Les femmes: la figura femminile nell’arte al Gamec di Pisa

PISA\ aise\ - Inaugura oggi pomeriggio presso il GAMeC CentroArteModerna di Pisa (Lungarno Mediceo 26) la mostra "LES FEMMES / La Figura Femminile nell’Arte" ideata, ordinata e curata da Massimiliano Sbrana.
“La presenza femminile accompagna la storia dell’umanità fin dai suoi inizi, ma ciò che colpisce oggi è come questa presenza, un tempo inscritta in simboli arcaici e figure rituali, continui a trasformarsi e a generare nuove letture”, scrive il curatore. “Le prime testimonianze — le celebri figure paleolitiche, spesso interpretate come emblemi di fertilità o potere generativo — non sono soltanto reperti archeologici: sono il segno di un immaginario in cui la donna incarnava la forza primaria della vita e dell’ordine sociale. Con il passare dei secoli, l’immagine femminile è diventata uno dei grandi motori dell’arte. Ogni epoca ha costruito la propria idea di donna, attribuendole ruoli mutevoli: madre, guida spirituale, tentazione, musa, corpo ideale, corpo politico. Le arti figurative hanno continuamente riscritto questa presenza, modellandola secondo i codici estetici del tempo e, soprattutto, secondo il modo in cui la società definiva il femminile”.
“Per molti artisti del passato, - riflette Sbrana – la donna era innanzitutto una forma da contemplare e interpretare: un archetipo attraverso cui misurare la bellezza, la fragilità, la forza, la complessità dell’essere umano. La figura femminile diventava così un luogo di proiezione, un ideale che l’artista cercava di raggiungere o di comprendere, spesso intrecciando desiderio, introspezione e ricerca estetica. La contemporaneità, però, ha cambiato radicalmente il quadro. Oggi l’immagine della donna non è più soltanto un soggetto da rappresentare, ma un territorio critico in cui si intrecciano identità, politica, memoria e corpo. Le artiste — e molti artisti — interrogano il femminile come spazio di autonomia, di resistenza, di ridefinizione. Le tecniche si moltiplicano: fotografia, video, performance, linguaggi digitali, pratiche partecipative. L’immagine non è più un’icona immobile, ma un processo, un campo aperto in cui si discutono stereotipi, si smontano narrazioni, si costruiscono nuove possibilità”.
In questo senso, conclude, “il percorso della “donna nell’arte” non è una semplice sequenza di rappresentazioni, ma una storia di trasformazioni profonde. Dalle prime figure votive alle ricerche più sperimentali del presente, il femminile continua a essere un luogo di interrogazione e di rinnovamento, capace di riflettere i cambiamenti culturali e di anticipare quelli futuri. È un dialogo in continua evoluzione, che oggi più che mai si apre a prospettive plurali, ibride, libere”.
In esposizione le opere di Pietro Annigoni, Silvia Arrighetti, Troy Argyros, Stefano Ballantini, Alberto Berti, Michele Bracciotti, Monica D'Agord, Antonina Chaban, Daniela Carta, Domenico Cantatore, Graziella Castelli, Paolo Citarella, Sylvia Garro, Anna Maria Guarnieri, Renato Guttuso, Mauro Martin, Luigi Norelli, Silvia Pierucci Sapio, Lisandro Ramacciotti, Marialuisa Sabato Alessandro Volpi, Tono Zancanaro
La mostra rimarrà aperta fino all’11 marzo con aperture straordinarie nelle domeniche del 1° e 8 Marzo. (aise)