Fotografi siciliani del Novecento: arriva in libreria il libro di Monica Maffioli

ROMA\ aise\ - Uscirà nelle librerie mercoledì prossimo, 18 giugno, il libro della storica dell’arte e della fotografia Monica Maffioli Fotografi siciliani nel Novecento” (Giunti Editore, 416 pagine, 35 euro). Il volume presenta un’inedita narrazione unitaria della storia della fotografia siciliana del Novecento, mettendo a fuoco le sue specificità identitarie e culturali, in un alternarsi tra elementi di “sicilianità” e istanze di “radicale sconfinamento”.
Il libro verrà presentato a Roma, presso l’Istituto centrale per la grafica, Palazzo Poli, giovedì prossimo, 18 giugno, ore 17. Poi a Palermo, all’Accademia di Belle Arti di Palermo, il prossimo 8 ottobre; e infine a Firenze, Giunti Odeon, il prossimo 20 novembre.
Prodotto dalla Fondazione Carlo Levi di Roma, il progetto è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Il volume non segue le direttrici metodologiche che fino ad oggi hanno connotato gran parte degli studi storico-fotografici svolti in Italia, generalmente articolati secondo macro categorie, come la produzione amatoriale e professionale, documentaria e artistica, sociale e di ricerca, riferite per lo più a una visione nord-centrica; criteri che hanno contribuito a consolidare intorno a un ristretto numero di personalità ‘eccellenti’ la conoscenza della fotografia italiana ed esclusivamente alla celebrazione di alcuni ‘maestri’ della fotografia siciliana. Fotografi siciliani del Novecento dà voce invece a una collettività di interpreti, ignoti ai più, che tuttavia, nel loro insieme, hanno profondamente contribuito alla definizione di un’identità specifica della narrazione visiva italiana e di quella siciliana.
Maffioli precisa che “la volontà di compiere oggi una ricerca sulla fotografia del Novecento non nasce solo dalla necessità di approfondire l’indagine su coloro che ne sono stati gli autori e che in vario modo hanno contribuito alla nostra cultura visiva, ma anche dalla consapevolezza che, con la fine del XX secolo, si è conclusa una storia della fotografia e altre storie si stanno scrivendo nella contemporaneità”.
Il libro segue una partizione temporale articolata in quattro sezioni, che attraversano il Novecento e restituiscono, di volta in volta, mutazioni di sguardo e di linguaggio. Al passaggio del secolo apre il racconto a cavallo tra Otto e Novecento, tra esposizioni fotografiche, cultura del Grand Tour, terremoto del 1908 e costruzione di un immaginario dell’isola oscillante tra stereotipo e narrazione verista, dove convivono figure di letterati e artisti, come Federico De Roberto, Giovanni Verga, Wilhelm von Gloeden, e atelier locali, ad esempio di Crupi, Incorpora, Mauro, impegnati nella rappresentazione di una Sicilia insieme reale e mitizzata. Con Imago loci. Espressioni identitarie della fotografia siciliana nella prima metà del Novecento emergono il consolidarsi di modelli visivi e le loro incrinature, tra fotografia artistica e pratiche vernacolari, fino alle tensioni sociali e politiche che attraversano immagini e territori, tra sperimentazioni e propaganda (Eugenio Bronzetti, Adele Gloria, Angelo Maltese, Luigi Pirrone, solo per citarne alcuni). Nella sezione Il secondo dopoguerra: le stagioni della fotografia neorealista e umanista il racconto si sposta sul piano dell’indagine e dell’impegno: la fotografia documenta le diseguaglianze, le trasformazioni sociali e le ferite del Sud, come nelle inchieste sulle condizioni abitative o nelle esperienze editoriali come la rivista «Sicilia», alla quale partecipano autori che fanno della fotografia uno strumento di testimonianza e allo stesso tempo di ricerca autoriale (ad esempio Calogero Cascio, Fosco Maraini, Melo Minnella, Nicola Scafidi, Enzo Sellerio). Infine, Ri-conoscere l’isola: vista da dentro, vista da fuori segna il passaggio a uno sguardo sempre più consapevole e plurale: dai reportage sulla mafia alle indagini di carattere sociale, fino ai nuovi linguaggi visivi che ridefiniscono il rapporto tra chi guarda e il territorio (tra questi, Letizia Battaglia, Giovanni Chiaramonte, Giuseppe Leone, Ferdinando Scianna, Giuseppe Tornatore). Completa il volume una sezione di ‘Apparati’ tra cui il Repertorio dei fotografi, circa 300 schede biografiche che costituiscono il primo tentativo di mappatura degli autori siciliani attivi nel XX secolo e un indispensabile supporto per la ricerca storico fotografica.
Fotografi siciliani del Novecento restituisce così una storia corale, fatta di sguardi molteplici e spesso invisibili, che nel loro insieme ridisegnano l’immagine dell’isola e il suo posto nella cultura visiva italiana. (aise)