Premio Tratturo Magno 2026: transumanza come linguaggio del mondo nella VI edizione

L’AQUILA\ aise\ - Dall’Abruzzo alla Spagna, fino alla Cina, al Brasile e alla Repubblica di Moldova: la sesta edizione del Premio Letterario Internazionale “Il Tratturo Magno” conferma una vocazione ormai pienamente internazionale, trasformando l’antica civiltà della transumanza in uno spazio contemporaneo di incontro tra culture, memorie e visioni.
La presenza di autori e contributi provenienti da Paesi tanto diversi (il 31 ottobre la cerimonia di premiazione a L’Aquila) restituisce al Premio una peculiarità di particolare rilievo: il Tratturo non è più soltanto luogo della memoria, ma diviene una grammatica universale capace di raccontare mobilità, identità, paesaggio, appartenenza e futuro.
In questo orizzonte assume un significato speciale il dialogo tra Abruzzo e Spagna, territori uniti da una radice pastorale antica e profonda. La transumanza, riconosciuta dall’UNESCO quale Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, accomuna infatti Italia e Spagna in una stessa eredità mediterranea di cammini, saperi, comunità e paesaggi modellati nei secoli dal movimento stagionale delle greggi.
CASA ABRUZZO – La Casa degli Abruzzesi in Spagna aveva aperto, nella precedente edizione 2025, un significativo ponte progettuale tra questa memoria abruzzese e la sua naturale dimensione europea: il progetto “Solchi, voci, memorie e futuro lungo il Tratturo a Navelli” si classificò al secondo posto nella sezione Progetti, indicando una prospettiva capace di coniugare tutela del patrimonio immateriale, partecipazione intergenerazionale e nuova fruizione culturale dei territori.
La crescita internazionale registrata nel 2026 conferma, dunque, la lungimiranza di un Premio che, pur saldamente radicato nell’identità dell’Abruzzo e nel legame storico con la Puglia, ha saputo aprirsi al mondo senza disperdere la propria autenticità.
Un risultato che rende merito all’Associazione Tratturo Magno 4.0, alla qualità dei contenuti proposti e a un’organizzazione puntuale e rigorosa in ogni fase del Premio: dal bando alla selezione, dalla valorizzazione degli elaborati alla costruzione della giornata conclusiva del 31 ottobre. Un modello culturale capace di custodire la memoria e, insieme, di renderla viva, condivisa e generativa. (aise)