dedicata a “Comunicazione, audience engagement, development”, ha visto tra le altre le relazioni di Antonella Traverso, direttrice del museo e dell’area archeologica di Balzi Rossi, che ha illustrato la recente evoluzione del sito – da sempre luogo di transito di flussi di migrazione – alla luce delle recenti evoluzioni migratorie; di Giorgia Montesano, property manager FAI di Villa Gregoriana a Tivoli, che ha narrato le diverse iniziative per il coinvolgimento del pubblico nella visita e nella conoscenza del parco; di Fabrice Denise, direttore del Museo storico di Marsiglia, che ne ha raccontato l’articolata programmazione culturale; di Jelena Andjelkovic Grasar, Senior research associate dell’Istituto di archeologia di Belgrado, che ha esposto il modello di tutela del patrimonio orientato alla comunità rappresentato dal Parco archeologico di Viminacium.
I lavori si sono infine conclusi con una tavola rotonda che ha visto protagonisti Aruna Francesca Maria Guijral, Direttore Generale ICCROM, Maurizio Di Stefano, Presidente Emerito ICOMOS, il Ten. Col. Paolo Befera del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Alfonsina Russo, Direttore del DiVA - Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, Massimo Osanna, Direttore Generale Musei, Simone Quilici, Direttore del Parco archeologico del Colosseo, Mirella Serlorenzi, Direttrice dell’ICA, e Giorgio Sobrà, direttore della Scuola di Alta Formazione di Matera dell’ICR.
Accanto alle sessioni plenarie e tematiche, il convegno ArcheoSite ha dedicato inoltre uno spazio specifico alla sessione poster, curata da Giulia Giovanetti funzionaria archeologa del PArCo, pensata come luogo di confronto aperto e dinamico tra esperienze di ricerca, progetti in corso e buone pratiche nel campo dell’archeologia, della tutela e della valorizzazione del patrimonio.
“Il convegno ArcheoSite pone in evidenza il linguaggio ormai comune nella pratica della gestione dei siti archeologici – ha dichiarato il Direttore del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del MiC, Alfonsina Russo - dalla manutenzione programmata al coinvolgimento delle comunità locali. Questo è l’inizio di una solida rete, costruita nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo allargato e che deve diventare permanente, a cui come Dipartimento e Ministero stiamo intensamente lavorando e che sta portando i suoi frutti”.
“Roma è la casa madre – ha aggiunto il Direttore del Parco archeologico del Colosseo, Simone Quilici – perché è il riferimento naturale nel bacino euro mediterraneo per i siti archeologici di età romana. E da qui può partire una rete importante con l’ambizione di divenire globale, capace di costituire un costante confronto sulle diverse soluzioni per la migliore conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico che, non va dimenticato”. (aise)