Anche l'Italia contro gli insediamenti di Israele in Cisgiordania: minano la pace

ROMA\ aise\ - “La decisione del governo israeliano di pubblicare i bandi di gara per il progetto di insediamento E1 è inaccettabile”. Ad affermarlo sono stati i leader di Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia, Canada, Belgio, Svezia, Australia e Nuova Zelanda secondo cui “la comunità internazionale si oppone da tempo a questa espansione degli insediamenti” e per cui “ha espresso le proprie serie preoccupazioni, sia pubblicamente che privatamente”.
L'insediamento E1, secondo i leader degli 11 paesi firmatari della dichiarazione congiunta, “comprometterà la prospettiva della soluzione a due Stati, creando una spaccatura in Cisgiordania e danneggiando la contiguità territoriale dei Territori Palestinesi”.
Nella dichiarazione si legge dunque che “il diritto internazionale è chiaro: gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. Questa è la posizione della comunità internazionale, ribadita dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. In un momento di grave instabilità in Cisgiordania, con livelli di violenza senza precedenti da parte dei coloni israeliani contro i civili e gravi restrizioni all'economia palestinese, questa decisione è ancora più preoccupante”.
I leader hanno quindi esortato il governo israeliano a “ritirare immediatamente” questi piani e “a porre fine all'espansione degli insediamenti in Cisgiordania” che “non solo ci allontano ulteriormente dalla pace, ma minano ulteriormente la reputazione internazionale di Israele”.
“Le imprese non dovrebbero prendere in considerazione la partecipazione ai bandi di gara – hanno aggiunto in conclusione -. Essi devono essere consapevoli delle conseguenze legali e reputazionali, compreso il rischio di essere coinvolti in gravi violazioni del diritto internazionale”. Per chiudere hanno quindi ribadito di continuare ad agire “per una pace globale, giusta e duratura basata sulla soluzione dei due Stati”. (aise)