Il Medio Oriente oltre i cliché: a Firenze torna Middle East Now tra storie di resilienza, diritti e "Radical Movements"

FIRENZE\ aise\ - In un momento storico cruciale, il festival Middle East Now torna a Firenze dal 6 all’11 ottobre al Cinema La Compagnia, al Cinema Astra e altre location della città. Organizzata dall’associazione Map of Creation con la direzione artistica di Lisa Chiari e Roberto Ruta, la 17ª edizione presenta un programma multidisciplinare di 33 film e documentari, mostre e progetti artistici, talk su temi della geopolitica, performance e progetti speciali ideati per favorire il dialogo interculturale e scardinare i cliché mainstream.
Il tema di questa edizione è "RADICAL MOVEMENTS": l’immaginazione artistica che si fa azione e reazione di fronte all'instabilità del presente. Quando un'idea diventa movimento? Cosa le conferisce il potere di muovere le persone e le società? La storia umana è fondamentalmente una storia di movimento. Il movimento viene inteso sia come spinta al cambiamento interiore e comunitario, sia come migrazione: non solo fuga forzata da guerre, ma anche opportunità di scoperta e strumento per immaginare futuri diversi.
"Il cinema e le arti visive hanno il potere straordinario di scardinare i cliché e le narrazioni unidimensionali a cui siamo abituati”, dichiarano Lisa Chiari e Roberto Ruta direttori artistici di Middle East Now. “In questa diciassettesima edizione vogliamo offrire ancora una volta uno sguardo autentico, complesso e vitale sul Medio Oriente, superando i pregiudizi geografici e culturali. Il festival non è solo grande cinema, ma un percorso corale fatto di dibattiti, mostre, eventi e condivisione legata al cibo: linguaggi diversi che si intrecciano perché tutto, qui, concorre a unire e a creare connessioni. Portiamo a Firenze storie intime, umane e quotidiane capaci di parlare al presente, trasformando le sale del Cinema La Compagnia, del Cinema Astra e di tanti altri luoghi della città in spazi d'incontro e di empatia necessari”.
PROGRAMMA CINEMA: I TITOLI CHIAVE DI QUESTA EDIZIONE
L’Iran e la resistenza femminile - Serata di apertura e chiusura
Opening Night (martedì 6/10) con il documentario “A Fox Under a Pink Moon” di Mehrdad Oskouei e Soraya Akhalaghi. Vincitore dell’ultimo IDFA, unisce 5 anni di riprese con il cellulare della protagonista in fuga da un matrimonio violento. Il regista Mehrdad Oskouei sarà a Firenze, protagonista di una conversazione-masterclass dal titolo “Iran: chi non ha voce, ha una camera”.
Chiude il programma (domenica 11/10) l'anteprima mondiale del film “Women of Revolution”, in cui la regista Mina Akbari, ospite del festival, partendo da un episodio della sua vita in cui si scontra con la polizia morale, ripercorre quarant'anni di battaglie per i diritti delle donne in Iran e analizza il ruolo e le mancanze delle politiche nella tutela della popolazione femminile.
Focus Palestina: la resilienza attraverso l'ironia e lo spirito di comunità
“Palestine Comedy Club” di A. Aliabdallah (anteprima italiana – domenica 11/10): si può fare stand-up comedy sotto occupazione? Sei comici palestinesi, divisi da muri, checkpoint e passaporti diversi, decidono di sfidare l'assurdo e partono per una tournée provocatoria ed esilarante tra la Palestina e Israele.
“House of Hope”, il pluripremiato documentario della regista Marjolein Busstra, che sarà in sala (anteprima italiana – domenica 11/10), viaggio dentro un sistema scolastico virtuoso in Cisgiordania, dove Manar e suo marito Milad guidano la House of Hope, una scuola elementare Waldorf che cura i traumi dei bambini attraverso l'arte e la non violenza.
E ancora “Gaza's Twins, Come Back to Me” di Mohammed Sawwaf (prima italiana – sabato 10/10) racconto della lotta di una madre che cerca di riunirsi ai suoi due figli gemelli separati alla nascita dalla guerra.
Focus Libano: memoria culturale contro la guerra
“The Silence of the Plain” (anteprima assoluta – venerdì 9/10), storia personale della regista Zeina Sfeir, che sarà presente in sala, sulla crescita all'ombra della guerra e della paura, e sulle implicazioni che la mancanza di una vera riconciliazione e di un'elaborazione del lutto hanno sulla società libanese contemporanea.
“Souraya Mon Amour” di Nicolas Khoury (anteprima italiana con il regista – sabato 10/10), commovente riflessione su amore, perdita e memoria legata al grande regista Maroun Baghdadi.
Voci da Afghanistan, Egitto, Iraq, Siria
L'Egitto con il film fresco candidato agli Oscar, “The Stories” di Abu Bakr Shawky (anteprima assoluta – venerdì 9/10) un affresco cinematografico di vent'anni di storia egiziana, con protagonista Ahmed, un ragazzo di umili origini con un talento immenso per il pianoforte, che instaura un legame indissolubile con Liz, ragazza che ha risposto al suo annuncio per trovare un amico di penna. Travolgente lettera d'amore alla musica, alla resilienza e a quell'unica, straordinaria persona capace di cambiarci la vita per sempre.
Dall’Iraq, l’anteprima italiana alla presenza della regista del potente e intimo documentario “Flana” di Zahraa Ghandour, sul tema delle bambine irachene abbandonate, maltrattate e persino uccise perché considerate indesiderate (martedì 6/10).
Dalla Siria “One in a million” di Itab Azzam e Jack MacInnes, premiato come miglior documentario al Sundance festival, racconta l'epico viaggio di una ragazza dalla Siria alla Germania e ritorno e le complessità dell'esperienza dei rifugiati (sabato 10/10).
L’Afghanistan sul grande schermo domenica 11 ottobre con la prima, alla presenza della regista, dello straordinario documentario “Writing Hawa” di Najiba Noori e Rasul Noori, testimonianza toccante del coraggio della protagonista Hawa, che impara a leggere e scrivere a 40 anni, e i cui sogni oggi tremano davanti al ritorno dei talebani.
Nei giorni del Festival arte, musica, teatro e spazi di confronto saranno ospitati in diversi luoghi della città secondo il programma pubblicato sul sito. (aise)