Gli insospettabili: da Goethe a David Bowie, la pittura come seconda vita nel saggio di Mimmo Di Marzio

ROMA\ aise\ - Gli acquerelli nostalgici di Hermann Hesse, i ritratti rock di Paul McCartney e David Bowie, i disegni erotici di Federico Fellini, i paesaggi della campagna inglese di Winston Churchill, le litografie pop di Johnny Deep.
Tanti personaggi celebri, un’unica (quasi) segreta grande passione: la pittura. Di questo scrive Mimmo Di Marzio ne Gli insospettabili. Da Goethe a David Bowie, la pittura come seconda vita (Giunti Editore – Collana Insiders; 25 euro) in libreria dal 20 maggio.
Quasi un saggio romanzato, in cui Di Marzio racconta la storia umana e psicologica di coloro che non hanno saputo accontentarsi della propria celebrità nella letteratura, nello spettacolo o nella politica, ma hanno cercato e trovato sulla tela la via per raggiungere il proprio equilibrio interiore.
Questa “necessità pittorica” ha in molti casi generato risultati sorprendenti, al punto che oggi molti di questi artisti paralleli sono finiti nelle collezioni dei musei o nelle grandi collezioni private. Il libro si snoda attraverso una serie di ritratti che narrano, non senza aneddoti divertenti e immagini delle opere, il percorso avventuroso da outsider nell’affascinante mondo dell’arte.
Mimmo Di Marzio è giornalista, critico d’arte e curatore. Già docente di Editoria per l’Arte all’Accademia di Brera, ha al suo attivo numerose mostre e saggi critici. Da molti anni scrive d’arte e di mercato dell’arte per le pagine culturali del quotidiano “Il Giornale”. (aise)