L’eredità di san Francesco, 800 anni dopo: due percorsi espositivi a Palazzo Sciarra Colonna

Arch. Cap. S. Pietro b87 ©Biblioteca Apostolica Vaticana
ROMA\ aise\ - A ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, la sua eredità torna a interrogare il presente: come hanno inciso nel tempo i valori della predicazione francescana nell’arte e sulla vita concreta delle comunità? È da questa domanda che nasce la volontà di Fondazione Roma di celebrare la figura e l’eredità del Santo di Assisi attraverso due progetti espositivi complementari, che hanno preso il via lo scorso 7 ottobre e che fino al 10 gennaio saranno ospitati a Palazzo Sciarra Colonna, a Roma, nell’ambito del programma di riapertura del Museo del Corso – Polo museale per la stagione 2026-2027. La proposta intreccia arte, spiritualità, storia ed economia e restituisce la straordinaria attualità del messaggio francescano attraverso due diverse prospettive: da un lato, la rappresentazione di San Francesco nella storia dell’arte, dal Duecento alla contemporaneità, dall’altro il rapporto tra la predicazione francescana, economia e nascita dei Monti di Pietà.
Si parte con la mostra “Sulle tracce di Francesco. Arte, restauro e contemporaneità”, a cura di Alessandro Zuccari, Accademico dei Lincei e Professore emerito della Sapienza.
Patrocinata dal Dicastero per l’Evangelizzazione, raccoglie 28 opere che ripercorrono le trasformazioni iconografiche del santo nei secoli. Dall’intimo San Francesco in meditazione di Caravaggio al potente San Francesco riceve le stimmate di Tiziano, dalla visione de San Francesco riceve le stimmate di El Greco a San Francesco abbraccia Cristo crocifisso di Murillo, fino all’Estasi di san Francesco di Piazzetta, il pubblico è accompagnato in un coinvolgente percorso espositivo che unisce in un dialogo serrato i più grandi maestri della storia dell’arte.
Frutto di una rigorosa ricerca scientifica, la mostra è stata realizzata grazie a prestiti provenienti da prestigiose istituzioni culturali, fra cui la Biblioteca dell'Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, la Pinacoteca Vaticana, la Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, il Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza, il Museo Civico Ala Ponzone di Cremona.
“Sulle tracce di Francesco” si distingue per alcune peculiarità, a partire dall’esposizione di soggetti inediti e importanti interventi di restauro realizzati grazie all’impegno di Fondazione Roma. Il San Francesco medita sul crocifisso di Ludovico Carracci proveniente dai Musei Capitolini, il San Francesco in preghiera con il crocifisso di Gerolamo Muziano e La visione di san Francesco consolato dalla musica di un angelo di Biagio Miniera sono le opere restituite al pubblico per l’occasione. In evidenza anche il legame di Francesco con la Capitale e le grandi famiglie nobiliari romane. A testimoniarlo, la ricostruzione visiva di un raro dossale musivo di fine Duecento: il frammento, finora sconosciuto al grande pubblico, fu realizzato per la cappella della Santa Croce in Santa Maria in Aracoeli e trasferito nel Seicento in Palazzo Colonna ai Santi Apostoli, dove san Francesco è raffigurato come protettore del senatore Giovanni Colonna.
Il percorso si arricchisce con la varietà di linguaggi che definisce l’espressione artistica contemporanea: dall’inedito Il Nuovo Cantico di Omar Galliani, esposto in dialogo con la pittura figurativa di Stefano Di Stasio, alle due creazioni che arrivano dalla Fondazione Berengo, l'invito al silenzio di Jaume Plensa con la scultura in bronzo Silent Maria e Scar di Fatinha Ramos, l'opera in vetro di Murano che rivela il silenzioso legame tra esperienza fisica ed emotiva.
Afferma il curatore, Alessandro Zuccari, “come emerge dalle opere in mostra, Francesco, dal XIII secolo non ha smesso di esercitare un grande fascino e ancor oggi ci interroga e ci invita a riflettere con la sua “forza di contemporaneità””.
Oltre allo sguardo retrospettivo, la mostra si proietta anche verso il futuro, coinvolgendo attivamente le nuove generazioni. Grazie alla collaborazione con il Liceo Artistico Via di Ripetta, gli studenti realizzeranno nel periodo della mostra - in uno spazio dedicato all’interno del Museo - un’opera site-specific a tema francescano che sarà infine donata al Villaggio Fondazione Roma, struttura creata per migliorare la vita a persone colpite da Alzheimer e Parkinson.
“Sulle tracce di Francesco” rappresenta infine l’occasione per l’avvio di un progetto pilota di accessibilità partecipata, rivolto a persone con disabilità uditive, visive e cognitive, a pazienti affetti da Alzheimer, ai migranti e a persone con diversi gradi di alfabetizzazione culturale, in perfetta coerenza con il messaggio universalistico di san Francesco d’Assisi. In occasione della mostra, saranno presentate le nuove acquisizioni della Collezione permanente della Fondazione Roma: opere di artisti di fama assoluta quali Domenichino, Gentileschi, Ribera.
Parallelamente la narrativa prosegue con “Dalla predicazione francescana ai Monti di Pietà”, a cura di Fra Lorenzo Turchi, Docente alla Pontificia Università Antonianum, percorso che mette in dialogo l’Archivio storico della Fondazione con prestigiosi prestiti da parte di enti terzi, tra cui la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Biblioteca storico-francescana e picena San Giacomo della Marca di Falconara Marittima, l’Archivio storico del Comune di Ripatransone, la Biblioteca Multimediale "Romualdo Sassi del Comune di Fabriano e la Biblioteca Guarnacci del Comune di Volterra, per raccontare il rapporto tra francescanesimo ed economia e, in particolare, la nascita dei Monti di Pietà, istituzione sorta nel Quattrocento grazie soprattutto all’azione dei frati dell’Osservanza, con l’obiettivo di contrastare l’usura e promuovere forme di credito rivolte alle fasce più fragili della popolazione.
La mostra consente di valorizzare una parte importante del patrimonio della Fondazione e, al tempo stesso, di mettere in relazione la storia del Monte con ulteriori documenti relativi alla tradizionale attività di assistenza e solidarietà della Cassa di Risparmio di Roma, da cui trae origine proprio l’attuale Fondazione Roma.
Il percorso dell’Archivio storico della Fondazione Roma, che custodisce il fondo archivistico dei Monti di Pietà di Roma, consente di entrare nel vivo della storia dell’istituzione attraverso documenti che ne testimoniano le origini, l’organizzazione e l’evoluzione. Tra i materiali esposti figurano la bolla di Paolo III Farnese del 9 settembre 1539, con la quale viene istituito il Monte di Pietà di Roma, il verbale della prima Congregazione del Sacro Monte della Pietà di Roma, dell’11 aprile 1540, e la copia degli Statuti del Sacro Monte della Pietà di Roma sottoscritti nel 1565 dal cardinale Carlo Borromeo.
Il racconto si apre quindi a una più ampia storia della predicazione francescana e al suo rapporto con le comunità urbane. Tra le testimonianze più significative figura il quattrocentesco Sermones dominicales di Giacomo della Marca, esponente dell’Osservanza francescana e discepolo di san Bernardino da Siena. Il codice documenta l’intensa attività di predicazione dei frati e la promozione di pratiche economiche ispirate ai principi della carità, della solidarietà e del sostegno ai ceti più deboli. Dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, con cui Fondazione Roma ha intrapreso una collaborazione pluriennale, provengono alcuni dei più significativi prestiti della mostra, tra cui il Liber conformitatum di Bartolomeo da Pisa e il Consilium montis pietatis di Fortunato da Perugia, accanto a manoscritti liturgici medievali, incunaboli, opere a stampa e testimonianze numismatiche. Completano il percorso importanti prestiti da istituzioni bibliotecarie e archivistiche italiane. Particolare attenzione è dedicata anche agli strumenti di mediazione culturale. Il facsimile del Leggendario Ungherese Angioino permette ai visitatori di esplorare direttamente le miniature dedicate alla vita di san Francesco e di approfondire la diffusione europea della sua figura e del suo culto.
“La mostra - dichiara fra Lorenzo Turchi - offre l’occasione di incontrare documenti di straordinaria bellezza, nei quali la memoria di san Francesco e della tradizione francescana prende forma attraverso la scrittura, le immagini e la materia stessa dei manoscritti. Non sono soltanto fonti da interrogare, ma testimonianze vive, capaci di raccontare come il messaggio di Francesco abbia attraversato i secoli, incidendo profondamente sulla vita religiosa, sociale ed economica delle comunità”.
"Le due mostre nascono da uno stesso intento: rileggere l’eredità di Francesco attraverso due percorsi distinti e complementari, che permettono di guardare alla sua figura tanto attraverso la storia dell’arte e la valorizzazione del patrimonio, quanto attraverso il rapporto tra predicazione, economia e società”, il commento del Presidente della Fondazione Roma, Franco Parasassi. (aise)