Italia regina dei matrimoni stranieri: 16.700 in un anno (+9,8%)

ROMA\ aise\ - Sono sempre di più le coppie straniere che scelgono l’Italia come destinazione d'elezione per sposarsi. Il settore ha non solo superato la fase di recupero post-pandemico, ma è entrato in una fase di crescita strutturale senza precedenti. 16.700 i lieti eventi celebrati in Italia in un anno (+9,8%), con una scelta che varia in giro per l’Italia (la Toscana la più ambita) e che proviene principalmente dagli Stati Uniti ma che si sta aprendo anche da altri parti del mondo, compresi quelli a lungo raggio.
Sono alcuni dei dati emersi durante la presentazione del nuovo rapporto di settore svoltasi oggi a Roma, presso il The St. Regis. L'indagine è il frutto del lavoro dell’Osservatorio Destination Wedding in Italy di Convention Bureau Italia e della sua divisione Italy for Weddings, che certifica così il suo valore di hub strategico nazionale capace di aggregare, coordinare e indirizzare l'intera filiera della wedding industry italiana sui mercati internazionali.
All’appuntamento, che ha delineato le traiettorie di un comparto sempre più centrale per l’economia nazionale, hanno preso parte la Ministra del Turismo, Daniela Santanchè, l’assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, la presidente di Convention Bureau Italia, Carlotta Ferrari, e il direttore Tobia Salvadori.
La ricerca, sviluppata dal Centro Studi Turistici di Firenze sotto la regia di Convention Bureau Italia e Italy for Weddings, evidenzia innanzitutto una crescita record dell’indotto. Il 2025 segna un traguardo storico per il settore, che ha superato la soglia di 1,1 miliardi di euro di fatturato, registrando un incremento del 19,6% rispetto all’anno precedente. Le celebrazioni di coppie straniere sul suolo italiano sono salite a circa 16.700 eventi (+9,8%), generando oltre 3 milioni di pernottamenti. Numeri che certificano il ruolo di Italy for Weddings non solo come osservatore, ma come acceleratore di un driver turistico fondamentale, capace di attivare una filiera complessa che va dall'accoglienza di lusso ai servizi professionali specializzati.
La domanda estera si conferma estremamente solida. Gli Stati Uniti consolidano la loro posizione di leader assoluto, rappresentando da soli il 31,7% delle richieste totali, seguiti da Regno Unito e Germania. Tuttavia, l'analisi strategica di Italy for Weddings evidenzia un trend cruciale per il futuro: la necessità di diversificare per garantire sostenibilità. Sebbene il mercato americano rimanga trainante, è fisiologico attendersi una stabilizzazione. Per questo, l'ente sta guidando gli operatori verso i mercati a lungo raggio alternativi: segnali estremamente positivi arrivano infatti da Australia, Canada, Brasile, Emirati Arabi, India e Cina, nazioni su cui Italy for Weddings sta concentrando le azioni promozionali per intercettare un nuovo dinamismo verso il Bel Paese.
La Toscana rimane la regione più ambita, seguita nell’ordine da Lombardia, Campania, Piemonte e Sicilia. Tra le aree specifiche, il podio spetta al Lago di Como, alla Costiera Amalfitana e al Chianti. Un successo che premia la visione di Italy for Weddings nel promuovere il matrimonio come strumento di decentralizzazione turistica. A differenza del turismo di massa, il destination wedding valorizza le destinazioni secondarie e il sistema diffuso di alta gamma: borghi medievali, ville in campagna e vigneti vengono preferiti ai centri urbani affollati, portando ricchezza sui territori in modo capillare. Interessante notare anche i frutti del lavoro sulla destagionalizzazione: sebbene i mesi estivi restino dominanti, crescono le celebrazioni nei periodi alternativi. In particolare, l'ultimo trimestre dell'anno ha registrato un sensibile aumento della quota di eventi, dimostrando che l'Italia è attrattiva tutto l'anno.
L’eccellenza del servizio è garantita da una filiera sempre più qualificata. Quasi la metà delle coppie straniere (46,8%) decide di affidarsi a un Wedding Planner professionista per gestire la complessità organizzativa. Per quanto riguarda la tipologia di rito, la celebrazione simbolica resta la formula più amata (65,4%), seguita dai riti civili e religiosi, permettendo una maggiore libertà creativa nella scelta di location uniche. La spesa media per evento ha raggiunto i 67.000 euro (+8,9%), confermando il posizionamento high-spending del settore.
Il rapporto analizza anche il "Domestic Destination Wedding", ovvero i matrimoni degli italiani celebrati fuori dalla propria regione di residenza. Questo segmento ha generato un fatturato di 369 milioni di euro (+6,5%), coinvolgendo circa 800.000 persone per un totale di 8.500 eventi. Con un budget medio di 43.400 euro, anche gli italiani riscoprono i borghi e le eccellenze dei territori limitrofi.
“Il superamento del miliardo di euro di fatturato nel settore wedding evidenzia il ruolo cruciale che questo comparto, in costante crescita, riveste all’interno dell’economia turistica nazionale – ha commentato la Ministra Santanchè -. L’Italia si conferma leader mondiale per la sua capacità di attrarre mercati internazionali, sia affermati che emergenti. Il crescente interesse verso la nostra Nazione contribuisce a rendere il matrimonio nel Bel Paese un elemento distintivo dal punto di vista culturale. Inoltre – ha aggiunto la Ministra -, la tendenza sempre più diffusa a scegliere borghi meno noti, spesso legati alle radici delle coppie, e periodi meno canonici favorisce la destagionalizzazione dei flussi e la valorizzazione delle eccellenze territoriali e professionali italiane”.
Santanché ha dunque concluso assicurato che il suo Ministero “riconosce e sostiene attivamente coloro che promuovono la bellezza e la storia delle nostre terre come strumenti di sviluppo economico e rafforzamento dell’identità nazionale”.
L’assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha invece parlato della crescita del settore anche a Roma (+7,8% sul 2024 con 750 eventi ospitati): “è la conferma di come il turismo sia una scienza esatta. Lo abbiamo dimostrato a Roma, che da 4 anni ogni anno aggiorna i propri record storici, dall'occupazione alle presenze turistiche fino all'indotto che nel 2025 secondo il Sole 24 Ore è stato di 13,3 miliardi. Noi abbiamo investito sull'asset dei grandi eventi e sul congressuale, non a caso Roma con noi è tornata stabilmente nella top 10 della classifica ICCA. E vogliamo continuare a sviluppare anche il settore del wedding, un valore aggiunto per la filiera turistica cittadina: in termini strettamente economici, con la spesa media per evento stimata in 67 mila euro, e in una prospettiva di destagionalizzazione dei flussi”.
Per la presidente di Convention Bureau Italia, Carlotta Ferrari ed il direttore, Tobia Salvadori, questi dati “certificano la definitiva maturazione di un settore che rappresenta un asset strategico per il Paese. L’Italia ha saputo trasformare il proprio patrimonio in un brand globale; ora dobbiamo presidiare i mercati con una strategia coesa, guardando oltre i confini tradizionali e puntando sui nuovi mercati long- haul. È qui che il ruolo di Italy for Weddings diventa imprescindibile: siamo un punto di riferimento che unisce le destinazioni e gli operatori privati sotto un'unica bandiera per competere nello scenario globale”.
Il successo del 2025 è dunque “frutto di una filiera d'eccellenza che Italy for Weddings coordina, misura e promuove quotidianamente. Il nostro lavoro non si ferma alla promozione: integriamo ricerca e commercializzazione per fornire agli operatori gli strumenti per crescere. Il Wedding è un segmento virtuoso che distribuisce ricchezza nelle destinazioni secondarie e valorizza l'autenticità dei nostri territori. L’Osservatorio che mettiamo a disposizione delle istituzioni è lo strumento chiave per governare questo fenomeno e garantire che l'Italia resti leader indiscussa del mercato”. (aise)