Intorno a Salomé: le opere di Cesare Peverelli alla Galleria Pallavicini di Ravenna

RAVENNA\ aise\ - Verrà inaugurata sabato prossimo, 9 maggio, alle 18.30 nello spazio espositivo Pallavicini 22 Art Gallery a Ravenna la retrospettiva di Cesare Peverelli “Intorno a Salomé” a cura di Flaminio Gualdoni e Luca Maggio.
La mostra – ad ingresso libero – rimarrà allestita fino al 23 maggio e sarà aperta al pubblico dal giovedì al sabato feriali dalle 17 alle 19.
La mostra “Intorno a Salomé” raccoglie un gruppo scelto di opere su carta e su tavola di Cesare Peverelli, variamente collegate al suo opus magnum, Salomé, che lo impegna a partire dal 1977 e che si compie nel 1988: i primi disegni sono esposti nel 1979 da Grafica Annunciata a Milano, mentre del 1996 è la mostra integrale del ciclo dei grandi dipinti e del vasto telero complessivo al Musée des Beaux-Arts di Pau, accompagnato da una fondamentale Correspondance con Michel Butor.
Peverelli – stretto sodale di musicisti come Franco Donatoni, Giuseppe Sinopoli, Paul Méfano – si confronta esplicitamente con l’opera di Richard Strauss, della quale offre una versione in bilico tra narrazione, sogno, incubo.
Cesare Peverelli (Milano, 1922 – Parigi, 2000). Studia a Brera sotto la guida di Achille Funi. Nel 1941 vince il Premio Junker. Nel 1942 il Premio Bergamo. Nel 1944 è la sua prima personale alla Galleria del Milione. Nel 1948 è tra i fondatori della rivista “Pittura”. Legge Freud, Fraser, Lèvy-Bruhl, Durkheim, Lèvi-Strauss. Nel 1950 dipinge i primi quadri eseguiti automaticamente. È di questi anni il sodalizio con Crippa e Dova. Nel 1951 è tra i firmatari del Manifesto Spaziale. Nel 1954 i segni evocano creature simili a insetti. Dedica una serie di questi quadri a Dylan Thomas. Nel 1957 si trasferisce a Parigi ed entra nella Galerie du Dragon. Gli insetti iniziano a trasformarsi in personaggi, città, ponti, nascite. È sempre del 1957 la personale alla Galerie Alexandre Jolas a New York. Nel 1960 partecipa con una personale alla XXX Biennale di Venezia. Nello stesso anno, il soggiorno estivo in Bretagna farà spiccare il volo a Les Mouettes (I gabbiani). Dal 1963 l’amicizia con Line e Patrick Waldberg lo conduce a Seillans, che diviene per due anni la sua residenza abituale. Vi si stabiliscono anche Dorothea Tanning e Max Ernst con i quali nasce un’amicizia. Tra il 1963 e il 1965 compaiono Le crisalidi e I labirinti e nel soggiorno a New York, del 1966, prenderanno forma i Campi di vetro. Seguono fra gli anni ’70 e ’80 i cicli de L’atelier de l’artiste, Rituale, Salomé e Tristano e Isotta. Nei primi anni ’90 si dedica alla ceramica.
Promossa e organizzata da CARP Associazione di Promozione Sociale, Spazio Espositivo PALLAVICINI 22 Art Gallery, Archivio Collezione Ghigi-Pagnani, la mostra si avvale del patrocinio di Assemblea legislativa Regione Emilia Romagna, Comune di Ravenna Assessorato alla Cultura, Accademia di Belle Arti di Ravenna, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale e del sostegno di SAGEM srl, Gruppo SAPIR, La BCC Ravennate Forlivese e Imolese. (aise)