“Racconti di Donne” al Gamec di Pisa

PISA\ aise\ - Inaugura oggi al GAMeC - CentroArteModerna di Pisa, sotto la direzione di Massimiliano Sbrana, “Racconti di Donne”, una nuova e significativa tappa del suo impegno nella valorizzazione delle ricerche artistiche contemporanee. La mostra, ospitata negli storici spazi affacciati sul Lungarno Mediceo, sarà visitabile fino al 22 aprile.
“C’è un filo che attraversa “Racconti di Donne”, ma non è un filo unico, lineare o prevedibile: è un intreccio fitto, una trama complessa fatta di sensibilità, memorie, tecniche e visioni che si incontrano, si sfiorano e talvolta si contraddicono, generando un dialogo vivo e sorprendente”, scrive Sbrana. “La collettiva riunisce cinque artiste contemporanee — Anita Arrighi, Germana Bartoli, Anna Maria Domicelli, Anna Barbara Olszewska e Anna Paglia — che trasformano la propria esperienza in linguaggio visivo, ciascuna con una voce distinta, riconoscibile, necessaria, e che insieme compongono un mosaico di sguardi sul mondo femminile e, più in generale, sull’esperienza umana”.
“In un momento storico in cui l’arte continua a interrogare il presente e a ridefinire i confini dell’immaginazione, - sottolinea il curatore – questa mostra si presenta come un invito all’ascolto: non un ascolto passivo, ma un ascolto attento, capace di accogliere la pluralità dei percorsi femminili che si intrecciano nelle sale del GAMeC di Pisa. Le opere esposte attraversano territori diversi — l’interiorità, la materia, la memoria, il tessile, la figura umana, la cosmologia — eppure, pur nella loro eterogeneità, condividono una tensione comune: la ricerca di un’espressione autentica, capace di superare il visibile per raggiungere ciò che vibra sotto la superficie delle cose, ciò che spesso non si dice ma si percepisce, ciò che appartiene alla sfera dell’intuizione più che a quella della descrizione. Il titolo Racconti di Donne non vuole definire un’identità femminile univoca — sarebbe impossibile, oltre che riduttivo — ma celebrare la molteplicità delle esperienze che queste artiste incarnano. Ogni opera è un frammento di vita, un gesto che diventa narrazione, un’immagine che si fa voce, un tassello di un racconto più ampio che non pretende di essere esaustivo, ma che si apre, si espande, si moltiplica. La mostra non propone un manifesto, non cerca di imporre una lettura, ma offre uno spazio di risonanza in cui ogni visitatore può trovare un proprio punto di contatto, un’emozione, un ricordo, una domanda”.
Le cinque protagoniste portano in mostra universi molto diversi tra loro. Anita Arrighi “lavora con il tessile come fosse un’estensione della memoria: ogni filo, ogni trama, ogni colore diventa racconto, gesto, ricordo”; Germana Bartoli “con la sua formazione accademica e gli anni dedicati alla Storia dell’arte, esplora invece il silenzio come luogo dell’anima”; Anna Maria Domicelli “porta in mostra la forza della sperimentazione”; dalle opere di Anna Barbara Olszewska, stilista d’Alta Moda e pittrice, “emerge invece una malinconia sottile, una delicatezza introspettiva che avvolge i volti e i corpi rappresentati”; infine, Anna Paglia “porta lo sguardo verso il cielo. Le sue costellazioni, le sue galassie, i suoi multiversi non sono semplici rappresentazioni astronomiche: sono visioni, mappe interiori, tentativi di dare forma all’infinito”.
Tutte le artiste saranno presenti alla inaugurazione di oggi pomeriggio alle 17.30. (aise)